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KABUL – Due esplosioni violentissime seguite da sparatorie e lanci di granate hanno insanguinato il centro di Kabul: la prima è avvenuta vicino alla residenza del ministro della Difesa, Bismillah Khan Mohammadi, uscito illeso perché in quel momento non era in casa. Tre le vittime e almeno sette le persone ferite.

E’ un momento di grande instabilità quello che vive l’Afghanistan a tre mesi dal ritiro definitivo delle truppe straniere dal Paese, il 1°  maggio. I talebani stanno avanzando e dopo aver conquistato diversi distretti rurali, si sono lanciati negli ultimi giorni alla conquista delle principali città, tra cui Lashkar Gah, snodo cruciale nel sud, oltre che Kandahar, dove il movimento nacque e seconda città del Paese, e la stessa Herat in cui c’era la base italiana.

La seconda deflagrazione è stata seguita da alcune esplosioni più piccole nel centro della città, non lontano dalla Zona Verde, l’area pesantemente protetta e fortificata, dove si trovano diverse ambasciate straniere, tra cui la missione degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti nelle ultime 72 ore hanno ripreso ad effettuare raid aerei. Il doppio attentato a Kabul arriva dopo che in 24 ore 40 civili sono stati uccisi ed è stato raccolto dalla missione Onu in Afghanistan, che “profondamente preoccupata” ha esortato a “mettere immediatamente fine ai combattimenti nelle zone urbane”.

Nella città aumentano tensione e paura man mano che i colpi di artiglieria e il suono degli aerei si avvicinano e intensificano. Testimoni da Lashkar Gah riferiscono che il governo mente rispetto alla resistenza da parte dei militari, con la difesa della città lasciata in mano alla sola polizia. Allo stesso tempo le scorte di cibo, medicine e carburante iniziano a scarseggiare e la città è letteralmente tagliata fuori dal resto del Paese.

Il presidente Ashraf Ghani aveva accusato gli Usa di essersi ritirati in maniera “precipitosa e improvvisa”, abbandonando il Paese a se stesso. La situazione è infatti precipitata dopo il ritiro delle truppe internazionali e già concluso al 95%, ben prima della scadenza dell’11 settembre indicata dal presidente Usa, Joe Biden.

Fonte: Repubblica

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