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allarme alle galapagos pescherecci cinesi vicino alla riserva naturale - Allarme alle Galapagos: pescherecci cinesi vicino alla riserva naturale

IL governo dell’Ecuador è in allarme. Una enorme flottiglia composta da 260 pescherecci si è appostata a 118 miglia dalle isole Galapagos. Incrocia proprio a ridosso delle acque territoriali che delimitano la riserva naturale del famoso arcipelago dove vivono e si riproducono le più rare specie acquatiche del mondo. La maggioranza batte bandiera cinese ma ci sono anche navi libiche e panamensi. Non si sa cosa abbiano intenzione di fare ma è ovvio che pescano, e le Galapagos, con i suoi mari liberi e pieni di pesci, sono un bottino troppo ghiotto.

La notizia è rilanciata dal Guardian dopo che l’allarme ha scosso il governo, già alle prese con il Covid 19; in questi giorni ha ripreso forza facendo aumentare i contagi e il numero dei morti. “Le dimensioni e l’aggressività di questa flotta contro le specie marine”, avverte l’ex ministra dell’Ambiente, Yolanda Kakabadse, “rappresentano una grande minaccia per l’equilibrio delle specie nella Galapagos”.

La presenza della flottiglia di pescherecci cinesi era stata segnalata una settimana fa dal ministero della Difesa. Era stato messo al corrente il ministero degli Esteri che a sua volta aveva contattato l’ambasciata di Pechino a Quito chiedendo quali fossero le intenzioni dei natanti. La risposta era stata evasiva ma le navi, finora, non si sono mosse restando all’esterno del limite della riserva naturale. Si era riunito il Consiglio dei ministri per fare il punto della situazione e il titolare della Difesa Oswaldo Jarrín aveva spiegato che decine di corvette, guardacoste, aerei da ricognizione ed elicotteri stavano incrociando e sorvolando la zona proprio per evitare qualche sconfinamento.

Il presidente Lenin Moreno ha chiesto di rafforzare la vigilanza e ha informato il governo di aver contattato Colombia, Cile e Perù per studiare azioni comuni di contenimento. Ma ha anche stigmatizzato un dettaglio che considerava “vergognoso”: la flottiglia si sarebbe rifornita di carburante su territorio ecuadoriano. Il ministro Jarrín lo ha rassicurato: “Le navi si trovano ancora fuori dalla zona protetta. Sono certo che non la varcheranno. Se lo facessero non accadrà quello che è avvenuto nel 2017”.

Quell’anno la Marina ecuadoriana intercettò un peschereccio oceanico cinese, il Fu Yuan Yu Ceng 999, che navigava a poche miglia dalle Galapagos. Venne fermato e controllato. A bordo, nascoste nelle stive, i militari scoprirono 300 tonnellate di pesce tra cui alcune rare specie di squali. Grande scandalo, vibrate proteste, dura presa di posizione nei confronti della Cina.

La tempesta diplomatica cessò ma quel caso è ancora vivo nella memoria degli ecuadoriani. Per loro le Galapagos restano l’Eden delle specie marine rarissime, il luogo dove possono vivere e riprodursi senza alcuna minaccia. Lo è anche per tutti noi. Fanno parte del patrimonio mondiale dell’Unesco che le considera un “museo vivente e una vetrina per l’evoluzione”. Hanno ispirato Charles Darwin e la sua famosa teoria sull’evoluzione naturale, prima del Covid erano visitate da 245 mila turisti l’anno.

Da tempo il Paese andino cerca di estendere la zona economica esclusiva in un raggio di 350 miglia. Una distanza che unirebbe l’arcipelago alla terra ferma e che chiuderebbe un corridoio di acque internazionali dove si trova in queste ore la flottiglia cinese. Un progetto che adesso riprende forza. La sua applicazione è stata affidata dal governo all’ex ministro dell’Ambiente Kakabadse e all’ex sindaco di Quito, Roque Sevilla: dovranno progettare una nuova “strategia di protezione”.

Fonte: Repubblica

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