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Passata l’emergenza, in Calabria, la paura del fuoco rimane insieme alla rabbia via via che la conta dei danni prosegue. Dopo tre giorni, il vasto incendio che ha consumato l’area Grecanica, nel reggino, ed è costato la vita anche a due agricoltori, Rita e Nino Cilione, entrambi di Bagaladi, è stato domato.  

Ma c’è poco da star tranquilli perché le temperature sono roventi e nei prossimi giorni si attendono nuovi rialzi, mentre nella zona diversi focolai sono ancora attivi. I vigili del fuoco sono ancora al lavoro per spegnere gli ultimi roghi nella zona di San Luca, a un passo dalle “faggete vetuste” della Valle Infernale, alberi secolari appena riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nei giorni scorsi minacciati dalle fiamme.  

“Al momento non sono state danneggiate, ma ancora una volta è entrato in azione un solo Canadair” denuncia il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano. “Serve urgentemente maggiore aiuto, in termini di uomini e soprattutto di mezzi aerei, perché il fronte degli incendi non si placa e assistiamo alla continua nascita di nuovi focolai in diverse zone del Parco, su entrambi i versanti. 

Nel frattempo però nuovi incendi sono scoppiati in altre zone del reggino, arrivando persino a lambire la città. Nella zona del torrente Sant’Agata, periferia sud di Reggio Calabria, a un passo dall’aeroporto dello Stretto, le fiamme hanno iniziato a consumare le colline. Sul fronte tirrenico, un nuovo rogo si è sviluppato a Calanna, nella zona nord della città che inizia ad arrampicarsi verso l’Aspromonte.  

Roghi circoscritti, al momento sotto controllo, fanno sapere i vigili del fuoco, negli ultimi giorni impegnati in innumerevoli interventi in diverse zone della provincia reggina. Circa 170 roghi – ha fatto sapere il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà – hanno devastato intere aree, consumando ettari ed ettari di campi coltivati, uliveti, boschi e distruggendo attività produttive e abitazioni. La Regione “entro dopodomani” dichiarerà lo stato di calamità naturale”, con il decreto firmato ieri dal premier Mario Draghi il servizio Canadair verrà mantenuto fino a conclusione dell’emergenza e a breve dovrebbero arrivare mezzi e uomini da altre regioni. 

A dare manforte alle squadre reggine dei vigili del fuoco sono già arrivati i colleghi dell’Emilia Romagna, mentre le squadre locali lavorano ormai senza limiti di orario o di turno. Il timore però è che lo sforzo possa non bastare.  

A mancare sono soprattutto i mezzi. Non solo Canadair ed elicotteri, ma soprattutto quelli di terra. E oltre alle fiamme, divampa la polemica. “L’Azienda Calabria Verde – denuncia il consigliere regionale dem, Carlo Guccione – pur disponendo di 500 mila euro, stanziati nel 2018 dalla Regione, non ha provveduto all’acquisto e al potenziamento dei mezzi antincendio. Tra l’altro non si comprende perché, dopo l’annullamento della gara, non si è proceduto ad avviare le procedure per l’acquisto dei pick up”. 

Fonte: Repubblica

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