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PARIGI – Era stata presentata come una delle leggi più importanti del mandato di Emmanuel Macron. La Loi Climat et Résilience, la legge Clima e Resilienza, arriva oggi all’Assemblée Nationale preceduta da una grande mobilitazione avvenuta ieri in tutta la Francia. I militanti ecologisti e le grandi Ong ambientaliste denunciano una riforma al ribasso che non permetterà alla Francia di rispettare gli obiettivi fissati dagli Accordi sul clima di Parigi. Migliaia di manifestanti scesi in piazza hanno accusato Emmanuel Macron e il governo di aver tradito la Convention Citoyenne sur le Climat. La convenzione composta da 150 cittadini estratti a sorte era stata un’idea proprio di Macron, come esperimento di democrazia partecipativa nato dopo il movimento dei gilet gialli. Tra i motivi della protesta allora c’era la Carbon Tax, misura calata dall’alto dal governo senza abbastanza concertazione.

220241055 b2187506 c73e 40d8 8292 b06fdd546af9 - Clima, la legge di Macron delude gli ambientalisti: "Riforma tradita"
(ansa)

Memore di quell’esperienza, nell’ottobre 2019 il leader francese aveva affidato ai cittadini il compito di presentare proposte per ridurre del 40 per cento le emissioni di gas serra entro il 2030 (rispetto a quelle del 1990), con particolare attenzione per “la giustizia sociale”. Dopo nove mesi di lavoro e l’audizione di decine di esperti, la Convenzione ha  presentato un rapporto composto da 149 proposte. Macron aveva promesso ai cittadini di trasmettere al parlamento le loro misure “senza filtro”. E invece, secondo molti degli autori del rapporto e degli attivisti scesi in piazza, non rimane molto nella legge che arriva davanti ai deputati.

Durante la manifestazione festosa di ieri a Parigi molti cartelli attaccavano il voltafaccia del capo di Stato. “Macron, ta loi en carton, c’est la poubelle jaune”, Macron la tua legge di cartone è una spazzatura gialla. L’attivista Cyril Dion, “garante” della Convenzione, ha denunciato il peso delle lobby industriali che avrebbero stravolto gli obiettivi della riforma. E poi ha avvertito: “Non ci sono negoziati possibili con il clima, è una corsa contro il tempo”. Anche la co-presidente della Convenzione, l’economista Laurence Tubiana, che aveva participato ai negoziati per gli accordi di Parigi del 2015, si è unita ai manifestanti nel corteo di Montpellier. “I francesi chiedono di più ai loro deputati e al loro governo” ha commentato Tubiana. “Serve una vera legge ambiziosa sul clima in cui la componente sociale sia il perno di questa transizione necessaria”. Gli organizzatori si sono già dati appuntamento al 9 maggio, in caso la legge fosse approvata nell’attuale versione.

L’iter parlamentare della Legge sul clima si annuncia tormentato. Sono già stati presentati circa 7mila emendamenti e la stessa maggioranza è divisa. Anche se ci sono alcune misure simbolicamente forti – come l’abolizione dei voli nazionali quando ci sono alternative in meno di due ore e mezza di treno, o il divieto di affittare appartamenti senza isolamento termico entro il 2028 – le voci critiche si moltiplicano. A proposito dell’obbligo all’efficientamento energetico molte proposte sono state ridimensionate. La Convenzione chiedeva la ristrutturazione completa (tetto, isolamento, finestre, riscaldamento e ventilazione meccanica controllata) di 20 milioni di case. 

Tra le altre misure su cui si avanza con il freno a mano c’è l’eliminazione graduale entro il 2030 degli sgravi fiscali sul diesel per gli autotrasportatori, e l’attuazione di un’ecotassa regionale per i veicoli pesanti. Un’altra misura avanzata dalla Convezione di cittadini, riguardava il divieto di pubblicità per le imprese più inquinanti. Anche questa idea è stata limitata. Per i menù vegetariani nelle mense, argomento che ha suscitato polemiche con alcune giunte comunali dei Verdi, il governo non vuole andare oltre la semplice “sperimentazione”. 

La stessa ministra della Transizione ecologica, Barbara Pompili, ha ammesso che avrebbe voluto una legge più ambiziosa. Pompili ha poi ricordato che la riforma non esaurisce l’impegno del governo e ha ricordato altre misure adottate dal governo, alcune molto simboliche come la decisione di introdurre la protezione del clima nella Costituzione. Per Macron l’approvazione della Loi Climat et Résilience rischia di diventare una battaglia politica decisiva a poco più di un anno dalla presidenziale. Non solo perché ha puntato molto sulla svolta verde della Francia, ma anche perché vuole contrastare l’ascesa politica dei Verdi, che hanno incassato un forte successo alle ultime elezioni amministrative.

Fonte: Repubblica

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