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L’assalto alle città va avanti: si combatte vicino a Kandahar, Herat e Lashkar-Gah, ma nel frattempo i talebani hanno conquistato Zaranj, capitale della provincia di Nimroz, al confine con l’Iran. Al di là del modesto significato strategico, il passaggio è significativo perché la città è la prima capitale provinciale ad essere caduta nelle mani degli integralisti da quando l’amministrazione Biden ha dichiarato che avrebbe completamente ritirato le truppe statunitensi dall’Afghanistan.

L’offensiva alla città, scrive il sito di Tolo tv, è partito giovedì notte: fra un attacco e l’altro i residenti tentavano di lasciare il centro abitato per riparare oltre il confine iraniano. A spaventare la gente di Zaranj sarebbero stati anche alcuni episodi denunciati da fonti locali, secondo cui nel vicino distretto di Kanak gli “studenti coranici” hanno torturato, accecato e ucciso a freddo una trentina di soldati governativi che avevano catturato.

La campagna dei talebani per prendere le città è al centro della relazione fatta dall’inviato Onu per l’Afghanistan, Deborah Lyons, che valuta il bilancio umano di questa strategia “estremamente angosciante”, mentre il messaggio politico è “ancora più inquietante”. Secondo la Lyons, l’Afghanistan è ora a una svolta molto pericolosa. La scelta è fra un vero negoziato di pace o una serie di crisi intrecciate, cioè un conflitto sempre più brutale a cui si affianca un’emergenza umanitaria e continue violazioni dei diritti umani.

“Una parte sinceramente impegnata per un accordo negoziato non rischierebbe così tante vittime civili”, ha detto l’inviato dell’Onu, “perché capirebbe che il processo di riconciliazione sarà più impegnativo quanto più sangue verrà versato”.

Fonte: Repubblica

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