Condividi:

PECHINO – Licenziato. “E mai più verrà assunto”. Parola di Daniel Zhang, ceo di Alibaba. Il gigante dell’e-commerce è di nuovo nella tempesta in Cina in questi giorni, ma questa volta non per le montagne russe finanziarie che sta vivendo dopo la stretta del Partito contro le Big Tech, iniziata proprio contro la creatura di Jack Ma. Bensì per un presunto caso di stupro.

La storia inizia il 27 luglio a Jinan, nello Shandong, durante una cena di lavoro. Xinyue, nome di fantasia, racconta in un documento di 11 pagine poi postato su Weibo – il Twitter cinese – di essere stata costretta a viaggiare con il suo capo a 900 chilometri di distanza dal quartier generale della società per incontrare un cliente. E forzata, durante la cena di lavoro, a bere.

La sera l’uomo che erano andati a incontrare tenta di baciarla. Poi, il buio. Dice di ricordarsi solamente di essersi risvegliata la mattina dopo nella camera d’albergo completamente nuda. Dopo aver ottenuto le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’hotel, riconosce il suo boss mentre entra ed esce dalla sua stanza almeno quattro volte quella notte.

Xinyue ritorna a Hangzhou, quartier generale di Alibaba. Racconta all’ufficio delle risorse umane di aver subito uno stupro dal suo capo. Ma nulla si muove. Venerdì scorso, come ha ricostruito il South China Morning Post, durante il pranzo nella mensa aziendale l’impiegata prende un megafono e cerca di raccontare ai compagni di lavoro quello che aveva subito. Ma viene subito fermata dalla sicurezza interna.

Decide allora di pubblicare la lettera sull’intranet dell’azienda, che poi finisce sui social. Le discussioni scatenate in Rete fanno drizzare le antenne ad Alibaba. La polizia di Jinan, nel frattempo, apre l’indagine.

Ieri l’ammissione del manager che ha riconosciuto di aver avuto “comportamenti intimi” inappropriati mentre la donna era “ubriaca”. Questa mattina il licenziamento. “Se ha commesso lo stupro o altri atti indecenti che violano la legge lo deciderà la polizia. Di certo, non lavorerà più qui. Faremo di tutto per prenderci cura della nostra impiegata. Questo è un comportamento vergognoso. Un’umiliazione per tutti i dipendenti”, ha spiegato Zhang.

Assieme al manager, questa mattina hanno rassegnato le dimissioni anche Li Yonghe e Xu Kun, responsabili delle risorse umane del gruppo, per non aver agito in tempo e nel modo corretto dopo la denuncia della donna.

Dopo le parole dure del Ceo, Alibaba ha ora messo in piedi una task force speciale per collaborare con la polizia durante le indagini. Affermando che i dipendenti, d’ora in avanti, potranno rifiutarsi di prendere parte alla “brutta” cultura del bere a tutti i costi, pratica molto comune durante le cene aziendali in Cina.

La denuncia di Xinyue è un segnale, in ogni caso, di come le donne stanno prendendo sempre più coraggio nel denunciare stupri e molestie. Il mese scorso, le accuse di una ragazza contro la star del pop Kris Wu hanno fatto scattare le manette per il cantante. In rete l’hashtag #GirlsHelpGirls relativo al caso è diventato subito virale. Segnali di un nuovo #MeToo che forse sta iniziando a nascere anche qui in Cina.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy