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E o nosso nome vira o alvo. De quem quer acusar”, il nostro nome diventa il bersaglio di quelli che vogliono accusare, canta la deputata brasiliana Flordelis de Souza in una delle sue canzoni gospel. Parole e ritmo, forse, le risuonano nella testa mentre in piedi, con il braccialetto elettronico alla caviglia, ascolta l’esito di un voto schiacciante che la espelle ufficialmente dal Congresso del Brasile: 427 parlamentari della camera bassa hanno votato a favore, solo sette i contrari e dodici gli astenuti.

A levarle la poltrona, raggiunta a fatica nel 2019 per rappresentare Rio de Janeiro, l’accusa di essere la mandante dell’omicidio di suo marito Anderson do Carmo, ucciso lo scorso anno da 30 colpi d’arma da fuoco. Una sentenza per cui continua a sostenere la sua innocenza, ma su cui la polizia non ha alcun dubbio. Tanto da chiedere ai membri del Congresso di privarla del suo status da parlamentare che le garantisce l’immunità penale. “La conclusione raggiunta dall’indagine è stata questa: che la signora de Souza ha pianificato questo vile assassinio”, ha detto ai giornalisti il capo della squadra omicidi Antonio Ricardo Lima Nunes.

Una storia degna di una puntata di How To Get Away with Murder – Le regole del delitto perfetto, legal thriller prodotto da Shonda Rhimes sulla brillante avvocatessa e docente di diritto penale Annalise Keating che tra intrighi e colpi di scena risolve difficili casi giudiziari. Una serie fatta da personaggi carismatici e ambiziosi, proprio come la superstar brasiliana protagonista di questa drammatica vicenda.

Dalla favela al Congresso

Nata e cresciuta in uno dei quartieri più pericolosi di Rio de Janeiro, la popolare cantante e leader di una comunità evangelica è diventata famosa per essersi schierata contro alcuni dei peggiori criminali della città e per aver adottato più di cinquanta bambini di strada. Tra questi, il 15enne Anderson do Carmo che nel 1998 diventò suo marito. Secondo la storia di de Souza, i due si sarebbero incontrati nella sua chiesa e avrebbero iniziato a frequentarsi solo quando il ragazzo ha raggiunto la maggiore età.

Coraggiosa e carismatica, i media brasiliani hanno più volte raccontato la sua storia affascinati da questa donna. Nell’ottobre del 2009 è stato persino prodotto un film sulla sua famiglia presentato al Festival internazionale del cinema di Rio. Nel corso degli anni la sua fama è aumentata fino a farle ottenere un contratto discografico con una delle migliori etichette gospel del Brasile, MK Music.

Nel 2018, de Souza ha deciso di entrare in politica e nell’ottobre dello stesso anno 196.959 elettori l’hanno votata alla Camera dei Deputati in rappresentanza di Rio de Janeiro per il partito socialdemocratico (conservatore), durante il nuovo governo del presidente Bolsonaro. Ma pochi mesi dopo il giuramento il suo impero ha iniziato a vacillare. Il 16 giugno del 2019, secondo il suo racconto, alcuni uomini hanno cercato di rapinare la sua famiglia e hanno sparato a suo marito nel tentativo di difenderla.

Il declino di un impero

A poche ore dalla sparatoria, la polizia ha arrestato due dei figli della coppia: Flávio, figlio biologico di Flordelis, e Lucas. Durante l’interrogatorio il primo avrebbe confessato di aver sparato ad Anderson do Carmo. E dopo un anno di indagini il pm ha accusato altri otto figli della coppia di essere complici dell’omicidio e la cantante gospel di aver messo a punto il piano, l’ennesimo dopo aver già cercato di avvelenare suo marito sei volte.

Gli inquirenti ritengono che il movente sia la gestione delle finanze della famiglia da parte di do Carmo, che avrebbe impedito a sua moglie di riservare “un trattamento preferenziale” ai suoi figli preferiti. Ma in una recente intervista al Guardian Flordelis si è descritta come la vittima di una cospirazione misogina e razzista, escogitata da potenti nemici nel mondo della religione, della politica e dei media perché “Flordelis calpesta i piedi a molte persone”, ha detto. Aggiungendo che i moventi dei figli per l’omicidio sono altri: molestie e abusi nei confronti di Simone, una delle sue figlie biologiche. “Il mio unico crimine è stato quello di amare un uomo che poteva fare cose terribili”, ha confidato al giornale inglese.

“Il passato è passato, bisogna andare avanti”, canta Flordelis. La storia che ha intrigato per un anno il Brasile è giunta quasi al termine, forse. Flordelis de Souza ha perso la sua immunità e ora è sotto processo per omicidio aggravato. Se verrà giudicata colpevole rischia fino a trenta anni di carcere, mentre il suo impero evangelico è già sull’orlo del collasso. A Rio de Janeiro, otto delle sue nove chiese sono state chiuse nell’ultimo anno.

Fonte: Repubblica

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