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PIACENZA – “Vieni con noi”. “Dove?”. “In galera”. “Ma come in galera?”. Hanno pianto i carabinieri della Levante quando all’alba di mercoledì i finanzieri di Piacenza li hanno buttati giù dal letto, con in mano l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca Milani, per portarli in prigione a Cremona. Hanno pianto perché “non immaginavamo di arrivare a questo punto”, noi “non abbiamo mai intascato un euro”. Hanno pianto, probabilmente, perché per la prima volta era chiaro come un’altra storia, tremenda, fosse appena cominciata nella loro vita.

Per questo oggi gli inquirenti si aspettano che almeno alcuni dei carabinieri arrestati – Angelo Esposito, Salvatore Cappellano, Daniele Spagnolo, Giacomo Falanga – possano negli interrogatori di garanzia decidere di collaborare con le indagini. E raccontare tutto quello che sanno sulla caserma Levante. “Non hanno molte alternative”, fa notare un investigatore. L’inchiesta è solidissima, agli atti ci sono migliaia di pagine tra intercettazioni telefoniche, fotografie e captazioni ambientali. La collaborazione è poi l’unica strada tracciata dal comando generale che ha fatto partire anche un’inchiesta interna, parallela a quella della procura di Piacenza e dei magistrati militari.

Tra gli arrestati l’unico che ha continuato ad avere un atteggiamento sereno è stato Giuseppe Montella, l’appuntato attorno al quale gira tutta la storia della Levante. Il suo avvocato, Emanuele Solari, lo ha incontrato. Ma aspetta domani, quando si terrà l’interrogatorio di garanzia, per decidere che passi muovere. Importante sarà capire anche se gli altri arrestati – i tre fratelli Giardino, soprattutto, in affari con Montella per lo spaccio della droga – abbiano voglia di fornire elementi utili alle indagini. Obiettivo del procuratore Grazia Pradella è anche capire se ci sono stati altri episodi, come quelli ricostruiti dalle indagini, in cui i carabinieri abbiano commesso abusi di potere e arrestato ingiustamente uomini e donne. “Dobbiamo sapere se ci sono degli innocenti in carcere”. Gli interrogatori delle prossime 24 ore aiuteranno a scrivere, forse, altri pezzi di questa storia.

Fonte: Repubblica

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