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151303243 061ea1df 9560 4932 a990 ce16cfdf67c9 - Afghanistan, l'appello di Massud: "Ribellatevi ai talebani"

Di seguito pubblichiamo la traduzione del discorso di Ahmad Massud, leader del Fronte di Resistenza nazionale, che esorta la popolazione dell’Afghanistan a una “rivolta nazionale” contro i talebani.

In nome di Dio il misericordioso e il compassionevole

Apparteniamo a Dio e a Lui torneremo

Inizio porgendo le mie condoglianze e il mio conforto alle famiglie dei nostri compatrioti martiri, autentici figli della nostra terra.

L’Afghanistan è stato testimone di numerose battaglie negli ultimi mesi. La nostra gente ha opposto resistenza in molte e lontane regioni, finché il nostro Paese è giunto a un passo dal crollo.

Come ultima risorsa la nostra gente dal Badakhshan al Takhar e Kapisa e Andarab non ha abbandonato le armi e la battaglia  si è concentrata nell’Andarab e nel Panshir.

Il Fronte di resistenza nazionale (Nrf) dell’Afghanistan si è mobilitato in difesa della dignità, l’integrità, la libertà e la giustizia del popolo.

Ieri tuttavia l’Nrf ha espresso pieno sostegno e rispetto alla risoluzione del Consiglio degli Ulema che rappresenta tutti gli afghani che hanno chiesto la cessazione delle ostilità. L’abbiamo considerata definitiva e inviolabile, in attesa della risposta dell’altra parte. Ma i Talebani hanno rivelato la loro vera natura rifiutando l’istanza della risoluzione.

Contrariamente a quanto sostengono, hanno dimostrato di non credere nella Sharia, di non credere nel Corano e di non inchinarsi alle legittime richieste degli Ulema dell’Afghanistan. Subito dopo la risoluzione hanno dato il via a un’offensiva militare su vasta scala contro la nostra gente che ha fatto numerose vittime, tra cui miei parenti stretti.

Vi garantiamo, con la massima risolutezza, che la morte dei nostri compatrioti non ci indebolisce, né demoralizza. Noi, il popolo afghano, siamo abituati a combattere in difesa della nostra dignità, della nostra religione, del nostro Dio e del nostro Afghanistan. Conosciamo il martirio ci saranno altri martiri nella nostra lotta.

Cari compatrioti!

Gli avvenimenti di questi giorni sono aspetti minori dell’immagine del futuro che attende l’Afghanistan, un futuro che gli stranieri vogliono imporre al nostro Paese attraverso i loro scagnozzi, i loro venduti e i loro tirapiedi.

Sarà l’immagine di un Afghanistan condannato all’arretratezza,  dominato dall’oscurantismo, privato della civiltà e dell’arte, privo di unità e solidarietà. Un paese costretto all’isolamento economico e politico. Un paese sotto controllo schiacciante, che non avrà rapporti indipendenti col mondo, la cui vita sarà controllata da stranieri.

L’attacco di ieri ha dimostrato per l’ennesima volta che i mercenari stranieri in appoggio ai talebani sono sempre esistiti, li hanno sostenuti in passato e continueranno a farlo in futuro.

Oggi rivolgo un messaggio chiaro al nostro popolo.

Cari compatrioti!

Ovunque voi siate, all’interno o all’esterno del Paese, vi esortiamo a insorgere  e resistere, per la dignità, l’integrità e la libertà del nostro popolo!

Con qualunque mezzo a vostra disposizione insorgete contro la devastante umiliazione che oggi degli stranieri impongono su di noi!

Noi, il Nrf, saremo saldi al vostro fianco, compatrioti. Che si tratti di coloro che hanno imbracciato le armi in ogni vallata dell’Hindu Kush, nel Panjshir e Andarab, e continuano  a combattere; delle nostre coraggiose sorelle a Herat e Kabul, che hanno alzato la voce in difesa della gustizia o dei nostri compatrioti all’estero che, con dimostrazioni di protesta , danno voce alla nostra lotta.

Siamo con voi, vi siamo debitori per le vostre azioni e staremo saldi al vostro fianco!

Chiediamo ad altri fratelli e sorelle, ovunque si trovino, e con qualunque mezzo a loro disposizione, di insorgere e resistere contro il futuro di asservimento e sottomissione imposto all’Afghanistan cui ho fatto prima cenno. 

Ribellatevi, cogliete l’occasione e accettate il nostro invito a resistere!

Mi rivolgo a chi intende imbracciare le armi, siamo con voi. A chi ricorrerà alle proteste, saremo al vostro fianco, ci uniremo a voi, e dichiareremo il nostro sostegno alla vostra lotta. Per salvare la nostra madre patria siamo pronti a restare con voi fino alla fine.

Il mio secondo messaggio va alla comunità internazionale

La comunità internazionale ha la piena responsabilità di aver fornito ai talebani la funesta opportunità che ha contribuito a dar loro legittimità politica e titolo. È stata loro data occasione di mostrare al mondo che si sono riformati, che sono cambiati. Invece non solo i Talebani sono rimasti uguali, ma sono diventati più feroci, più crudeli, più fondamentalisti e discriminatori che in passato. Lo stiamo sperimentando.

Noi, il popolo afghano, prestiamo attenzione alle valutazioni morali del mondo e dei nostri vicini  per vedere chi è solidale con il popolo afgano contro i gruppi al servizio di interessi stranieri. La storia e il popolo afgano giudicheranno le loro azioni, chi verrà in nostro aiuto e chi no. Vedremo chi sono i veri amici dell’Afghanistan in questo momento critico.

L’altro messaggio è indirizzato a chi si è unito ai talebani nella convinzione che conducano una jihad contro gli stranieri. La mia speranza è che dopo aver visto le crudeltà e i crimini dei talebani in netta trasgressione della legge della Sharia, contrariamente  alla risoluzione degli Ulema e in opposizione allo spirito della nostra madre patria e dell’Islam, si destino dalla loro falsa illusione e imparino a non rovinare il futuro a sé stessi, alle loro famiglie e alla loro vita ultraterrena davanti al giudizio di Dio.

Tutti voi che vi siete uniti ai Talebani in buona fede, potete correggere l’errore. Dal Badakhsan a Takhar, e da Kandahr a Helmand, tutti coloro che si sono uniti ai Talebani possono rimediare al passato errore di giudizio. È arrivato il momento di fare ammenda.

Schieratevi a fianco del vostro popolo e del vostro Paese, chiedete perdono a Dio per i crimini commessi contro gli innocenti. Dio misericordioso vi ha dato l’opportunità di seguire la giusta via, di ottenere prosperità in questo mondo e nell’aldilà.

La nostra speranza è che questi combattenti siano giunti a comprendere correttamente la situazione e a confrontarsi con la vera natura del nostro comune nemico. E speriamo che non proseguiate negli errori devastanti che avete commesso.

Infine, torno a porgere le mie più sentite condoglianze a tutte le famiglie dei nostri martiri. Siamo impegnati a continuare a perseguire la loro causa.

Il Nrf nominerà a breve un nuovo portavoce. Vogliamo dirlo chiaro e forte: il martirio nel corso della nostra lotta è per noi un onore.

In nessun caso la pressione militare su di noi e il nostro territorio diminuirà la nostra determinazione a continuare la nostra lotta, ma rafforzerà soltanto la nostra ferma decisione a ergerci in difesa della nostra dignità, libertà e il trionfo del nostro popolo fino alla fine.

Siamo certi che con la benedizione di Dio e il sostegno del nostro popolo, la vittoria sarà nostra, e nessun potere militare, per quanto grande, può contrastare il volere del popolo.

Che Dio sia con voi.

Traduzione di Emilia Benghi

Fonte: Repubblica

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