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Alle 10,25 del 2 agosto 1980 il più sanguinoso attentato del Dopoguerra ferisce l’Italia. Un potente ordigno a tempo, nascosto in una valigia abbandonata nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Bologna, esplode in coincidenza con la sosta del treno Ancona-Basilea, ed uccide 85 persone, ferendone altre 200. L’ala Ovest è devastata e la nazione intera è sotto shock per “l’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia” come il presidente della Repubblica Sandro Pertini la definisce. A 40 anni da allora la Procura generale di Bologna ha indicato come mandanti Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi – tutti deceduti – che avrebbero affidato l’esecuzione al gruppo neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar): Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini condannati in via definitiva e Gilberto Cavallini in primo grado. La ricompensa sarebbe stata versata dai conti svizzeri di Gelli e Ortolani ai Nar per un totale di 5 milioni di dollari di cui, forse, un milione consegnato in contanti.

A 40 anni da allora la nostra scelta è dedicare la copertina di Repubblica a quanto avvenne per ricordare identità e dignità di ogni vittima, per rafforzare la memoria collettiva di un’offesa alla democrazia, per rendere omaggio a forze dell’ordine e magistrati protagonisti dell’accertamento dei fatti. E per attestare il valore del ricordo delle vittime del terrorismo – ognuna delle quali con una propria storia – come elemento cruciale dell’identità nazionale. La violenza che colpì Bologna ed offese l’Italia puntava a travolgere la democrazia repubblicana che invece seppe resistere ed ancora oggi garantisce le nostre libertà. Tanto più forte, e quotidiano, è il nostro ricordo tanto più forte è lo Stato di Diritto basato sulla Costituzione. In ultima istanza è il nostro ricordo di ogni singola vittima a garantire i nostri diritti fondamentali.

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1) Natalia Agostini in Gallon
Lavorava come operaia alla Ducati di Bologna, aveva due figli. Era in stazione con il marito e con la figlia Manuela di 11 anni. Morì qualche giorno dopo mentre c’erano i funerali di Manuela. Aveva 40 anni

2) Mauro Alganon
Partito da Asti, andava a Venezia con un amico. Per il ritardo del treno persero la coincidenza. Era nella sala d’aspetto con i bagagli, l’amico che era uscito si salvò. Lavorava in libreria. Aveva 22 anni

3) Angela e Maria Fresu
Maria Fresu era nella sala d’attesa, con la figlia e due amiche. Il suo corpo non fu mai ritrovato ma gli esami dissero che tra le macerie c’erano i suoi resti. Un’altra perizia ha smentito anche questa ipotesi. Aveva 24 anni. Angela Fresu abitava con la mamma, la nonna, zie e zii vicino a Firenze. Era in stazione con la mamma e due sue amiche, andavano in vacanza sul lago di Garda. È la vittima più giovane della strage. Aveva 3 anni

4) Angela Marino
Nella sua famiglia erano in otto, tra fratelli e sorelle. Lei lavorava nello studio di un dentista vicino a Palermo. Era con una delle sorelle, con il fratello e con la sua fidanzata. Aveva 23 anni

5) Antonella Ceci
Era di Ravenna e aveva appena fatto la maturità chimico-tecnica. Doveva cominciare a lavorare in uno zuccherificio. Era in stazione con il fidanzato e due sorelle di lui. Aveva 19 anni

6) Rosina Barbaro in Montani
Stava partendo con il marito per la Riviera: avevano rinunciato a un passaggio in auto della figlia. Mano nella mano, andavano verso il bar. Travolti dalle macerie, lui rimase ferito e lei morì. Aveva 58 anni

7) Nazareno Basso
Nel 1978, carabiniere ausiliario a Chioggia, aveva conosciuto la sua futura moglie. Ora stava a Milazzo, aveva 4 figli, e dalla Sicilia andava dalla famiglia in vacanza in Veneto. Il treno era in ritardo. Aveva 33 anni

8) Euridia Bergianti in Baldazzi
Rimasta vedova nel 1975, da tre anni lavorava nella ditta di ristorazione della stazione: era al bancone del self service. Viveva a Bologna con uno dei suoi due figli. Aveva 49 anni

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9) Katia Bertasi
Aveva due figli, il più piccolo di 15 mesi. Nata a Rovigo, viveva a Bologna con il marito e i genitori. Ragioniera, lavorava negli uffici della Cigar, la ditta di ristorazione della stazione. Aveva 34 anni

10) Francesco Betti
Viveva con la moglie e il figlio di due anni in provincia di Bologna. Con il suo taxi era in servizio davanti alla stazione, a trenta metri dal luogo dove era posizionata la bomba. Aveva 44 anni

11) Paolino Bianchi
Ogni anno andava sul Garda con un’amica, l’unica distrazione che si concedeva. Viveva vicino a Ferrara prendendosi cura della madre,
le aveva fatto la spesa. Lavorava come muratore. Aveva 50 anni

12) Verdiana Bivona
Viveva vicino a Firenze, faceva l’operaia e stava andando in vacanza con due amiche e la figlia di una di loro. Solo una delle amiche si salvò, lei morì nella sala d’aspetto. Aveva 22 anni

13) Argeo Bonora
Ferroviere, nato vicino a Bologna, dal 1970 stava a Bolzano. Sposato, con 5 figli, quel giorno di ferie era tornato nella sua città per vedere la madre. Stava aspettando il treno per rientrare a casa. Aveva 42 anni

14) Sonia Burri
Era nella sala d’aspetto, veniva da Bari con i genitori, i nonni, la sorella, la zia e le cugine: la trovarono ancora viva vicino alla sua bambola rossa. Morì in ospedale due giorni dopo. Aveva 7 anni

15) Davide Caprioli
Viveva a Verona, voleva diventare commercialista, suonava la chitarra e cantava. Stava rientrando a casa dopo una vacanza perchè aveva una serata con il suo gruppo. Morì in ospedale. Aveva 20 anni

16)  Flavia Casadei
Era partita da Rimini per andare a Brescia. Doveva cambiare treno e perse la coincidenza. Insieme a una ragazza conosciuta durante il viaggio era nella sala d’aspetto. Faceva il liceo. Aveva 18 anni

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17) Mirco Castellaro
Viveva a Ferrara, sposato, con un figlio di sei anni. Insieme a un amico aveva comprato una barca in Sicilia, dovevano fare dei viaggi di rodaggio. Doveva partire prima, ci riuscì solo il 2 agosto. Aveva 33 anni

18) Roberto Demarchi
Viveva a Marano Vicentino, con la madre e tre fratelli. Giocava a pallavolo. Andava a trovare dei parenti con la madre. Morirono entrambi: lui stava passeggiando sul primo binario. Aveva 21 anni

19) Maria Idria Avati in Gurgo
Doveva andare in Trentino, da Rossano Calabro: aveva viaggiato di notte con la figlia. Stava nella sala d’attesa, la figlia era andata alla toilette. Lo scoppio la travolse, morì all’ospedale. Aveva 80 anni

20) La famiglia Diomede Fresa: da sinistra Francesco Cesare, Errica Frigerio e Vito
Francesco era di Bari. I suoi genitori avevano deciso di prendere il treno per evitare il traffico in autostrada. La sorella non era partita con loro. Morì insieme alla madre e il padre. Aveva 14 anni. Vito, medico, impegnato nella ricerca sul cancro, dirigeva l’Istituto di patologia generale della facoltà di medicina di Bari, dove abitava con la famiglia. Aveva 62 anni. Errica insegnava lettere in un istituto per geometri a Bari. Aveva due figli, un maschio e una femmina. Aveva 57 anni

21) Antonino Di Paola
Lavorava per una ditta di impianti elettrici, era di Palermo e divideva la casa a Bologna con un collega. Era in stazione: alle 10 e 15 doveva arrivare il fratello del collega. ma il treno era in ritardo. Aveva 32 anni

22) Mauro Di Vittorio
Voleva andare a Londra, cercava lavoro. Fu fermato alla frontiera : non aveva denaro per mantenersi. Rientrò in Italia per tornare a Roma e solo il 10 agosto la famiglia seppe che era morto. Aveva 24 anni

23) Domenica Marino
Lavorava come collaboratrice famigliare in provincia di Palermo. Era arrivata a Bologna con la sorella per andare con il fratello e la sua fidanzata in Romagna. Il treno era stato posticipato. Aveva 26 anni

24) Berta Ebner
Nata in provincia di Bolzano, aveva un fratello, non era sposata e viveva in casa con la madre. Faceva la casalinga. Non si è riusciti a ricostruire perché quel giorno fosse in stazione. Aveva 50 anni

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25) Lina Ferretti in Mannocci
Stava a Livorno. Doveva partire, col marito, il 3 agosto per una vacanza a Brunico offerta dalla suocera che aveva vinto al lotto. Ma una stanza si era liberata prima. Il marito rimase ferito. Aveva 53 anni

26) Mirella Fornasari in Lambertini
Lavorava per la ditta di ristorazione della stazione: quel sabato le era stato chiesto di essere lì e non nell’ufficio dove era stata trasferita. Sposata, un figlio, viveva vicino a Bologna. Aveva 36 anni

27) Franca Dall’Olio
Da 4 mesi lavorava per la ditta della ristorazione della stazione. Era al telefono con un fornitore che era andato a consegnare della merce. Di solito scendeva lei, quel giorno chiese a lui di salire. Aveva 20 anni

28) Roberto Gaiola
Finite le elementari, era andato a lavorare in fabbrica, a Vicenza. Dopo anni difficili stava seguendo un percorso di disintossicazione a Bologna. Aspettava il treno per rientrare a casa. Aveva 25 anni

29) Pietro Galassi
Nato a San Marino, si era laureato in matematica e fisica. Prima di andare in pensione aveva insegnato in una scuola di Viareggio di cui era diventato preside. Aveva 66 anni

30) Eleonora Geraci in Vaccaro
Il 2 agosto era andata in macchina con il figlio alla stazione di Bologna. Aspettava il treno della sorella che abitava in Sicilia e veniva a trovarla. Fu uccisa nello scoppio insieme al figlio. Aveva 46 anni

31) Carla Gozzi
Insieme al fidanzato partiva per le vacanze alle Tremiti. Viveva con i genitori in provincia di Modena, era impiegata in un maglificio. Erano arrivati alla stazione in anticipo. Morì con il fidanzato. Aveva 36 anni

32) Vincenzo Iaconelli
Aveva deciso di andare a Verona per vedere uno spettacolo all’Arena. Viveva in provincia di Ravenna, era in pensione e si era iscritto a Legge per aprire uno studio di consulenza. Aveva 51 anni

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33) Francesco Antonio Lascala
Il suo treno da Reggio Calabria aveva tre ore di ritardo, doveva andare a Cremona, aveva perso la coincidenza. Sposato, tre figli, era un centralinista delle Ferrovie in pensione. Aveva 56 anni

34) Pier Francesco Laurenti
Viveva a Parma, lavorava a Padova nelle assicurazioni. Stava tornando a casa dopo una vacanza in Riviera. Era sceso, durante la sosta del treno a Bologna, per telefonare a un amico. Aveva 44 anni

35) La famiglia Lauro: Velia Carli e Salvatore
Velia Carli, nata a Tivoli, sette figli, aveva una piccola impresa di maglieria in provincia di Napoli. Con il marito andava a Venezia per un funerale, persero la coincidenza e morirono nella sala d’aspetto. Aveva 50 anni. Salvatore Lauro Maresciallo dell’aereonautica, era di Acerra e abitava a Brusciano, in provincia di Napoli. Sette figli, di cui due molto piccoli. Era con la moglie Velia e stava aspettando il treno successivo. Aveva 57 anni

36) Loredana Molina in Sacrati
Insieme al marito aveva portato il figlio minore e la suocera in stazione. Il marito aspettava in macchina, lei andò a comprare i biglietti. Stava guardando il tabellone degli orari. Aveva 44 anni.

37) Leo Luca Marino
Era della provincia di Palermo, faceva il muratore a Ravenna. Insieme alla fidanzata era andato a prendere due delle sue sorelle per le vacanze in Romagna. Morirono tutti e quattro. Aveva 24 anni

38) Kai Maeder
Rimase ucciso con la madre e uno dei suoi fratelli: il terzo fratello e il padre, che scavò a lungo tra le macerie, si salvarono. Stavano rientrando a casa, in Germania. Aveva 8 anni

39) Elisabetta Manea in De Marchi
Stava andando in Puglia con il più piccolo dei suoi quattro figli, dopo la convalescenza per un intervento chirurgico. Era rimasta vedova
nel 1970. Morì in stazione insieme al figlio. Aveva 60 anni

40) Manuela Gallon
Stava aspettando il treno per la colonia estiva con i genitori, vicino alla sala d’attesa. Il padre andò a comprare le sigarette e rimase ferito. Lei morì in ospedale dopo 5 giorni. Aveva 11 anni

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41) Maria Angela Marangon
Nata in provincia di Rovigo, aveva due fratelli e una sorella. Faceva la babysitter a Bologna e appena poteva rientrava a casa. Era in stazione per ritornare a Rosolina, il suo paese. Aveva 22 anni

42) Rossella Marceddu
Dalla vacanza stava rientrando a casa, vicino a Vercelli. Doveva fare il viaggio in moto ma scelse il treno, più sicuro. Era al quarto binario con un’amica e andò al bar da sola per bere qualcosa. Aveva 19 anni

43) Amorveno Marzagalli
Aveva accompagnato la moglie e il figlio al Lido degli Estensi e aveva preso un treno, il primo dopo 20 anni, per andare a Cremona dal fratello a fare una gita sul Po. Viveva ad Omegna. Aveva 54 anni

44) Famiglia Mauri: da sinistra Anna Maria Bosio, il piccolo Luca e Carlo
Lei e il marito erano cresciuti in parrocchia, avevano un figlio, e vivevano a Tavernola vicino a Como. Dal 2016 c’é un piazzale che li ricorda. Lei faceva la maestra. Aveva 28 anni. Luca Mauri doveva cominciare le elementari all’inizio del nuovo anno scolastico, dopo le vacanze. Viaggiava con i genitori per andare in un villaggio turistico in Puglia. Aveva 6 anni. Carlo Mauri Era partito in macchina da Como con la moglie e il figlio. Ebbero un incidente a Bologna e decisero di prendere il treno. Morirono tutti e tre in stazione. Aveva 32 anni

45) Patrizia Messineo
Si era diplomata in ragioneria, era di Bari. Era in stazione con la madre, la sorella, i nonni materni, una zia e le cugine. Tutte in sala d’aspetto:
la bomba la uccise assieme alla sorella e alla zia. Aveva 18 anni

46) I fidanzati Catherine Hellen Mitchell e John Andrew Kolpinski
John Andrew Kolpinski si era laureato all’Arts Court di Birmingham, e aveva deciso, insieme alla fidanzata, di fare un viaggio in diversi paesi, senza mete particolari. Furono uccisi dallo scoppio. Aveva 22 anni. Catherine Helen Mitchell Il suo zaino era blu, quello del fidanzato arancione. Erano partiti per vedere l’Europa, morirono entrambi. Si era laureata all’Arts Court di Birmingham. Aveva 22 anni

47) Antonino Montanari
Viveva a Bologna con la moglie. Era andato a informarsi sugli orari delle corriere e aspettava il bus di fronte al portico della stazione per tornare a casa. Fu colpito da un pezzo di un edificio. Aveva 86 anni

48) Nilla Natali
Aveva scelto i mobili per la sua nuova casa, stava per sposarsi e lasciare la casa dei genitori. Era figlia unica. Lavorava nella società di ristorazione della stazione. Aveva 25 anni

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49) Lidia Olla in Cardillo
Era partita da Cagliari con il marito per andare in Trentino dalla sorella. Il marito era uscito dalla sala d’aspetto per controllare
l’orario del treno e rimase ferito. Lei morì. Aveva 67 anni

50) Giuseppe Patruno
Faceva l’elettricista a Bari, era in vacanza a Rimini con uno dei suoi 10 fratelli. In macchina avevano accompagnato delle amiche alla stazione. Il fratello rimasto più indietro si salvò. Aveva 18 anni

51) Vincenzo Petteni
Andava a Palermo con un amico per una vacanza sul mare verso la Tunisia. Non c’era posto in aereo e scelsero il treno. Morì dopo 14 giorni. Nato vicino a Trento, stava a Ferrara, era sposato. Aveva 34 anni

52) Angelo Priore
Nato a Bolzano, faceva l’ottico a Messina. Con lui c’erano i suoceri, raggiungevano la moglie e il figlio in vacanza. Era nella sala d’aspetto a leggere, lo scoppio lo devastò. Mori l’11 novembre. Aveva 26 anni

53) Pier Carmine Remollino
Orfano di madre, era cresciuto con il padre e otto fratelli vicino a Potenza. A 18 anni era partito per la Germania. Rientrato in Italia per il servizio militare, si era trasferito a Ravenna. Aveva 31 anni

54) Rita Verde
Era impiegata nella ditta di ristorazione della stazione. Morì insieme a cinque colleghe, si salvò solo la più giovane, Marina Gamberini. Rita stava per sposarsi. Aveva 23 anni

55) Roberto Procelli
Dopo un corso per programmatore elettronico aveva trovato lavoro. Dal 13 maggio faceva il militare a Bologna e stava tornando a casa, vicino ad Arezzo. Fu identificato grazie alla piastrina. Aveva 21 anni

56) Gaetano Roda
Appena assunto dalle Ferrovie, viveva vicino a Ferrara e faceva un corso alla stazione. Durante una pausa era andato al bar. L’onda d’urto lo gettò contro il treno sul primo binario. Aveva 31 anni

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57) Romeo Ruozi
Il treno della figlia doveva arrivare alle 11 e 58, ma lui era andato in stazione con molto anticipo. Sposato, abitava a Bologna
dal 1975 e aveva tre figli. Era in pensione. Aveva 54 anni

58) Vincenzina Sala in Zanetti
Col marito, i consuoceri e il nipote di sei anni, aspettava, sul primo binario, la figlia e il genero in arrivo dalla Svizzera. Il treno era in ritardo. Lo scoppio la uccise. Nata a Pavia, abitava a Bologna. Aveva 50 anni

59) Sergio Secci
Nato a Terni, una laurea al Dams: da Forte dei Marmi andava a Bolzano per lavoro. Voleva passare per Verona dove c’era un amico. Il suo treno ritardò, perse la coincidenza. Morì il 7 agosto. Aveva 24 anni

60) Salvatore Seminara
Era un operaio specializzato. Suo fratello stava arrivando in licenza a Bologna e lui era andato con il collega con cui divideva la casa
ad aspettarlo. Erano nella sala d’aspetto. Aveva 34 anni

61) Silvana Serravalli in Barbera
Insegnava a Bari alle elementari, aveva compiuto gli anni il primo agosto. Alle 10,25 era al bar della stazione. Nella sala d’aspetto c’erano i genitori, il cognato e la sorella con le figlie. Aveva 34 anni

62) Mario Sica
Avvocato specializzato in diritto del lavoro, era stato assunto all’Atc, l’azienda di trasporti di Bologna, dove viveva con la moglie e i tre figli. Aspettava la madre in arrivo da Roma. Aveva 44 anni

63) Vito Ales
Andava in Romagna per lavorare in una pensione come aveva fatto nelle estati precedenti. Veniva da Palermo. Camminava, in attesa
del treno, sul marciapiede del primo binario. Aveva 20 anni

64) Vittorio Vaccaro
Sposato con Adele che aveva conosciuto a Rimini, una figlia di 4 anni di nome Linda, faceva l’operaio ceramista in provincia di Reggio Emilia. Era con sua madre e morì con lei. Aveva 24 anni

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65) Umberto Lugli
Aveva una merceria a Carpi con il fratello. Stava andando con la fidanzata alle Tremiti. Il fratello li aveva portati presto in stazione
per rientrare al lavoro. Morì con la fidanzata. Aveva 38 anni

66) Iwao Sekiguchi
Veniva da Tokio per conoscere l’arte italiana. Aveva una borsa di studio e da Firenze era arrivato a Bologna. Stava andando a Venezia. Teneva un diario: stava scrivendo prima dello scoppio. Aveva 20 anni

67) Fausto Venturi
Viveva con la madre e il fratello a Bologna. Il 2 agosto, dalle 8, era in servizio con il suo taxi alla stazione. Fu travolto dalle macerie dello scoppio mentre stava parlando con un collega. Aveva 38 anni

68) Angelica Tarsi in Sacrati
Doveva partire con il nipotino. Li avevano accompagnati suo figlio e la nuora: non c’era parcheggio e il figlio restò ad aspettare in auto. L’esplosione uccise lei e la nuora ferendo il bimbo. Aveva 72 anni

69) Onofrio Zappalà
Si era innamorato di una danese, Ingeborg, e pensava di trasferirsi. Ma venne assunto dalle Fs. Era in stazione con due colleghi: lui restò sul marciapiede e morì. Il 3 sarebbe arrivata Ingeborg. Aveva 27 anni

70) I coniugi Zecchi: Paolo e Viviana Bugamelli
Paolo Zecchi si era sposato da pochi mesi. Con la moglie era in stazione per comprare i biglietti per la Sardegna dove volevano andare all’inizio di settembre. Morirono tutti e due. Lavorava in banca. Aveva 23 anni. Viviana Bugamelli Viveva vicino a Bologna con il marito, sposato da poco, e con i genitori. Ragioniera, lavorava in un’azienda agricola. Morì con il marito: stavano comprando dei biglietti. Era incinta. Aveva 23 anni

Le vittime senza volto

Marina Antonella Trolese
Faceva il liceo e abitava vicino a Padova. Stava partendo con la sorella: c’erano anche il fratello più piccolo e la mamma, che fu uccisa nello scoppio. Lei morì il 22 agosto, per le ustioni. Aveva 16 anni

Anna Maria Salvagnini in Trolese
Aveva accompagnato le due figlie, dalla provincia di Padova alla stazione di Bologna: erano in partenza per un viaggio studio. Morì anche una delle figlie. Lei insegnava alle medie. Aveva 51 anni

Irene Breton in Boudouban
Era svizzera. Nata a Boncourt, paese di poco più di mille abitanti, viveva a Delemont con il marito. Faceva l’orologiaia. Non è stato possibile ricostruire come mai fosse in stazione. Aveva 61 anni

Margret Rohrs in Mäder
Viveva ad Haselhorf in Westfalia con il marito e i tre figli, era in vacanza in Italia con tutta la famiglia, aspettavano il treno per tornare a casa. Morì insieme ai due figli più piccoli. Aveva 39 anni

Eckhardt Mäder
Era in vacanza con i genitori e rimase nella sala d’attesa con la madre mentre il padre aveva deciso di visitare Bologna nelle due ore di attesa. Morì con la mamma e un fratellino. Aveva 14 anni

Brigitte Drouhard
Nata a Saules, in Francia, abitava a Parigi dove lavorava come impiegata. Stava aspettando un treno per Ravenna. Le piacevano
la poesia e la letteratura italiana. Aveva 21 anni

Francisco Gomez Martinez
Catalano, aveva cominciato a lavorare a 16 anni, risparmiava per viaggiare. Stava andando a Rimini. Nella sala d’aspetto scriveva alla fidanzata e immaginva le prossime vacanze con lei. Aveva 23 anni

Fonte: Repubblica

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