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BERLINO – Dopo l’assassinio nel Tierpark di Berlino di un ceceno-georgiano che dall’anno scorso ha scatenato una guerra diplomatica tra Russia e Germania, una nuova esecuzione in pieno giorno di un dissidente anti russo scuote l’Europa. L’omicidio è avvenuto sabato sera a Gerasdorf, vicino a Vienna: Martin B. è stato ucciso a colpi di pistola all’ingresso di un’azienda di costruzioni. L’uomo, un 43enne ceceno che viveva in Austria da oltre un decennio, era noto per essere un critico di Ramzan Kadyrov, il leader autoritario della repubblica russa. 

Le autorità austriache hanno arrestato due persone: l’assassino, un russo 47enne, e un complice. “Le circostanze dell’omicidio non sono ancora chiare”, ha dichiarato la polizia, aggiungendo tuttavia che le indagini sono state prese in carico dall’antiterrorismo. La vittima aveva chiesto asilo in Austria, ma aveva rifiutato la protezione della polizia.

 
Il sito russo Kavkazski Uzel ha reso noto che Martin B. aveva attivato un canale Youtube su cui postava commenti critici su Kadyrov. Il ministero dell’Interno ucraino ha dichiarato che nel 2017 il dissidente ceceno aveva testimoniato in un processo contro il sicario di un uomo che aveva pianificato un attentato contro Vladimir Putin. 

L’ombra lunga del Cremlino sui dissidenti in Europa sta inquietando la comunità cecena. Molti sono scappati negli anni Novanta, durante i conflitti indipendentisti in Cecenia, altri hanno scelto l’esilio in anni più recenti per sfuggire al regime di Kadyrov. 

A febbraio Imran Aliyev, un altro dissidente che aveva creato un canale Youtube critico con il regime, è stato trovato morto, accoltellato in un albergo a Lille, in Francia. Un suo connazionale, Tumru Abdurakhmanov, è stato aggredito in Svezia, sempre a febbraio. Il mese scorso le autorità tedesche hanno accusato un russo di aver commesso su incarico dei servizi segreti militari l’assassinio di un ceceno-georgiano avvenuto a Berlino nel 2019. Da allora tra Mosca e Berlino è calato un grande gelo, aggravato dallo scandalo del cyberattacco al Parlamento tedesco del 2015. Anche in questo clamoroso episodio gli inquirenti tedeschi sospettano apertamente che ci sia la mano dei servizi del Cremlino. La Germania ha convocato l’ambasciatore russo e minaccia cybersanzioni europee contro Mosca. 

Fonte: Repubblica

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