Condividi:

230704097 e480ce5c c1e3 4766 848b a6ed4c27da2a - Caso Navalnyj, l'Europa sanziona i più stretti collaboratori di Putin

BRUXELLES – L’Europa picchia durissimo, colpisce i più stretti collaboratori di Vladimir Putin per rispondere all’avvelenamento di Aleksei Navalnyj. Le sanzioni sdoganate politicamente lunedì scorso dai ministri degli Esteri dell’Unione colpiranno sei persone e un’entità russa. La lista è ancora riservata, ma stando alle indiscrezioni pubblicate dal New York Times conterrà nomi dell’élite russa e del Cremlino come il capo dei servizi segreti Alexandr Bortnikov e uno dei più stretti collaboratori di Putin, ovvero Sergei Kiriyenko. Il capo della diplomazia di Mosca, Sergei Lavrov, oggi ha minacciato l’Europa di “conseguenze”.

Le sanzioni sono state proposte ai partner Ue la scorsa settimana da Francia e Germania, che a sostegno della richiesta hanno portato a Bruxelles 500 pagine di prove secondo le quali l’avvelenamento di Navalnyj è riconducibile allo stato russo. La lista è stata approvata a tempo record all’unanimità dai partner Ue e sarà operativa dalla giornata di venerdì. Le misure prevedono il congelamento dei beni e il divieto di entrare in Europa.  Le personalità che vi sarebbero incluse segnano una decisa escalation politica da parte dell’Unione europea nei confronti di Putin su impulso di Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Oltre che una implicita accusa allo zar di essere il mandante dell’avvelenamento visto che viene colpita la sua cerchia più ristretta. A partire da Bortnikov, capo dell’Fsb, i servizi segreti interni già guidati da Putin prima di intraprendere la via della politica, e da Kiriyenko, primo vice capo dello staff del Cremlino ed ex vicepremier russo. Nella lista anche il braccio destro del leader, Andrei Yarin, alla guida del direttorato della politica interna del Cremlino. Completano la lista Aleksei Krivoruchko and Pavel Popov, vice ministri alla Difesa, e Sergei Menyaylo, inviato di Putin nel Distretto federale della Siberia. La Ue sanziona anche l’Istituto statale di ricerca Organica, Chimica e di Tecnologia russo.

Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, durante una conferenza stampa con Luigi Di Maio a Mosca ha affermato che le sanzioni Ue non potranno restare “senza conseguenze”. “L’Europa – ha aggiunto – nell’abbandonare la diplomazia e sostituirla con le sanzioni non solo ha preso esempio dagli Usa, ma ne è anche influenzata in quanto Washington esercita pressioni in questo senso”.

L’Europa ha agito dopo che sono cadute nel vuoto le sue ripetute richieste a Mosca di consentire un’indagine indipendente sul caso Navalnyj. Lavrov ha reagito accusando Berlino e Bruxelles di non avere condiviso le informazioni in base alle quali accusano lo stato russo dell’avvelenamento: “Nessuno più di noi è interessato a scoprire la verità ma finché non avremo accesso ai fatti non potremo prendere sul serio le prediche dell’Occidente”. Quindi, con Di Maio al suo fianco, ha lodato “la posizione costruttiva italiana” (Roma ha comunque votato a favore delle sanzioni) rispetto a quella di altri paesi Ue che ha definito “russofobi”.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Rispondi

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy