Condividi:

angela merkel europa capace di grandi cose se resta unita - Angela Merkel: "Europa capace di grandi cose se resta unita"

BERLINO – Angela Merkel ha concluso il suo intervento al Parlamento Ue nello spirito di Ludwig van Beethoven, nella ‘fratellanza’ del suo Inno alla gioia. “Ogni volta che sento la sua musica mi tocca nel profondo e ogni volta scopro qualcosa di nuovo”. Ed è la stessa sensazione, sottolinea la cancelliera prima di incassare un lungo applauso dei parlamentari europei, che prova con l’Europa: “Ogni giorno mi sorprende”. Ed “è capace di grandi cose, se resta unita”. Nel suo primo discorso a Bruxelles dopo la pandemia, Merkel ha delineato le cinque priorità della presidenza tedesca dell’Ue e ha lasciato intendere di avere visioni molto diverse dei due maggiori dossier dell’esordio e dell’epilogo. 

Sul primo scoglio, il Recovery fund, che sarà discusso al vertice del 17 e 18 luglio, Merkel ha già dichiarato a più riprese che si impegnerà pienamente per un compromesso, ma che servirà entro breve. Sulla Brexit, ha usato tutt’altro tono: ha ripetuto di lavorare per un “buon compromesso”, ma di non volerlo a tutti i costi. “Lavoriamo per un accordo con il Regno Unito, tuttavia dobbiamo prepararci anche all’eventualità che non ci si arrivi”. Quanto al Recovery Fund, Merkel ha sottolineato che “l’obiettivo comune è trovare un’intesa rapidamente”. Perché “tutti abbiamo un monito davanti agli occhi: l’abisso della crisi economica. Non possiamo perdere tempo, spero che si arrivi ad un accordo entro l’estate, ma serve un compromesso”. E dinnanzi agli arrembaggi dei quattro Paesi frugali, che vorrebbero rimpicciolire la dote da 750 miliardi, Merkel ha ammonito che “tutti sono chiamati a mettersi nei panni nell’altro”.

Dopo di lei, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha aggiunto un dettaglio importante: “E’ giusto collegare gli aiuti di Next Generation Eu alle raccomandazioni per i Paesi nel quadro del ‘semestre’ europeo di governance economica’”. In sostanza, von der Leyen insiste sull’idea, fortemente appoggiata anche da Berlino, che le raccomandazioni semestrali diventino vincolanti. Le priorità del semestre, Merkel le elenca all’inizio del suo discorso: “Tutelare i diritti fondamentali, rafforzare la solidarietà, proteggere il clima, la digitalizzazione e il ruolo dell’Europa nel mondo. Vogliamo che l’Unione – scandisce davanti alla plenaria del Parlamento Ue – esca dalla crisi più unita e più forte”. Von der Leyen le fa eco: ”Ogni Stato membro ha un lavoro da svolgere, per uscire dalla crisi, dobbiamo cambiare tutti in meglio.  Gli europei vogliono bere acqua pulita, respirare aria fresca e vedere i loro bambini crescere con la natura. La ripresa economica è inseparabile dal Green Deal, la digitalizzazione e la resilienza”.

Sui diritti fondamentali, che saranno “una priorità assoluta” del semestre, Merkel insiste più volte: “Una pandemia non può mai essere un pretesto per mettere fuori gioco i principi democratici”. Soprattutto “i diritti umani e civili sono il bene più prezioso che abbiamo in Europa”. Un accento posto non a caso alla vigilia di un negoziato molto difficile, durante il quale Merkel e von der Leyen vogliono spingere per legare i fondi strutturali al rispetto della salvaguardia dello stato di diritto, per guadagnare margini di negoziato soprattutto con i Paesi di Visegrad sul Recovery fund ma soprattutto sui migranti.

L’Europa, secondo Merkel, “è materia viva, che possiamo formare e determinare: non senza, ma solo con l’Europa possiamo garantire le nostre libertà. Con la coesione sociale ed il sostegno reciproco”. La cancelliera ricorda il fallimento dei referendum sulla costituzione europea che tennero banco durante l’ultima presidenza tedesca dell’Ue, la crisi finanziaria e quella dei profughi per dire che “le crisi più dure ci hanno aiutato a conoscere e capire meglio le necessità degli altri”.  Ha precisato che “la dignità umana, le libertà, l’integrità, la protezione dalle discriminazioni e abusi, le pari opportunità: tutto questo è il codice etico per l’Europa e vale per tutti”. E ha concluso che “le bugie, la disinformazione non ci aiutano a lottare contro la pandemia. Neanche l’incitamento all’odio. Il populismo basato sulla negazione dei fatti arriverà ad un punto morto”.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy