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BERLINO – La svolta politica bulgara, sullo sfondo della catastrofe del Covid, è completata. Al ballottaggio delle elezioni presidenziali il presidente uscente Rumen Radev, indipendente ma di fatto vicino alle forze filooccidentali e anticorrotti vittoriose alle elezioni parlamentari di una settimana fa, ha stravinto contro lo sfidante Anastas Gerdzhikov, sostenuto dall’ex uomo forte e oligarca Bojko Borissov, uscito appunto perdente alle politiche anticipate. Si consolida cosí, nel Paese classificato come il più povero e corrotto dell’Unione Europea e della Nato, la voglia di cambiamento e di dire no agli autocrati. Per lottare contro la devastante nuova ondata della pandemia e rilanciare l’economia, incoraggiando al ritorno in patria i molti cervelli giovani espatriati per trovare lavoro.

Le urne per il secondo turno delle presidenziali sono rimaste aperte dalle 7 alle 20 locali di domenica. Secondo gli exit poll Radev, 58 anni, ha ottenuto tra il 63,9 e il 65 per cento dei consensi contro il 31-33,1 del suo sfidante Gerdzhikov, rettore dell’università di Sofia, indipendente anche lui ma sostenuto dal Gerb di Borissov. Una differenza tale da escludere ogni cambiamento di risultato nelle prossime ore o lunedì con i dati ufficiali definitivi.

Al primo turno, svoltosi appunto una settimana fa in contemporanea con le elezioni politiche, Radev aveva ottenuto il 49,7 per cento, contro il 32 per cento di Gerdzhikov. Alle politiche, a sorpresa il nuovo partito filooccidentale e anticorruzione “Il cambiamento continua”, creato dai due  laureati di Harvard Kiril Petkov (detto John Travolta per il suo aspetto) e Asen Vassilev, aveva sorpassato il Gerb (appartenente al Partito popolare europeo e pieno di indagati per corruzione ed ex apparatciki comunisti). Insieme ad almeno due partiti anticorrotti nati dalle proteste dell’estate dell’anno scorso, il “duo harvardiano” quindi si sta preparando a formare il nuovo governo. Compito che la vittoria di Radev potrà solo facilitare.

Radev è un indipendente, ex pilota da caccia ed ex capo di stato maggiore dell´aviazione, ma sostenuto dai filooccidentali. La sua rielezione completa il duro 2021 della politica e della società bulgare: le elezioni politiche anticipate vinte dal “duo harvardiano” sono state le terze dell’anno, dopo quelle di aprile e di luglio. In entrambe le consultazioni il no a Borissov era stato chiaro ma non aveva dato vito a una potenziale nuova maggioranza.

In tutte e tre le campagne elettorali, e con più efficacia nell’ultima per le elezioni anticipate di domenica scorsa, Radev aveva invitato gli elettori a votare per volti nuovi e politici onesti e decisi alla lotta energica contro il Covid, attaccando il corrotto sistema di potere di Borissov.

La lotta al Covid sarà la priorità dichiarata sia del rieletto capo dello Stato sia del futuro governo di “John Travolta”, Asen Vassilev e dei partiti anticorrotti. La Bulgaria è il Paese della Ue col minor tasso di vaccinazione: i vaccinati sono meno del 25 per cento, e intanto i contagi dilagano e crescono di settimana in settimana e la vecchia, male attrezzata sanità pubblica ereditata dalla dittatura comunista è allo stremo. Fonte: Repubblica

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