Condividi:

GERUSALEMME – Da due settimane Rehavia, quartiere borghese nel centro di Gerusalemme che ospita la residenza del primo ministro, è diventato il cuore di un’ondata di manifestazioni i cui obiettivi e destino sono ancora in divenire. Da quattro anni, ogni venerdì si svolge qui una protesta del movimento “black flag”: poche decine di manifestanti, per lo più pensionati, che richiedono le dimissioni di Netanyahu per via del processo che lo vede coinvolto con accuse di frode e corruzione, che da gennaio entrerà nel vivo della fase dibattimentale.

È stata proprio la crisi economica da Coronavirus a portare nuovo ossigeno a questi raduni, che improvvisamente sono diventati appuntamenti fissi anche per una fetta di popolazione decisamente più giovane: tre volte a settimana, alcune migliaia di persone (ieri sera tremila) confluiscono nella capitale da tutto il Paese, con una predominanza di giovani telaviviani, per lunghe proteste colorite che si concludono con una serie di arresti nel cuore della notte (ieri sera 55).

Inizialmente c’era stata una convergenza con il movimento dei lavoratori autonomi che due sabati fa ha portato in piazza a Tel Aviv oltre 30,000 persone per chiedere maggiori tutele e indennizzi soprattutto per i settori più colpiti dalla crisi, come turismo, ristorazione, sale eventi, intrattenimento, cultura. Queste manifestazioni, che gli organizzatori tengono a precisare sono “apolitiche”, si sono placate progressivamente a seguito di trattative con il governo, che hanno portato a una serie di misure economiche, e del dietro front rispetto a ulteriori misure restrittive (tra cui chiusure di ristoranti e palestre) richieste dal ministero della Salute a fronte del nuovo boom di contagi, che è arrivato fino a 2000 nuovi casi al giorno.

Attenuatasi la voce di Tel Aviv, la piazza di Gerusalemme è diventata il cuore della protesta e con toni decisamente più politici. Oltre alla questione morale, contestano anche l’approvazione della “Legge Corona” che consente al governo di emanare decreti legge per misure di emergenza legate alla pandemia, posticipando il voto parlamentare. Tra i cartelloni esposti il noto “Crime Minister” rivolto a Netanyahu è di certo il più diffuso (con tanto di mascherina ad hoc).

bandane rosa petto nudo e ultime cene cosi i giovani israeliani scendono in piazza contro netanyahu - Bandane rosa, petto nudo e "ultime cene": così i giovani israeliani scendono in piazza contro Netanyahu

“La primavera israeliana è arrivata”, “Andate a casa”, “Disconnessi, ci avete rotto”, sono alcuni degli slogan contro l’establishment politico, accanto a cartelloni “Black Lives Matter” e “Giustizia per Eyad” (il giovane palestinese autistico ucciso a maggio per un tragico errore da un poliziotto in città vecchia, e per cui la polizia deve ancora presentare i risultati dell’inchiesta interna). Ha suscitato clamore la versione locale e light della foto-cult di Portland: una giovane assistente sociale che durante la protesta di martedì si è arrampicata a petto nudo sulla Menorà di fronte alla Knesset – e c’è chi ha parlato di “dissacrazione dei simboli dello Stato”. E pure ieri diverse ragazze hanno protestato senza maglietta.

Tra l’inarrestabile frastuono delle trombette da stadio, non mancano momenti che fanno della piazza una Woodstock locale – c’è chi lo chiama “il Festibalfour” (Balfour è il nome della via della residenza del premier): artisti rimasti senza lavoro per via della crisi che inscenano performance come “L’ultima cena” – ultima perché stanno finendo i soldi – mentre accanto l’associazione dei ristoratori distribuisce portate di chef per rivendicare invece che “questa non sarà la nostra ultima cena” scongiurando future chiusure; giovani hippy seduti per terra in cerchi di meditazione; i ragazzi delle “bandane rosa” che dicono che non è questione di destra o sinistra, ma di giustizia e voglia di un futuro migliore, mentre distribuiscono fiori ai poliziotti.

bandane rosa petto nudo e ultime cene cosi i giovani israeliani scendono in piazza contro netanyahu 1 - Bandane rosa, petto nudo e "ultime cene": così i giovani israeliani scendono in piazza contro Netanyahu

Nonostante il divieto di assembramenti all’aperto di più di 20 persone per via delle misure anti-Corona, le manifestazioni sono autorizzate e si protraggono sempre fino a tarda notte, quando la polizia interviene per disperderle utilizzando i potenti getti d’acqua degli idranti. E si concludono sempre con gli arresti degli irriducibili che bloccano il traffico, in due settimane già un centinaio di ragazzi – rilasciati dopo poco, alcuni con ordini restrittivi temporanei che gli impediscono di avvicinarsi alla residenza del premier. I residenti dell’area nel frattempo, stremati dal rumore incessante, si sono uniti per richiedere alla polizia di deviare il percorso dei manifestanti verso uno dei parchi adiacenti.

Ieri il ministro della Pubblica Sicurezza aveva chiesto un incontro con i leader, ma la piazza ha declinato dicendo che “non ci sono leader”. Per capire quale piega prenderanno queste proteste bisogna vedere se prevarrà il campo “Tutto tranne Bibi”, che potrebbe incoraggiare le speculazioni di questi giorni su nuove elezioni a novembre (sarebbero le quarte in meno di due anni). O se invece propenderanno per un grido trasversale che potrebbe replicare il movimento degli “indignados”, che nell’estate del 2011 riempì le piazze di tutto il Paese con centinaia di migliaia di manifestanti contro il carovita. Quello che pare certo è che, fintanto che il Corona continuerà a impedire il ritorno a una routine che preveda anche cultura e svago, ivi inclusa la possibilità di viaggiare all’estero, gli israeliani non staranno a casa ad aspettare.
 

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy