Condividi:
195432075 0b36e7c0 4ba9 4560 a86f 096fe00706b2 - Aouissaoui, l'attentatore tunisino di Nizza che era sbarcato a Lampedusa

NIZZA. È ferito al fianco sinistro, al braccio destro, alle gambe. È ricoverato all’ospedale Pasteur di Nizza. Grave, ma non in pericolo di vita. Può parlare, però tutto quello che – per ora – ha detto è: “Allah u akbar”. Lo ha ripetuto mentre gli uomini della gendarmeria francese, dopo averlo abbattuto a colpi di pistola davanti alla basilica di Notre Dame, gli mettevano le manette dietro la schiena.

L’attentatore di Nizza è un ragazzo di 21 anni, il viso pulito, i capello corti: Aouissaoui Bahrain era arrivato dalla Tunisia a Lampedusa il 20 settembre scorso, una domenica che sull’isola siciliana approdarono 26 barche più o meno grandi e circa 1.300 migranti affollarono in maniera impossibile l’hot-spot di Ventimiglia, tanto che il Viminale fu costretto ad inviare una nave che alla fine ne prese a bordo circa 800.

Tra di loro c’era anche il ragazzo – “il folle e terrorista”, come lo maledice la gente qui – che ha decapitato una donna in preghiera, ucciso il sagrestano, Vincent Loquès, che cercava disperatamente di difenderla, e una terza donna, sgozzata e morta mentre chiedeva disperatamente aiuto in una caffè vicino alla chiesa. 

Il jihadista di Ventimiglia 

Lampedusa, dunque. Il giovane tunisino viene identificato: nome, cognome, impronte. Non ha precedenti penali, i dati vengono inseriti nel terminale di polizia europeo: nulla. Neppure ha mai provato a venire illegalmente in Italia. E tantomeno risulta in quelle note dell’Intelligence che segnalano soggetti “potenzialmente pericolosi”: no, il ragazzo sembra proprio pulito.

Salpa con la nave del ministero dell’Interno diretta a Bari – dopo 3 giorni: è il 23 settembre. Passa la quarantena a bordo, trascorrono più di due settimane. L’8 ottobre viene fatto scendere al Centro temporaneo di Bari: una seconda fotosegnalazione, una nuova verifica che dà esito negativo. Altrimenti, sarebbe stato trattenuto in attesa di essere riaccompagnato direttamente al Paese di provenienza.

Al questore di Bari non resta che notificargli un foglio di via: dovrà lasciare l’Italia entro una settimana. Il 9 ottobre stesso, con ogni probabilità è alla stazione ferroviaria di Bari insieme a decine di connazionali tutti nelle sue stesse condizioni: vanno a Nord, sperando di riuscire a continuare il loro viaggio oltre confine. 

Ha passato il confine a Ventimiglia 

Aouissaoui Bahrain, faccia da bravo ragazzo, si ritrova con ogni probabilità a Ventimiglia. Siamo a metà ottobre, due settimane fa. I controlli dei francesi sono severissimi, si vantano di ricacciare indietro ogni giorno fino a 50 migranti che cercano di entrare illegalmente.

Ma da quelle parti ci sono ben 6 valichi: Ponte San Ludovico, Ponte San Luigi, la ferrovia, l’autostrada, e più all’interno il Col di Tenda e Breil. C’è una strada da fare a piedi, il vecchio cammino dei contrabbandieri che negli anni Trenta aveva usato anche Sandro Petrini per espatriare. Chissà quale ha usato, ma è ragionevole pensare che Aouissaoui Bahrain fosse a Nizza da almeno una decina di giorni.

Sembra avesse trovato ospitalità in uno dei quartieri periferici, Ariane. Ieri mattina la polizia francese dava la caccia a un presunto complice, ma la pista pare aver perso di interesse. Il jihadista venuto da Lampedusa: un folle, un attentatore. Un lupo solitario con la faccia da bravo ragazzo.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy