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La vaccinazione con AstraZeneca è stata sospesa per due settimane in Danimarca. Dopo la somministrazione delle dosi di un ben preciso lotto, infatti, si sono verificati alcuni casi di trombosi, che seguono altri due eventi simili avvenuti nei giorni scorsi in Austria. Due le vittime segnalate finora, una donna di 60 anni in Danimarca e una persona in Austria. Anche Vienna, con Estonia, Lituania, Lettonia e Lussemburgo avevano deciso per precauzione ieri di interrompere le somministrazioni. Oggi si sono unite Norvegia e Islanda. Il lotto era stato distribuito in 17 Paesi europei, ma non in Italia. “Da un’analisi dei nostri dati di sicurezza su oltre 10 milioni di somministrazioni non è emersa alcuna prova di un aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda in qualsiasi gruppo di età, sesso, lotto o in qualsiasi Paese in cui è stato utilizzato il vaccino”, sostiene AstraZeneca in una nota.. Così AstraZeneca in una nota. “Il numero di questi eventi – prosegue – è significativamente inferiore nei soggetti vaccinati rispetto al numero osservato nella popolazione generale”.

La Germania non interrompe l’utilizzo. La Germania non interrompe la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Lo ha reso noto il Paul Ehrlich Institut, sottolineando che fino ad ora non vi è alcun indizio che vi sia un collegamento fra il decesso avvenuto in Danimarca e il vaccino. L’istituto inoltre sottolinea che dopo una prima verifica l’Ema “ha mantenuto la sua valutazione positiva del vaccino autorizzato di AstraZeneca”. In Germania, nei giorni scorsi, è stato annunciato che le dosi AstraZeneca sono consigliate anche per gli ultrasessantacinquenni.

In Italia i decessi di un militare e un poliziotto in Sicilia hanno spinto anche la nostra Aifa, Autorità italiana del farmaco, a sospendere il lotto con cui le due vittime erano state vaccinate (diverso da quello danese): “A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto Abv2856 del vaccino AstraZeneca anti Covid-19, Aifa ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’Ema, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi. Aifa sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i Nas e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Aifa comunicherà tempestivamente qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile”. Non è ancora noto quanti vaccini siano rimasti in uso di quel lotto. I Carabinieri Nas fanno sapere che devono ancora calcolare il numero di fiale residuo, il cui uso verrà ora bloccato.

Mercoledì l’Ema, Agenzia Europea dei medicinali, aveva escluso il legame fra i due casi di trombosi in Austria e l’iniezione, sottolineando che la percentuale di eventi simili fra i vaccinati non è superiore a quella della popolazione generale. Anche oggi l’Agenzia ha ribadito che i benefici di AstraZeneca superano sicuramente i rischi e al momento non c’è nessun legame provato fra il vaccino e i problemi di salute. Né la formazione di trombi rientra fra gli effetti collaterali del prodotto. “Un’indagine più approfondita verrà comunque avviata di sicuro, spiega Antonio Clavenna, ricercatore dell’Istituto farmacologico Mario Negri. “Non ci sono elementi per capire la ragione di questi eventi. La procedura corretta in questi casi è comunque sospendere le inoculazioni fino a quando non ci sarà chiarezza”.

Lo ha confermato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al telefono con il nostro premier Mario Draghi. Non ci sono legami apparenti fra il vaccino di AstraZeneca e il decesso in Austria (quello finora meglio investigato). L’Ema, ha annunciato Von der Leyen, avvierà comunque un’indagine per fare chiarezza sui casi di trombosi e la somministrazione del vaccino. I governi di Francia e Spagna, oltre alla Germania, hanno fatto sapere che, al momento, non esiste alcun motivo per sospendere l’inoculazione del vaccino AstraZeneca. E il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha garantito che il siero è “sicuro ed efficace” ma, ha aggiunto, “ovviamente rispettiamo il fatto che ogni Paese voglia seguire i propri processi di regolamentazione con molta attenzione”.

Le ipotesi sui casi di trombosi al momento sono quattro: “La trombosi potrebbe essere del tutto indipendente dal vaccino”, spiega Clavenna. Vuol dire che il problema si sarebbe verificato comunque e la concomitanza con l’iniezione è solo casuale. “Può darsi che il vaccino abbia favorito una predisposizione” è la seconda possibilità, secondo il ricercatore. “Oppure che il lotto ora bloccato contenesse delle impurità. Sicuramente verranno avviate delle indagini approfondite sul suo contenuto”. L’ultima possibilità, infine “è che nelle fiale ci sia una quantità eccessiva di principio attivo, cioè di adenovirus. Anche in questo caso, le analisi saranno in grado di dircelo a breve”.

Il primo caso in Austria aveva riguardato una persona vaccinata con il lotto Abv5300 di AstraZeneca. Poco più tardi aveva sofferto di trombosi multipla (formazione di coaguli nei vasi sanguigni) ed era morta 10 giorni dopo il vaccino. Una seconda persona aveva invece avuto un’embolia polmonare (cioè un coagulo che aveva bloccato un’arteria nei polmoni) ma è in via di guarigione. “Fino al 9 marzo – aggiunge il rapporto dell’Ema – abbiamo ricevuto altri due casi di eventi tromboemolitici per questo lotto”. Abv5300 comprende un milione di dosi, spedite in 17 paesi. Il fatto che diversi casi di malattia siano avvenuti con questo lotto ha insospettito le autorità sanitarie. Per il resto l’Autorità europea non aveva particolari indicazioni di rischio. “Il numero di eventi tromboemolitici fra i vaccinati – spiegava mercoledì – non è superiore a quello della popolazione generale: al 9 marzo registriamo 22 casi su 3 milioni di vaccinati”.[[ge:rep-locali:rep:291452697]]

In Italia intanto, a Catania, è stata aperta un’indagine per la morte il 7 marzo di un poliziotto di 50 anni,  Davide Villa, per trombosi. Dodici giorni prima aveva ricevuto un vaccino che apparteneva al lotto Abv2856. Il giorno successivo si era sentito male e non si era più ripreso. A Siracusa un’altra inchiesta riguarda la morte di un sottufficiale di Marina, Stefano Paternò, di 43 anni, colpito però da un problema diverso (arresto cardiaco) dopo l’iniezione, sempre con lo stesso lotto, all’inizio di questa settimana. E’ la stessa procuratrice Sabrina Gambino a gettare acqua sul fuoco: “Non ci sono evidenze – dice il procuratore Sabrina Gambino – che il decesso sia legato alla somministrazione del vaccino, al momento non risulta alcuna correlazione. Avvieremo gli accertamenti sul caso e sarà l’autopsia a stabilire quali sono state le cause della morte”.

Gli esperti in queste circostanze invitano a non tradurre una coincidenza temporale in un nesso di causa ed effetto. “Accadde anche nel 2014 con il Fluad, vaccino contro l’influenza” ricorda Clavenna. “Ci furono alcuni casi di eventi avversi avvenuti in concomitanza con la somministrazione, che poi a un esame più approfondito risultarono indipendenti dal vaccino”. Ora di sicuro verranno esaminate le fiale del lotto sotto osservazione, per studiarne con cura il contenuto. Poi si deciderà se riprendere normalmente la campagna o confermare l’allarme. La Norvegia a metà gennaio aveva avviato un’indagine sulla morte di 29 anziani in condizioni già molto precarie che avevano ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech. Nessun legame era stato trovato tra l’immunizzazione e il decesso.

Fonte: Repubblica

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