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LONDRA -“Venite tutti a lavorare in smart working da noi”. È l’offerta, indiscutibilmente allettante, che arriva da Barbados. Dove il turismo, che di norma rappresenta circa il 40% del Pil, è a picco causa coronavirus.

E così Mia Amor Mottley, la premier del piccolo stato legato al Commonwealth, ha annunciato il programma “Barbados Welcome Stamp”, che deve essere ancora finalizzato dal governo della celebre isola delle Piccole Antille ai Caraibi ma che sarà più o meno così: in pratica, gli stranieri potranno ottenere facilmente visti di addirittura un anno per lavorare da remoto per l’azienda del proprio Paese d’origine. 

“Non siete costretti a lavorare in Europa, Stati Uniti o America Latina”, ha detto Mottley, citata dal quotidiano inglese Telegraph, “potete arrivare qui, magari restare due mesi, poi ripartire e ritornare nel corso dell’anno. Come volete”.

Così, secondo la premier, si unirebbe l’utile al dilettevole. Continuare a lavorare ma allo stesso tempo apprezzare le bellezze e il paesaggio locali, in un luogo che di solito non viene apprezzato pienamente proprio per i tempi ristretti di una vacanza normale.

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Per quanto riguarda il coronavirus, Barbados è stato relativamente colpito dalla pandemia e le ultime misure del lockdown sono state rimosse una decina di giorni fa. Ufficialmente sono stati registrati 98 casi e sette decessi su una popolazione di 287mila persone circa.

A chi arriverà sarà richiesto il certificato di un test, realizzato nei tre giorni precedenti, che dimostri di esser negativo al Covid19. Altrimenti, bisognerà sottoporsi a tampone in aeroporto (cosa sconsigliata perché la capacità di test dell’isola è limitata).

Come ricorda sempre il Telegraph, i voli diretti per Barbados dal Regno Unito (dove da oggi non è prevista quarantena al ritorno) riprenderanno dal 18 luglio da Londra Gatwick, una volta a settimana. Virgin farà lo stesso dal primo agosto prossimo.

Fonte: Repubblica

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