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amantea lesercito controllera gli immigrati positivi - Amantea, l'esercito controllerà gli immigrati positivi

REGGIO CALABRIA – Alla fine ad Amantea si è deciso di schierare l’esercito. Dopo un’intera giornata di tensioni, blocchi stradali, proteste e sit-in contro il trasferimento in paese dei 28 migranti bengalesi salvati dal Mediterraneo, di cui 13 risultati positivi al Covid19, la Prefettura di Cosenza ha deciso di affidare ai militari la sicurezza della struttura in cui sono ospitati.

Dal capoluogo bruzio, dove sono impiegate nell’ambito dell’operazione “Strade sicure” – si è deciso nel corso di una riunione estesa anche alle forze armate e al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria – le pattuglie sono state dirottate nel piccolo centro della tirrenica e schierate attorno allo stabile. Se per difendere i migranti dalle proteste o evitare che qualcuno si allontani, nessuno lo ha detto. Di certo, le regole sono chiare. Nessuno entra e nessuno esce. Solo medici, infermieri e personale autorizzato a portare cibo e beni di prima necessità sarà autorizzato ad entrare nella struttura.

La prima notte è scivolata via senza incidenti. Dopo lo scioglimento del presidio spontaneo che per l’intera giornata di ieri ha bloccato la statale, non ci sono state ulteriori proteste. Oggi, lunedì, in mattinata però potrebbero tornare le tensioni. A breve dovrebbe iniziare un nuovo sit-in di fronte al Comune, retto da commissari prefettizi dopo lo scioglimento per mafia dell’amministrazione. A nulla è servito l’incontro, avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, fra una delegazione di cittadini e le autorità.

Quei migranti – si sono intestarditi i manifestanti – devono andare via. “Non si tratta di una protesta contro i migranti. Amantea è stata ed è ad oggi una terra di accoglienza che vive di turismo soprattutto nel periodo estivo” sostengono. C’è – sostengono – paura di possibili contagi e possibili ricadute sull’economia turistica della zona. “Sono già arrivate le prime disdette” lamentavano ieri in piazza. Eppure, a differenza di villeggianti e fuori sede di ritorno, per i quali è stato sospeso l’obbligo di tampone, i migranti sono stati testati, vengono monitorati regolarmente e non possono avere alcun contatto con l’esterno.

Amantea non è l’unico paese in cui siano stati trasferiti i migranti soccorsi nel Mediterraneo e accompagnati a Roccella Jonica. Lì sono rimasti i minori non accompagnati, 20 di cui 5 positivi, ma è stato il sindaco Vittorio Zito a spegnere sul nascere ogni polemica. “Se è un dovere organizzare l’accoglienza dei minori non accompagnati, tutti ragazzi fra i 13 e i 15 anni che hanno negli occhi la tristezza della fuga dalla propria casa, il dolore per quello che hanno visto e la paura per il futuro, lo fai al meglio e basta” ha scritto su Facebook. La tutela della salute dei cittadini di Roccella è una priorità – ha spiegato – ma è possibile gestire in sicurezza la situazione senza “generare alcun pericolo per i cittadini e i turisti. Ma facendo attenzione a non abbandonare nemmeno per un istante la preoccupazione di garantire il pieno rispetto della dignità di questi esseri così fragili”. E aggiunge “Sappiamo che dobbiamo farlo, perché è nostro dovere di uomini farlo”. Anche a Bova Marina, dove è stato trasferito un altro gruppo di naufraghi, è bastata la convocazione di un consiglio comunale straordinario previsto per stasera per tranquillizzare i cittadini.

Di tutt’altro segno le iniziative del governo regionale della forzista Jole Santelli, che ieri ha scritto al premier Giuseppe Conte una missiva che ha i toni di un aut-aut. Senza l’invio di “navi lazzaretto” da ormeggiare di fronte alle coste come la Moby Zazà – minaccia Santelli – “non esiterò a vietare gli sbarchi”. E anche il leader della Lega, Matteo Salvini soffia sul fuoco. “Porti spalancati, immigrati positivi al virus ma italiani sotto controllo e minacciati di restare in “stato di emergenza” fino a Capodanno” afferma, per poi concludere “Ci sono decine di nuovi casi di immigrati positivi al virus, questo governo mette in pericolo l’Italia”.

Fonte: Repubblica

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