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VARSAVIA – Potrebbe essere un pugno di voti a decidere le sorti della Polonia che ha chiamato oggi al voto per il secondo turno delle presidenziali trenta milioni di  elettori. Secondo gli exit poll condotti da Ipsos, è un testa a testa serratissimo: il presidente populista uscente Andrzej Duda avrebbe ottenuto il 50,4% dei voti, mentre lo sfidante liberale ed europeista, l’attuale sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, il 49,6%. Il dato potrebbe essere meno affidabile del solito, visto che era consentito anche il voto per posta, causa coronavirus. È probabile che solo domani si possa avere con certezza il nome del vincitore.

Duda era risultato in vantaggio al primo turno del 28 giugno scorso con il 43,5% delle preferenze, mentre Trzaskowski si era piazzato al secondo posto con il 30,46% dei voti.

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In gioco ci sono scenari molto diversi per l’avvenire del Paese, quanto diversi sono i profili dei contendenti, che hanno in comune soltanto l’età: 48 anni. Il presidente uscente, studi giuridici alle spalle, sposato con una figlia, è un populista cresciuto nell’entourage dei Kaczynski e oggi punta sui valori tradizionali e sull’orgoglio nazionale dei polacchi.

Trzaskowski, due figli, è invece un europeista convinto, che nella tolleranza verso l’altro e nel rispetto delle minoranze vede le vere chance per lo sviluppo di una piena democrazia nel suo Paese.

Duda è sostenuto dal partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski, nonché dal governo del premier Mateusz Morawiecki; il sindaco di Varsavia, che ha iniziato la sua esperienza politica nel consiglio comunale della città 12 anni fa, e poi è stato eurodeputato e viceministro degli Esteri, è appoggiato dalla Coalizione civica, il maggior partito d’opposizione, e dai governi locali, che vedono in lui l’ultima possibilità di salvare la Polonia dai tentativi del Pis di accentrare il potere.

Per sostenere Duda è stato messo in moto l’intero apparato dello Stato: i comizi, oltre che da lui, sono stati organizzati anche da diversi membri del governo, che nel frattempo ha sospeso le sedute (l’ultima si è tenuta il 16 giugno); i media pubblici sono diventati centrali per la propaganda elettorale di Duda. “La nostra scelta è fra un’ideologia di estrema sinistra da un lato, la famiglia e il patriottismo dall’altro”, ha annunciato due giorni fa il principale telegiornale della tv polacca, Tvp.

E sabato scorso, in pieno silenzio elettorale imposto dalla legge, ogni elettore ha ricevuto un messaggio governativo via sms in cui si ricordava che anche gli ultrasessantenni e le donne in gravidanza avrebbero potuto votare, senza dover fare la fila.

Stando ai sondaggi, Duda risulta più popolare fra gli anziani, che però al primo turno, a causa del coronavirus, sono rimasti a casa; solo in pochi si sono avvalsi del voto per corrispondenza. “Ma ora non servono più le mascherine”, ha dichiarato il premier in un recente comizio per spingere la gente ad andare ai seggi sebbene il virus non demorda affatto (solo oggi i nuovi contagiati nel Paese sono stati 370).

A favore del presidente uscente si è schierata anche la Chiesa: l’arcivescovo di Cracovia Marek Jedraszewski ha lanciato un appello affinché i fedeli scegliessero il candidato “che segue i valori cristiani”, mentre Radio Maryja ha intervistato il leader del Pis, che ha sollevato lo spauracchio di una possibile apertura all’eutanasia nel caso in cui vincesse Trzaskowski.

Il sindaco di Varsavia ha invitato invece dal canto suo a lasciare da parte “conflitti e menzogne” e guardare al futuro. Il suo è sembrato un linguaggio più giovane, diverso, veicolato molto dai social network. Trzaskowski non ha partecipato al dibattito della tv pubblica ma ne ha organizzato un altro, invitando i rappresentanti di diversi media. La moglie Malgorzata ha promesso di occuparsi dei diritti delle donne.

L’ultimo sondaggio pubblicato dal Tvp indicava Duda come vincente con il 50,72% dei voti contro il 49,28% di Trzaskowski. Per l’altro sondaggio di Ibris invece Trzaskowski sarebbe in testa con il 47,4% contro il 45,7% di Duda. Non resta che aspettare un per capire chi abbiano scelto i polacchi.

Fonte: Repubblica

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