Condividi:

addio a gisele halimi instancabile femminista e avvocata irrispettosa - Addio a Gisèle Halimi, instancabile femminista e "avvocata irrispettosa"

PARIGI – Era stata una delle prime donne avvocato in Francia, la più famosa, anche perché il suo nome era legato a tante battaglie femministe. Gisèle Halimi è morta all’età di 93 anni, continuando fino all’ultimo a interessarsi della difesa dei diritti civili.

Non c’era appello, mobilitazione femminista che non la vedesse impegnata. “La Francia perde un grande combattente per l’emancipazione delle donne”, ha commentato presidente Emmanuel Macron. “Instancabile ribelle, ha combattuto tutta la vita per migliorare il destino delle donne”, ha ricordato la ministra per la Parità, Elisabeth Moreno. “La sua ossessione era la giustizia per tutte, e forse dovrei dire per tutte”, ha aggiunto il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, anche lui avvocato di fama.

Nata in Tunisia nel 1927, Halimi si definiva “francese di sangue misto”. Cresciuta in una famiglia modesta, aveva imparato sin da piccola l’esperienza della discriminazione, sotto varie forme. “Tutto è cominciato con l’arabo disprezzato, poi l’ebreo, poi il colonizzato, poi la donna”, aveva raccontato.

Nel 1972 era apparsa nel suo primo, grande processo, difendendo Marie-Claire Chevalier, minorenne processata per aver abortito in seguito a uno stupro. Riuscì a mobilitare l’opinione pubblica, aprendo la strada alla depenalizzazione dell’aborto con la legge Veil approvata qualche anno dopo. È allora che fu ribattezzata dai suoi avversari come “avvocata irrispettosa”, etichetta che ha rivendicato facendone il titolo della sua autobiografia pubblicata nel 2002.

“L’ingiustizia mi è fisicamente intollerabile”, diceva spesso. Halimi, madre di tre figli, ha sempre accompagnato il suo lavoro da battaglie politiche. Nel 1971 aveva fondato l’associazione “Choisir la cause des femmes” e nello stesso anno era stata tra le firmatarie del famoso manifesto delle 343 donne che avevano dichiarato sul Nouvel Observateur di aver abortito, sfidando l’allora divieto.

Un altro processo emblematico fu quello del 1978 a Aix-en-Provence nel quale Halimi aveva rappresentato due donne violentate da tre uomini, contribuendo all’adozione di una nuova legge che riconosceva lo stupro come un crimine.

Eletta deputata con il partito socialista nel 1981, ha continuato le sue battaglie in Parlamento, in particolare per il rimborso dell’interruzione volontaria di gravidanza votata finalmente nel 1982. Autrice anche di alcuni romanzi, le sue lotte sono state riprese in vari film, tra cui Le Procès de Bobigny (2006) con Anouk Grinberg e Le Viol (2017) con Clotilde Courau.

Madre di tre ragazzi, tra cui Serge Halimi, direttore del mensile Le Monde diplomatique, aveva confidato una volta che le sarebbe piaciuto avere una figlia per “mettere alla prova” il suo impegno femminista.  “La storia del femminismo è quella di donne che come lei hanno realizzato cose che sembravano impossibili e alle quali la storia ha finalmente dato ragione”, ha sottolineato la presidente della Fondazione delle Donne, Anne-Cécile Mailfert.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy