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Un litigio per una donna culminato in un agguato a colpi di pistola ad Andria è costato ad un pregiudicato 29enne del posto una ferita al bacino e il carcere al presunto rivale 25enne, anche lui con precedenti. L’agguato risale alle 20 di sabato 13 marzo, quando il 29enne è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni. Sul posto, in via Campania, i carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, hanno effettuato rilievi e ricostruito i fatti “nonostante – evidenziano in una nota – la diffusa e pervicace omertà dei tanti che sapevano e non hanno voluto collaborare alle indagini”.

Il litigio sarebbe iniziato nel pomeriggio con un lungo diverbio in strada, aggredendosi a vicenda. Poi i due si sarebbero separati. In serata la vittima, che aveva avuto una relazione con la fidanzata del 25enne, sarebbe tornata a farsi avanti provocando la reazione del rivale in amore il quale, armatosi di una pistola illegalmente detenuta, avrebbe esploso almeno tre colpi, ferendo al bacino il 29enne, con gli altri proiettili rimbalzati nella stretta e popolosa via Campania, “per miracolo senza colpire altre persone” dicono i carabinieri.

133941898 99e46c3d 131f 4dc7 b54f b8d2b9066df3 - Andria, spara tra la folla e ferisce rivale in amore: arrestato 25enne. "Ma nessun testimone ha denunciato"

Il 29enne ferito sarebbe riuscito a scappare e a farsi accompagnare in ospedale dal titolare di un negozio del quartiere, mentre un altro esercente si era barricato nel suo negozio rifiutandosi di prestargli soccorso. “Del plateale accaduto – dicono gli investigatori – si erano accorti molti residenti della zona, ma nessuno ha denunciato e nessuno ha accettato di riferire formalmente i fatti agli inquirenti, nemmeno dopo la pericolosissima sparatoria”.

Il 25enne avrebbe inizialmente tentato di fuggire fino a quando sentitosi braccato, si è costituito in caserma accompagnato da un avvocato. Lì ha confessato il delitto ed è stato fermato e condotto in carcere con le accuse di tentato omicidio e possesso e porto di arma illegalmente detenuta. Sono in corso indagini per individuare eventuali responsabilità di altre persone.

Fonte: Repubblica

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