Condividi:
163048332 cbc98113 1071 46ea b522 aaee401f9d52 - Cile: si insedia la Costituente, cambierà la Carta di Pinochet

SANTIAGO DEL CILE – Si è insediata in Cile la “Convenzione costituente” che permetterà al Paese di sostituire la Carta in vigore dai tempi di Augusto Pinochet. L’assemblea avrà nove mesi di tempo, prorogabili di altri tre, per redigere un nuovo testo da sottoporre successivamente alla ratifica plebiscitaria. Al lavoro 155 costituenti, con parità di genere – una prima assoluta nella storia mondiale di queste istituzioni – e con una rappresentanza delle comunità indigene, 17 seggi. La Costituente è per quasi un terzo composta da cittadini che hanno costruito la candidatura non attraverso un partito ma in rappresentanza di istanze e “sensibilità”  locali. Dei 155 costituenti, ben 48 sono infatti i cosiddetti “indipendenti”, un gruppo eterogeneo destinato a divenire determinante nella formazione dei futuri equilibri.

Secondo l’agenzia Nova si tratta di un gruppo direttamente legato alle proteste e pronto a schierarsi per riforme sociali più estreme. Le due grandi coalizioni dell’opposizione di centro-sinistra – Apruebo Dignidad e Lista del Apruebo – hanno ottenuto invece 53 seggi, risultato molto inferiore ai due terzi dell’Aula che alcuni sondaggi della vigilia avevano ipotizzato, tetto necessario per l’approvazione delle singole norme da includere nella nuova Carta costituzionale. Male la coalizione che sostiene il governo conservatore del presidente Sebastián Piñera, Chile Vamos, che ha ottenuto solo 37 rappresentanti.

Il Cile aveva votato a grande maggioranza a favore dell’avvio del processo di riforma dell’attuale Costituzione in uno storico referendum tenutosi il 25 ottobre 2020. L’intervento sul testo è parte di un piano di interventi messi in campo per rispondere alle proteste sociali scatenate nell’autunno del 2019. Agitazioni formalmente scoppiate per il rincaro del prezzo del biglietto del trasporto pubblico, ma che presto rivelavano l’esigenza di una più ampia riforma di un sistema economico giudicato incapace di redistribuire in modo equo i pur buoni incrementi del valore aggiunto a livello nazionale. Il sì alla riforma aveva ottenuto oltre il 78 per cento delle preferenze, mentre nel quesito sul tipo di assemblea incaricata di redigere il testo si era imposto con oltre il 79 per cento per il modello interamente costituente, aperto alle candidature indipendenti e con composizione di genere egualitaria e 17 seggi riservati a rappresentanti delle comunità indigene, in particolare mapuche e aymara.

Molti analisti hanno sottolineato che ci si può attendere un cambiamento radicale dello spirito della futura Costituzione, dato che i membri della Costituente sono per la maggior parte appartenenti a gruppi indipendenti o a movimenti e partiti di sinistra che hanno promosso le manifestazioni popolari svoltesi fra ottobre 2019 e marzo 2020.

L’appuntamento è stato salutato dalla ex presidente cilena Michelle Bachelet, attuale Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, secondo cui “quello che era visto come un sogno lontano ha ora una data”. “A partire da quest’anno – ha sottolineato – il 4 luglio sarà la data in cui ricorderemo che ci siamo dati l’opportunità di incontrarci nella nostra diversità”.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy