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Stanno girando su social network e su vari banner pubblicitari truffe che, con diverse tattiche, mirano a rubare il bonus vacanze di 500 euro. L’allarme arriva in una nota dell’Agenzia delle Entrate dei giorni scorsi.

Sono due i metodi utilizzati per perpetrare questa truffa. Alcuni account, in particolare su Instagram – scrive l’Agenzia – promettono agli utenti di convertire in denaro i bonus vacanze che i cittadini hanno attivato attraverso l’app IO, ma non ancora utilizzato per un soggiorno turistico. Una situazione comune: le restrizioni dovute alla pandemia hanno ridotto la possibilità di usufruire del bonus, per altro non accettato da molte strutture turistiche. Ricordiamo comunque che i termini di utilizzo sono stati prorogati al 30 giugno.

Chi gestisce gli account truffaldini si fa dare il codice fiscale del cittadino e il codice univoco (o qrcode) del bonus e poi sparisce. Con questi dati si impadronisce del bonus, che quindi viene “bruciato”. L’Agenzia delle entrate, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e PagoPA SpA, hanno avviato indagini a riguardo. È probabile che il tornaconto dei truffatori sia poi riscattare questo bonus su strutture turistiche compiacenti, che faranno finta di avere in effetti ospitato gli intestatari del bonus. ”Per fare il cash-out  di questa truffa i criminali devono avvalersi della complicità di qualche struttura”, conferma Pierluigi Paganini, che gestisce il master di cybersecurity all’università Luiss di Roma. “Ma dato che l’attività del bonus è tracciata, sarebbe troppo rischioso utilizzare strutture normali, che verrebbero subito scoperte. È probabile quindi che siano strutture turistiche aperte a questo scopo e chiuse subito dopo – aggiunge. Si tratta quindi probabilmente di criminalità organizzata”.  

Il secondo tipo di truffa, a quanto riporta l’Agenzia, implica account social o banner che pubblicizzano offerte turistiche particolarmente convenienti e abilitate al bonus. Ma sono fasulli: una volta che hanno ottenuti i dati, vengono chiusi e scompaiono dal web.

L’Agenzia dà alcuni consigli per come proteggersi dalle truffe. “Il bonus e gli altri dati devono essere comunicati al fornitore del servizio turistico solo al momento dell’effettivo pagamento dell’importo dovuto per la vacanza. Infatti, il componente del nucleo familiare che intende fruire del bonus deve comunicare al fornitore il codice univoco (o esibire il QRcode), insieme con il proprio codice fiscale, che sarà riportato sulla fattura o documento commerciale emesso a fronte del pagamento”, scrive l’Agenzia.

“A questo punto, il fornitore verifica la validità del bonus inserendo il codice univoco, il codice fiscale del cliente e l’importo del corrispettivo dovuto nell’apposita procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate e, in caso di esito positivo del riscontro, può confermare a sistema l’applicazione dello sconto. Da questo momento l’agevolazione si intende interamente utilizzata. L’Agenzia sottolinea che qualunque diverso utilizzo dei dati relativi al bonus vacanze non è consentito”.

I consigli dell’Agenzia sono validi anche contro altri tipi di truffe simili, che si sono intensificate durante il lockdown. In primavera ad esempio alcune mail o sms che avevano Inps come falso mittente miravano a rubare dati personali degli utenti, con la promessa di fare il bonifico del bonus 600 euro.

Il principio generale da ricordare è che nessun soggetto istituzionale (Inps, Poste o una banca) contatta i propri utenti per ottenere dati personali; e mai bisognerebbe fornire le proprie credenziali a terze parti o soggetti sconosciuti.

Fonte: Repubblica

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