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Dopo i porti, i trasporti e la logistica. L’allarme dei non vaccinati dal mare si allarga alla terraferma. “Si rischia il blocco, la paralisi del sistema logistico nazionale”, spiega Ivano Russo, direttore generale di Confetra, federazione delle associazioni di trasporti e logistica che fa capo a Confindustria. “La nostra confederazione raccoglie 400 mila autisti, stimiamo che il 30% di loro non abbia il Green Pass e dunque tra pochi giorni si fermi. In più c’è il tema degli stranieri; i russi che esportano la pasta, i bielorussi e i polacchi che importano il grano, i turchi che operano nel polo della ceramica di Pozzuoli…Tutti vaccinati con Sputnik o altri farmaci non autorizzati dall’Ema e dall’Aifa e dunque non ammessi per ottenere il Qr Code che dal 15 ottobre sarà obbligatorio per lavorare”. 

Le soluzioni proposte, venerdì scorso al tavolo convocato al ministero dei Trasporti, guidato da Enrico Giovannini, vanno dai tendoni ai confini per sottoporre tutti gli autotrasportatori a tampone, come nel periodo più buio del Covid, quello senza vaccini (ma in questo caso le aziende non hanno alcuna intenzione di sobbarcarsi i costi) fino a misure di distanziamento per i lavoratori, limitando le operazioni alle guida e chiedendo ai dipendenti delle aziende di materie prime e di prodotti semi-lavoratori di occuparsi del carico e dello scarico delle merci, senza che l’autista scenda dalla cabina.

“Il problema del Green Pass avrà di certo un impatto sulle imprese di trasporto e logistica creando gravi danni economici, tuttavia gli effetti negativi di questa situazione ricadranno soprattutto sulla collettività e sulle industrie, con importanti ripercussioni sull’intera economia, già messa a dura prova dalla pandemia” afferma la Fiap (Federazione italiana autotrasportatori professionali), evidenziando il rischio dal 15 ottobre di scaffali vuoti, crisi dei carburanti e blocco delle industrie.

“Nell’autotrasporto, che in Italia muove circa il 90% della merce garantendo gli approvvigionamenti di materie prime e beni utili alla vita di tutti i giorni, viene impiegato per la maggior parte personale viaggiante straniero. Molti di questi autisti sono sprovvisti di Green Pass. Non necessariamente per una scelta personale di non vaccinarsi, ma perché non tutti i Paesi esteri hanno adottato lo stesso provvedimento o ‘atteggiamento’ rispetto a tale soluzione, oppure perché la vaccinazione effettuata nel Paese di origine non è riconosciuta. La situazione è dunque critica e rischia di avere un impatto devastante sul settore, già gravato da una allarmante carenza di autisti (si stima ne manchino circa 20/30 mila)”, avverte la Fiap.

“Dai dati raccolti dalle imprese operanti nel settore e da diversi produttori/committenti, si stimano inefficienze e una possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%”, avverte la Fiap, spiegando che “questo significa che potrebbero venire a mancare prodotti di consumo essenziali”.

Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, ha scritto al premier Mario Draghi: “Fra due giorni si rischia il caos, con un’incognita enorme nei rifornimenti e sul funzionamento regolare dei trasporti e della logistica. Siamo per i vaccini, e contrari alle azioni violente viste questi giorni ma ci sono troppi ancora senza Certificazione. Senza i trasportatori – ricorda – in piena pandemia il Paese si sarebbe bloccato”. Quel che non deve accadere ora.

Fonte: Repubblica

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