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221240397 da8374ee 469a 46fc baad 3a57568456df - Chi si adegua subito e chi aspetta l’incognita dei controlli

La palestra
“Ben vengano le verifiche solo così restiamo aperti”

«Non ci piace l’idea di fare da controllori e ne faremmo volentieri a meno, ma se tutto questo può evitare l’ennesima chiusura, allora vorrà dire che verificheremo il possesso del green pass». A parlare è Manuel Bova, 38 anni, che gestisce uno studio di pilates in via XX Settembre, nel pieno centro di Genova. «Nel primo lockdown — ricorda Bova — sono stato chiuso da marzo a giugno 2020 poi, da ottobre 2020 a giugno 2021. Nel frattempo abbiamo investito 1.200 euro». Soldi spesi per rispettare i provvedimenti in materia di sicurezza e «dopo una settimana ci hanno fermato comunque. L’unico modo per sopravvivere è rimanere aperti. Quindi, ben venga il green pass». a.b.

Il parco divertimenti
“Offriamo tamponi gratis a chi non ha il certificato”

Mirabilandia, il grande parco divertimenti di Ravenna, ha scelto di facilitare l’accesso ai suoi ospiti anche in assenza di Green Pass, nel rispetto della legge: all’ingresso è stata predisposta un’area dove poter effettuare tamponi antigenici rapidi gratuitamente. «La nostra priorità — commenta Riccardo Marcante, direttore Generale di Mirabilandia — è offrire divertimento per tutta la famiglia in totale sicurezza, non facendo gravare sui visitatori il costo di quanto richiesto dalla legge». Il tampone negativo permetterà inoltre ai clienti del parco di accedere nelle 48 ore successive a tutti gli altri luoghi in cui è previsto il Green Pass: «Un modo per fare sistema e aiutare l’economia di tutta la Riviera». g.f.

Il bar
“Chiederò il Qr Code ma non farò lo sceriffo”

«Per me nessun problema, nessun disturbo: chiederò il Green pass ai clienti che entrano nel mio locale. Se può servire a combattere i contagi sono pronto». Marco Di Ianne gestisce il Bar Ritrovo in via di Monteverede 158 a Roma. E lo fa insieme al figlio Gabriele e ad altre due ragazze che gli danno una mano dietro al bancone. Al Bar Ritrovo infatti, caffè e cappuccino si possono bere solo all’interno. E’ uno dei pochi locali romani che non ha messo i tavolini all’aperto. «Certo, non farò lo sceriffo. Chiederò a tutti di mostrarmi Qr code sul cellulare, ma se qualcuno farà il furbo, non sarò certo io a controllargli i documenti». al.pa.

Il bistrot
“I problemi spunteranno quando farà meno caldo”

«Il primo step è avvisare al momento della prenotazione: con gentilezza, ricordiamo a chi chiama che per cenare all’interno serve il Green Pass». Giampiero Attanasio è il titolare di Architorta, un bistrot di Porta Venezia, nuova zona della movida milanese, aperto da colazione a cena. «Ho scaricato la app e sono felice che i miei clienti siano più sicuri, ma mi crea imbarazzo dover chiedere non solo la certificazione, ma anche, in alcuni casi, un documento». A preoccuparlo è l’autunno: «Per ora chi non è vaccinato può accomodarsi fuori, ma quando farà meno caldo spunteranno i primi problemi. Speriamo di risolverli con un sorriso». f.ven.

Il museo
“Alla Reggia di Caserta inflessibili sulle norme”

Niente Green Pass, niente ingresso alla Reggia di Caserta, sia agli Appartamenti museali che al Giardino reale. Il monumento vanvitelliano apre i suoi spazi solo ai visitatori muniti di certificazione verde. «Chi ne sarà sprovvisto – spiega la direttrice Tiziana Maffei – non potrà entrare. Come museo ci impegneremo per offrire la migliore accoglienza possibile». L’obiettivo è scongiurare code. «I nostri addetti – prosegue Maffei – controlleranno i Pass con l’apposito scanner di Qr Code». Si procederà poi con la misura della temperatura. «In alcuni casi – conclude – potrà esser necessario chiedere un documento per confermare l’identità del visitatore». p.d.l.

Il centro termale
“Regole ancora poco chiare. Si entrerà anche senza card”

Resta in sospeso l’applicazione del Green Pass nei centri termali. «La situazione è ancora molto confusa. Federterme ha chiesto chiarimenti al ministero della Salute perché il decreto parla genericamente di centri benessere ma le cure termali rientrano nei livelli essenziali di assistenza fruibili senza certificato», spiega Donatella Bonetto, direttrice amministrativa delle Terme Reali di Valdieri, in provincia di Cuneo. «Seguiremo il consiglio della federazione e oggi continueremo a consentire l’ingresso senza Green Pass a chi deve accedere ai servizi termali. Chi ha già iniziato un ciclo di cure potrà terminarlo, chi comincia oggi potrà entrare presentando l’esito di un tampone». c.r.

Fonte: Repubblica

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