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La voce di oltre venti giovani provenienti da tutta Italia chiede che il futuro dopo il Covid non cancelli quanto è emerso in questa esperienza unica e destabilizzante. L’ufficio regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale e il Comitato Italiano per l’Unicef, con il supporto tecnico dell’Istituto di ricerca dell’Unicef Innocenti di Firenze e in collaborazione con partner nazionali e locali, hanno coinvolto i venti giovani nell’elaborazione di un sondaggio online rivolto ai loro coetanei, per comprendere qual è il loro livello di soddisfazione per la vita, le relazioni, il benessere economico, la scuola e il lavoro, l’ambiente e la salute.

Le risposte di oltre 2000 giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni hanno indicato che in generale i partecipanti al sondaggio sono soddisfatti della loro vita, ma sono preoccupati per il benessere economico e la salute. Le loro relazioni sono positive e hanno fiducia che ci sia ancora tempo per imprimere una svolta dal punto di vista ambientale. Se su una scala da 1 a 10 la media dà un 6,5 alla sua vita in generale, pesa la paura della pandemia e la media della soddisfazion e per la salute di 5,9, mentre il benessere economico è appena sopra la sufficienza.

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Soddisfazione alta invece per l’ambiente e i rapporti interpersonali coltivati all’interno della famiglia, che sono migliorati durante il lockdown per 1 adolescente su 3, perché durante l’emergenza sono aumentate le occasioni per stare insieme e per trascorrere tempo di qualità, scoprendo lati nuovi dei propri familiari. Tanto che molti esprimono la voglia di allontanarsi dallo schermo e di trovare più occasioni per stare insieme (quasi la metà – il 46%- dei rispondenti) e chiedono ritmi più lenti. Resta un 16% di giovani per cui le relazioni domestiche sono cambiate in peggio durante il lockdown e sempre un 16% chiede maggiore supporto esterno per alleviare le situazioni di stress.

Un dato inquietante, che fa emergere ancora una volta il problema italiano della violenza domestica, soprattutto sulle donne, riguarda appunto la percezione del rischio di violenza in casa. Il 64% degli adolescenti è d’accordo con la frase “Casa non è per tutti un luogo sicuro”, con un elevato 73% di ragazze e il 53% di maschi.

Dalle risposte al sondaggio e dal lavoro del gruppo è nato infine il “Manifesto per il futuro”, un’agenda in 10 punti proposta dagli adolescenti per costruire un futuro migliore post Covid 19. Nel manifesto risalta la domanda di una società più rispettosa delle diversità e improntata all’uguaglianza e alla solidarietà e la richiesta degli adolescenti di essere più coinvolti nei processi decisionali e politici che li riguardano

Fonte: Repubblica

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