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copenaghen un museo per spiegare i segreti della felicita danese - Copenaghen, un museo per spiegare i segreti della felicità danese

Tra le città europee piú visitate da turisti di tutto il mondo, la capitale danese Copenaghen offre adesso un’attrazione particolare in più. È il museo della felicità, una piccola esposizione permanente nel centro storico, che illustra e spiega come gli individui e una società possono raggiungere la felicità e perché la Danimarca, la Finlandia e gli altri Paesi nordici sono classificati regolarmente ogni anno come i piú felici del mondo dal World happiness report delle Nazioni Unite.

Creatore e direttore del museo è Meik Wiking, un giovane studioso ritenuto forse il massimo esperto di felicità nel piccolo regno. Felicità tanto per precisare si dice lykke in danese. Meik Wiking ha dedicato al tema un libro dal titolo che suona quasi allusivo e ironico: “La via danese alla felicità”. Sembra quasi offrire alternative a utopie di ieri, come le cosiddette vie nazionali al socialismo. È infaticabile, il giovane esperto: dirige anche l´Istituto danese di ricerche sulla felicità. E lavora di continuo come consulente per comuni, provincie, istituzioni di ogni genere e aziende aiutando a fare di tutto per rendere piú felici e soddisfatti della vita i loro cittadini, membri o dipendenti.

Come si fa a essere i popoli piú felici del mondo con un tempo inclemente e duro, 170 giorni di pioggia all’anno e un inverno buio, e con lo stress procurato a chiunque lavori da efficienti economie esportatrici postmoderne? Secondo Meik Wiking, il modello danese e il modello nordico in generale hanno le loro ricette segrete, che da lungo tempo funzionano, e sono in buona parte legate alla cultura di radice socialdemocratica dei Paesi nordici, di cui alcuni valori importanti sono condivisi anche dai conservatori.

C’è il principio della hygge, che vuol dire molte cose insieme. Tra cui essere solidali col prossimo e apprezzare ciò che si riceve dalla vita, accontendandosi e non lasciandosi schiacciare da continui desideri e ambizioni di avere di più. Ma strutturalmente, dice Meik Wiking citato da Die Welt, il dato comune dei cinque Paesi nordici (Islanda, Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia) che appare la colonna portante della loro felicità è un dato comune dei loro sistemi. E cioè la certezza che, chiunque governi, sono garantite alte spese pubbliche per la Sanità e l´Istruzione, quindi un alto livello dell’assistenza sanitaria e del sistema scolastico e universitario. Inoltre, i Paesi nordici tendono piú di altri a essere società inclusive, non divisive, sebbene anche lassù – specie in Svezia – le differenze sociali aumentino. Comunque restano i piú felici al mondo, come il museo racconta. Paesi ammirati da tanti in tutto il mondo, come Regno Unito e Stati Uniti, nel report delle Nazioni Unite se la passano molto peggio. Il Regno Unito è solo al tredicesimo posto, gli Usa al diciottesimo. Nella lista dei top twenty, dei primi venti, l´Italia ma anche la Francia sono assenti. 

Fonte: Repubblica

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