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NEW YORK – Una “dreamer” alla guida di uno dei giornali studenteschi più prestigiosi d’America. Sì, una di quei figli di clandestini arrivati in America da bambini e mai regolarizzati, cui nel 2012 l’amministrazione Obama concesse la possibilità di completare gli studi e affrontare così un percorso di sanatoria attraverso il Dream Act. Quel “Daca” cui Donald Trump ha dato l’assalto a più riprese e ora Joe Biden vuol ripristinare e migliorare.  

Agnes Lee, 26 anni, è approdata a Los Angeles, California, due decenni fa con la famiglia, proveniente dalla Corea del Sud. Imparando fin da bambina a temere polizia e aeroporti. Il motivo, però, lo ha scoperto da grande quando ha iniziato a far domanda nei college e la madre ha dovuto ammettere: Agnes non era mai diventata “americana”. Proprio grazie ai “Daca”, la brillante studentessa asiatica è riuscita comunque ad accedere alla prestigiosa università di Georgetown: dove, per proteggere i genitori, per un certo tempo ha nascosto a professori e compagni la sua condizione.

Poi però ha cominciato a battersi per chi è nella sua stessa situazione: brillanti studenti che a causa del loro status, pur con la laurea conseguita in una delle migliori università d’America, non potranno avere accesso a lavori nei tribunali e in agenzie governative, dove si assumono solo residenti permanenti. Apprezzatissima dai colleghi, è stata dunque scelta alla guida della Georgetown Law Magazine, la rivista di giurisprudenza del prestigioso ateneo. Primo studente privo di documenti a raggiungerne le mansioni di caporedattore: un ruolo di alto profilo, considerato la miglior carica studentesca della scuola di legge. Una nomina che segna un altro primato: per la prima volta tutte le riviste legali di punta degli atenei dove si studia diritto sono guidate da donne. 

Lee, dal canto suo, già s’impegna a pubblicare articoli dedicati ai regolamenti legati a diritti umani e civili, basati sulle ricerche rigorose degli studiosi della sua università. Ben consapevole che non godrà, almeno per ora, dei vantaggi offerti dal ruolo ai suoi colleghi: solitamente porta, infatti, a un posto d’assistente presso un giudice federale. Sperando, col tempo, di cambiare le cose. 

Ad applaudire particolarmente la nomina è il professore di scrittura giuridica Eun Hee Han secondo cui l’elezione di uno studente immigrato e apertamente irregolare è un passaggio simbolico che manda ai colleghi di Agnes un messaggio particolarmente importante ai colleghi di Lee e agli aspiranti avvocati: tanto più in un momento in cui il Congresso sta già prendendo in considerazione una nuova legislazione che offra ai “Dreamers” corsie preferenziale per ottenere la cittadinanza e con quella gli stessi diritti di tutti gli americani. 

Fonte: Repubblica

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