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Tredici condanne e qualche assoluzione al processo d’appello Scripta Manent: tiene l’accusa principale della procura e i giudici ribaltano in parte il verdetto di primo grado per quanto riguarda l’apologia di reato e l’istigazione a delinquere. Nel giorno in cui una trentina di anarchici hanno imbrattato e fatto esplodere fumogeni e anche una rudimentale bomba carta contro le sedi di Repubblica e La Stampa, arriva il verdetto tanto atteso dalla galassia degli antagonisti.

L’accusa di associazione a delinquere ha tenuto per Alfredo Cospito, già condannato a 20 anni di carcere (confermato anche in secondo grado), Anna Beniamino (ora a 16 anni e sei mesi) e per Nicola Gai, mentre Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano sono stati assolti dall’aver partecipato all’associazione con finalità di terrorismo ed eversione “Fai-Fri” (Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario informale) contestata in aula dai pm Roberto Sparagna e Paolo Scafi.
L’inchiesta della procura si è posta come obiettivo il tentativo di applicare un metodo, già sperimentato con la ‘ndrangheta nel processo Minotauro, alla galassia anarchica Fai-Fri, italiana e non solo, ricostruendo cioè i legami tra le varie anime di quel mondo anche fuori dai confini nazionali. Un lungo capo d’imputazione metteva insieme attentati commessi in un ampio arco di tempo (2003-2016), per collegarli tra loro, riconoscendovi alla radice una vera organizzazione, l’associazione con finalità terroristica comprendente numerose sigle, tutte nel solo gruppo anarchico che ha fatto il salto di qualità scegliendo la lotta armata, il gruppo “dei lottarmatisti”. Ma in primo grado era stato un successo a metà che aveva visto arrivare 18 assoluzioni e 5 condanne.

Già la Corte d’Assise aveva riconosciuto l’esistenza della Fai-Fri come associazione terroristica e non solo come gruppo informale. E ora c’è la conferma. Ma in primo grado era invece caduta l’istigazione a delinquere contestata a un vasto gruppo di autori di scritti, blog, pubblicazioni anarchiche. L’accusa riteneva, infatti, che le riviste (da qui anche il nome dell’operazione) fossero il volto pubblico dell’organizzazione. E ora i giudici le hanno dato ragione . Era stata invece, in primo grado, riconosciuta l’accusa di “strage” agli autori degli attentati alla scuola Allievi carabinieri di Fossano nel 2006, e nella zona pedonale della Crocetta a Torino nel 2007: in questo processo i giudici hanno riqualificato il reato in “attentato”.

In primo grado Alfredo Cospito era stato condannato a 20 anni di carcere, Anna Beniamino a 17, Nicola Gai a 9 anni, Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano a 5. Per Alfredo Cospito, già condannato per avere gambizzato a Genova nel 2012 Roberto Adinolfi, ad dell’Ansaldo, i pm avevano chiesto una condanna a 30 anni. Per Anna Beniamino, sua ex convivente, definita “una delle menti delle Fai-Fri”, ne avevano chiesti 29.
 

Fonte: Repubblica

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