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coronavirus fondi per miliardi alla chiesa usa incluse le diocesi coinvolte in casi di pedofilia - Coronavirus, fondi per miliardi alla Chiesa Usa. Incluse le diocesi coinvolte in casi di pedofilia

Nel mezzo della pandemia di coronavirus, la Chiesa cattolica americana ha fatto una campagna di pressione sulle autorità federali per modificare i requisiti che consentivano di accedere al piano del governo di sostegno alle imprese e poter avere così i prestiti, cosa che le ha consentito di incassare almeno 1,4 miliardi di dollari (pagati dai contribuenti) e diventare una delle più grandi beneficiarie degli aiuti governativi. Lo scoop è dell’Associated Press, che ha analizzato i dati federali e si è accorta che a ricevere i fondi sono state anche diverse diocesi coinvolte in casi di pedofilia: molte di queste avevano accumulato grossi debiti per via delle spese legali e le compensazioni alle vittime.  

Il 27 marzo scorso il Senato Usa approvò un consistente pacchetto di aiuti, il Coronavirus Aid Relief and Economic Security Act (Cares Act) che comprende una serie di programmi destinati a sostenere imprese e salari. Tra questi c’è il Paycheck protection program (Ppp), che ha stanziato 659 miliardi di dollari per le aziende con meno di 500 dipendenti perché possano pagare gli stipendi, l’assicurazione sanitaria, i mutui. Il Congresso ha acconsentito a che anche i gruppi di fede e altre organizzazioni no profit potessero accedere agli aiuti. Ma c’era il limite dei 500 dipendenti: che secondo l’inchiesta dell’Ap è stato superato con una norma introdotta dall’amministrazione Trump dopo una intensa azione di lobbying da parte della Chiesa cattolica.

“Senza questo trattamento preferenziale, molte diocesi cattoliche sarebbero state inammissibili perché – tra le loro sedi centrali, parrocchie e altre affiliate – i loro dipendenti superano il limite di 500 persone”, scrive l’agenzia.

In tutto i prestiti per la Chiesa potrebbero essere ben superiori agli 1,4 miliardi: secondo l’Ap potrebbero arrivare fino a 3,5 miliardi di dollari e forse ancora oltre perché i dati rilasciati dal Congresso riguardano solo i prestiti sopra i 150mila dollari quindi di molte Chiese che hanno preso meno di quella cifra non si sa nulla. Si tratta di “prestiti perdonabili”, cioè finanziamenti che in parte e a certe condizioni possono anche non essere restituiti.

L’arcidiocesi di New York, per fare un esempio, ha ricevuto 15 prestiti per un valore di almeno 28 milioni di dollari solo per i suoi uffici di vertice, la Cattedrale di San Patrizio sulla Quinta è stata finanziata con 1 milione di euro, ma i soldi – almeno 20 milioni di dollari – sono andati anche alla diocesi di Wheeling-Charleston, in West Virginia, dove l’anno scorso l’allora vescovo Michael Bransfield fu accusato di aver sottratto fondi e di molestie sessuali verso alcuni sacerdoti. Durante la pandemia le messe sono state interrotte e le donazioni si sono ridotte ma quello che pesa sulle casse della Chiesa americana sono le spese legali per le numerose cause per abusi sessuali affrontate negli ultimi anni.

L’Ap calcola che le “segnalazioni di abusi sono triplicate durante l’anno conclusosi a giugno 2019 fino a un totale di circa 4.500 a livello nazionale” e numerose diocesi hanno dovuto sborsare parecchi soldi per compensare le vittime o per le procedure fallimentari.

La Chiesa si difende sostenendo che i prestiti federali sono serviti e serviranno per aiutare i più poveri: “Sono un’ancora di salvezza essenziale per aiutare le organizzazioni religiose a rimanere a galla e continuare a servire le persone bisognose durante questa crisi”, ha detto all’Ap il portavoce Chieko Noguchi.

L’Ap ha anche scoperto che l’arcidiocesi di Los Angeles ha pagato 20mila dollari per fare pressioni sul Senato e la Camera e che il Catholic Charities Usa ne ha pagati altri 30mila. Tutto questo lobbying è servito? A quanto pare si. Ad aprile “dopo che migliaia di istituzioni cattoliche avevano ottenuto prestiti, diverse centinaia di leader cattolici hanno sollecitato un ulteriore aiuto in una chiamata con il presidente Trump. Durante la chiamata, Trump si è pubblicizzato come il candidato in linea con i conservatori religiosi”, secondo il giornale Crux.

Fonte: Repubblica

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