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afghanistan un gruppo segreto delle sas agiva come uno squadrone della morte - Afghanistan, un gruppo segreto delle Sas agiva come uno squadrone della morte

LONDRA – C’era una “squadra della morte” all’interno delle Sas, acronimo di Special Air Services, le truppe speciali delle forze armate britanniche, che andava in giro per l’Afghanistan a eliminare civili nel cuore della notte? Il sospetto è emerso da un processo all’Alta Corte di Londra, il cui giudice si è visto sottrarre documenti giudicati “top secret” e ha richiesto perciò spiegazioni al ministro della Difesa Ben Wallace. La vicenda è il titolo di apertura del Sunday Times di oggi.

Secondo le indiscrezioni raccolte dal domenicale inglese, comunicazioni riservate fra alti gradi delle Sas esprimono dubbi e timori sulla morte di almeno 33 cittadini afghani nel corso di 11 operazioni notturne condotte dalla medesima unità delle forze speciali. I documenti in questione, che il Times ha potuto visionare, rivelano in particolare un possibile quadruplo omicidio da parte dei commandos britannici che sarebbe avvenuto il 16 febbraio 2011 nel villaggio di Gawahargin nella provincia afghana di Helmand. Le Sas cercavano un uomo di nome Saddam, sospettato di essere membro di un gruppo che metteva bombe sulle strade per fare saltare convogli militari delle forze occidentali.

Nel corso del raid, dopo avere legato donne e bambini, quattro uomini adulti furono uccisi con vari proiettili alla testa dai soldati britannici, ufficialmente perché avrebbero cercato di ribellarsi e di tirare granate. Successivamente il nipote di una delle vittime, imprigionato per 20 giorni in seguito all’operazione, denunciò il comando britannico sostenendo che i suoi parenti non avevano affatto reagito al raid e non erano complici dei Taleban. Nel 2014 il suo esposto è stato ritenuto abbastanza serio da spingere la Royal Militare Police, la polizia militare britannica, ad aprire un’inchiesta. L’indagine avrebbe indicato, scrive il Sunday Times, che 10 dei 33 civili uccisi dalla stessa unità delle Sas hanno perso la vita in circostanze analoghe, in cui membri di una stessa famiglia vengono accusati di avere preso le armi e opposto resistenza a una perquisizione in condizioni impossibili, nelle quali non avrebbe avuto alcuna chance di sopraffare i commandos.

In risposta all’articolo, il ministero della Difesa britannico afferma che non si tratta di fatti nuovi, che il caso è stato già oggetto di quattro indagini interne, con la conclusione che “non ci sono prove sufficienti per un’incriminazione”. La polizia militare resta tuttavia “aperta a considerare nuove informazioni, se verranno alla luce”.

Fonte: Repubblica

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