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ROMA –  Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene con una nota sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. “In occasione del quarantesimo anniversario della strage della stazione, che provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti, desidero – a distanza di pochi giorni dalla mia visita a Bologna e dall’incontro nel luogo dell’attentato – riaffermare la vicinanza, la solidarietà e la partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e alla città di Bologna, così gravemente colpiti dall’efferato e criminale gesto terroristico. Riaffermando, al contempo, il dovere della memoria, l’esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia”.

Alla cerimonia di apertura per l’anniversario dell’attentato è intervenuto per il governo il viceministro dell’Interno Vito Crimi: “La serietà impone che di fronte ai familiari si ponga un punto fermo. Dopo 40 anni si può solo chiedere scusa”, ha detto. “Non è accettabile non è ammissibile” la mancanza della verità piena sulla Strage del 2 agosto 1980. “Le scuse” da parte dello Stato “sono le uniche parole che hanno una parvenza di decenza, dopo 40 anni di dolori immutabili vissuti dai familiari si può solo chiedere scusa”, ha ribadito. “Quarant’anni senza una verità

sono un’offesa alla memoria dei morti e dei loro familiari, così come per Ustica, per le bombe del ’92 e ’93 e molti altri esempi sanguinosi che hanno ferito la nostra democrazia, che ha vacillato, ma ha sempre retto l’urto di mani colpevoli e insanguinate”, ha aggiunto.

40 anni fa la strage di bologna mattarella esigenza di piena verita e giustizia 1 - 40 anni fa la strage di Bologna, Mattarella: "Esigenza di piena verità e giustizia"

Il capo del governo, Giuseppe Conte, è intervenuto con un tweet: “Quaranta anni dalla strage di Bologna. Siamo al fianco dei familiari, di chi crede nello Stato, dei magistrati impegnati a squarciare definitivamente il velo che ci separa dalla verità. Lo dobbiamo alle 85 vittime innocenti, lo dobbiamo a noi stessi”.

La cerimonia è stata aperta dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che ha accolto i familiari delle vittime della strage alla presenza del presidente del Senato Elisabetta Casellati (“Abbiamo bisogno di verità, senza verità il Paese non ha futuro”) e di Crimi. “E’ stato un percorso lungo, ma non inutile. Le novità che si annunciano per le iniziative della procura e grazie all’attività vostra, come associazione dei familiari delle vittime, ci fanno ben sperare per raggiungere la verità completa”, ha detto. “Per me è stato un onore essere il sindaco che per nove anni vi ha accompagnato. Tutta la città vi è vicina e continua a condividere profondamente il vostro dolore”, ha aggiunto.

La seconda carica dello Stato Elisabetta Casellari, ha incontrato i familiari delle vittime: “Sono qui per testimoniare questa vicinanza delle istituzioni e del senato a voi familiari. Vi siamo grati perché in quarant’anni non vi siete mai dati per vinti nella ricerca della verità. Cercare la verità significa cercare giustizia e alzare quel velo di omissis che per quarant’anni ha vissuto questa nostra storia repubblicana”, ha detto Casellati. Quello del 2 agosto 1980 è stato un “evento crudele in cui sono stati uccisi innocenti per colpire al cuore la nostra democrazia”, ha proseguito ricordando il lavoro sulla desecretazione dei documenti relativi a quel periodo fatto dal Senato in collaborazione con la Camera. “È inaccettabile che ancora ci siamo dei veli”, per questo bisogna “fare un lavoro” per accertare “chi e perché una volta per tutte”, conclude. “Già lo sappiamo”, le fa eco una dei familiari delle vittime della strage.

Per Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Strage di Bologna, a Palazzo D’Accursio, “sono passati 40 anni e finalmente il nostro desiderio di avere verità comincia a realizzarsi possibile, grazie al lavoro della Procura generale di Bologna che, hanno seguito il denaro di Licio Gelli e analizzato la mole digitalizzata di atti che gli abbiamo forniti. Quei magistrati, a 40 anni di distanza, hanno reso onore ad un altro grande magistrato, Mario Amato. A quei magistrati diciamo due cose: grazie, non vi lasceremo mai soli”. Poi: la direttiva Renzi sulla desecretazione degli atti classificati, “un guscio vuoto”. E la norma sui risarcimenti alle vittime di Strage: “Nella finanziaria hanno fanno una furbata. Avevano messo i nostri articoli e poi all’ultimo momento li hanno tolti. Una furbata, che i familiari delle vittime non meritano. Spero che su questo ci siano informazioni”.
 

Fonte: Repubblica

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