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Entro il prossimo 11 settembre, tutte le truppe straniere, gli statunitensi e gli alleati della Nato, lasceranno l’Afghanistan dopo 20 anni di guerra e un accordo siglato nel febbraio del 2020 a Doha in cui i talebani si sono impegnati a non permettere che il Paese diventi di nuovo una base operativa del terrorismo internazionale per colpire l’Occidente.

Il ritiro delle truppe internazionali però ha riacceso il conflitto: in meno di due settimane i talebani hanno riconquistato 18 capoluoghi provinciali e controllano più del 60% del territorio. I guerriglieri islamisti sono entrati anche a Herat, nell’Ovest, e assediano Kandahar, nel Sud, due grossi centri urbani.

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli altri Paesi della coalizione stanno evacuando il proprio personale diplomatico e cercando di organizzare dei voli aerei per far uscire dall’Afghanistan anche gli interpreti e i collaboratori che hanno lavorato con gli Occidentali e ora temono le rappresaglie degli “studenti coranici”.

Secondo l’alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, da gennaio più di 250mila afghani hanno lasciato le loro case, sfollati interni che vanno ad aggiungersi agli oltre 4 milioni di afghani che sono già fuggiti dal Paese, in maggioranza nel vicino Iran o in Pakistan.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla nuova offensiva nel Paese.

Chi sono i talebani?

Talebani nella lingua Pashtu significa “studenti”: sono fondamentalisti islamici armati che si rafforzarono come gruppo organizzato militarmente durante la resistenza contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan, negli anni Ottanta. Usciti vincitori dalla guerra civile, a metà degli anni Novanta instaurarono un regime teocratico basato su una interpretazione estremista dell’Islam e sull’applicazione della sharia, la legge coranica. Sotto il loro controllo le donne erano sottoposte a un regime di segregazione e violenza, non potevano per esempio lavorare all’esterno delle mura domestiche, fatta eccezione per alcuni medici e infermiere, dovevano essere accompagnate da un mahram, un parente stretto, per uscire di casa, avevano l’obbligo di indossare il burqa, un velo integrale che copre anche il viso. Nel 2001 il regime dei talebani fu rovesciato dall’intervento militare americano.

Perché gli americani sono entrati in guerra in l’Afghanistan vent’anni?

L’11 settembre del 2001, due aerei pilotati da attentatori suicidi si schiantarono contro le torri Gemelle di New York, uno contro il Pentagono, in Virginia e un quarto areo precipitò in Pennsylvania grazie alla resistenza dei passeggeri. Morirono 2.977 persone, più di 6mila rimasero ferite.

Gli attentati erano stati ideati, pianificati e realizzati dall’organizzazione terroristica islamista al Qaeda e dal suo leader, Osama Bin Laden. Il comando centrale di Al Qaeda e le basi principali dell’organizzazione erano in Afghanistan sotto la protezione dei talebani.

Gli Stati Uniti guidati dal presidente repubblicano George W. Bush decisero di intervenire militarmente, disperdendo i talebani e instaurando a Kabul un nuovo governo che si insediò dopo l’approvazione di una nuova costituzione e le elezioni presidenziali dell’ottobre 2004, le prime libere nella storia dell’Afghanistan vinte da Hamid Karzai.

Nel 2009 il presidente democratico Barack Obama approvò un consistente aumento delle truppe nel Paese, portandole a 140mila uomini, per stroncare il tentativo dei talebani di riorganizzarsi.

Nel 2011 le forze speciali americane, i Navy Seals, catturarono e uccisero il leader di al Qaeda, Osama Bin Laden, che si era rifugiato in Pakistan, ad Abbottabad. Ma gli attacchi dei talebani sono continuati e dal 2015, un anno dopo la fine della missione di combattimento della Nato, hanno ricominciato a conquistare terreno e forza.

Quante vittime ha fatto la guerra in Afghanistan?

Non esistono cifre precise e definitive delle vittime del conflitto, la Brown university stima che in totale, tra vittime dirette e indirette del conflitto in Afghanistan e in Pakistan, siano state uccise 240mila persone in 20 anni, 70mila uomini e donne delle forze di sicurezza afghane, più di 3.500 soldati della coalizione, due terzi dei quali americani. L’Italia ha perso in guerra 53 soldati. Più di 4 milioni di afghani hanno lasciato il Paese e vivono per la maggior parte nei Paesi confinanti, in primis Iran e Pakistan.

Perché gli Usa hanno deciso di trattare con i talebani?

La guerra in Afghanistan è stata la guerra più lunga combattuta dagli americani e ha attraversato quattro presidenze: iniziata con il repubblicano George W. Bush, è proseguita con il democratico Barack Obama. L’arrivo del repubblicano Donald Trump alla presidenza nel 2016 ha impresso una svolta: “Le grandi nazioni non possono combattere guerre senza fine”, disse, promettendo il ritiro delle truppe Usa dal Paese.

L’uscita dall’Afghanistan, secondo Trump, passava per i negoziati con i talebani. Nel febbraio 2020, dopo quasi due anni di trattative, gli Stati Uniti hanno concluso a Doha un accordo che li impegnava a ritirarsi dal Paese in cambio dell’assicurazione da parte dei talebani che l’Afghanistan non sarebbe più stata la piattaforma per il terrorismo internazionale.

Perché i talebani hanno riconquistato terreno?

L’accordo di Doha prevedeva anche l’avvio di un dialogo intra-afghano con il governo di Kabul e i talebani per arrivare a una spartizione pacifica del potere e a una soluzione negoziata che rispettasse i principi democratici della costituzione afghana, i diritti delle donne, delle minoranze.

Questo dialogo non è mai iniziato e quando il nuovo presidente Usa, il democratico Joe Biden, ha annunciato ad aprile il ritiro di tutte le truppe i talebani hanno sfruttato il momento per ricominciare la guerriglia e lanciarsi alla conquista del Paese.

Nonostante siano numericamente inferiori finora hanno prevalso contro l’esercito regolare afghano. In venti anni gli americani hanno speso 87 miliardi di dollari solo per addestrate le l’esercito e le forze dell’ordine afgane.

La guerra è costata agli Usa circa 2,26 trilioni di dollari. Quando Biden ha deciso il ritiro completo entro la data simbolica dell’11 settembre, gli americani avevano già ridotto di molto la loro presenza sul terreno.

In Afghanistan rimanevano tra i 2mila e i 3mila soldai con funzioni per lo più di intelligence. Un presidio sostenuto dall’aviazione americana che funzionava come deterrente e aveva impedito ai talebani di avviare una nuova campagna militare.

Qual è stato il ruolo dell’Italia nella guerra in Afghanistan?

L’Italia è entrata in guerra accanto agli alleati Nato il 30 ottobre del 2001. Il presidente del consiglio era Silvio Berlusconi. L’impegno militare è durato 20 anni ed è stata la guerra più lunga combattuta dagli italiani, costata almeno 8,5 miliardi di euro e soprattutto 53 vite umane.

La base operativa del contingente italiano era a Herat, caduta nelle mani dei talebani due giorni fa. Appena poche settimane prima, il 12 luglio, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini aveva annunciato il ritiro di tutti i soldati italiani in anticipo rispetto al previsto.

Fonte: Repubblica

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