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Anche nella realtà qualche volta esistono favole a lieto fine: in Belgio, l’ex re Alberto II ha finalmente incontrato la principessa Delphine al Castello di Belvédère, dopo che per anni aveva rifiutato di riconoscerla come figlia.

Lo ha annunciato il Palazzo reale in un comunicato, affermando che si è aperta “la strada al perdono”. Il percorso è documentato anche da un’immagine patinata che ritrae i tre seduti vicino al caminetto, apparentemente felici e sorridenti, come se non ci fossero stati processi e anni di tentativi di riconciliazione andati a vuoto.
Dopo aver incontrato il fratellastro, il re Filippo, il 9 ottobre scorso, domenica Delphine si è riunita con il padre biologico, l’ex re Alberto II.

“Si è aperto un nuovo capitolo, intriso di emozioni, comprensione e anche di speranza”, si legge nel comunicato a firma della principessa, l’ex re Alberto II e l’ex regina Paola. “Nell’incontro, ognuno di noi ha potuto esprimere, serenamente e con empatia, i suoi sentimenti e la sua esperienza. Dopo i tumulti, le ferite e le sofferenze, è arrivato il momento del perdono, della guarigione e della riconciliazione. È la strada, paziente e talvolta difficile, che abbiamo deciso di intraprendere insieme”, dichiarano.

Una “strada” che aveva già iniziato a percorrere re Alberto quando si era detto “molto contento” del primo incontro tra Filippo e Delphine.

La sofferta riconciliazione, mette fine a una saga legale che risale al 2013.

Delphine è nata nel febbraio 1968 dalla lunga relazione (1966-84) che la madre, la baronessa Sibylle de Sélys Longchamps, ebbe con Alberto. Quest’ultimo, che ha regnato dal 1993 al 2013 si è sposato nel 1959 con la futura regina Paola, dalla quale ha poi avuto tre figli, il maggiore dei quali è Filippo, re dei belgi dal 2013.

Alberto è stato presente fino all’adolescenza di Delphine ma ha interrotto brutalmente ogni legame nel 2001, quando si è saputo della sua esistenza fino a quel momento nascosta.

Nel 2013, dopo un tentativo fallito di conciliazione, Delphine Boël si è rivolta al tribunale per farsi riconoscere dal suo genitore. La battaglia si è conclusa il primo ottobre quando la Corte d’Appello di Bruxelles ha riconosciuto il diritto di essere chiamata “de Saxe-Cobourg”, il cognome della famiglia reale, e di beneficiare del titolo di principessa. Nel frattempo Alberto II era stato costretto dalla giustizia, a pena di sanzione, a un test del Dna per stabilire se era effettivamente il padre biologico di Delphine.

La principessa si era rammaricata di non aver ricevuto alcun segnale da parte di suo padre o dai suoi fratelli dopo che c’era stato un riconoscimento ufficiale da parte del tribunale all’inizio di ottobre. “Non mi aspetto più niente”, aveva detto, pur dispiacendosi che la vicenda non potesse risolversi in famiglia.

Fonte: Repubblica

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