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173726689 85075406 12e4 4ecc a694 10e2bde8bde1 - Coronavirus in Germania, la Sassonia sull'orlo del collasso. Il governatore Kretschmer: "Il peggio deve ancora arrivare"

BERLINO – Molti la considerano la Lombardia della Germania, e la Bild ne ha tinto le aree più contagiose di viola, per segnalare un’incidenza talmente grave da superare il rosso. La Sassonia è ormai un caso: pazienti spostati in altri land, ospedali al limite del collasso. E in un Paese, la Germania, che sta andando pericolosamente controcorrente, rispetto al resto d’Europa. I contagi continuano ad aumentare. E il governatore della Sassonia, Michael Kretschmer, avverte che “le dieci settimane più dure devono ancora venire”. Quanto ad Angela Merkel e agli scontri frequenti con i governatori, il politico della Cdu la definisce “uno scoglio nella tempesta”, ma amministrando una regione con un quarto di elettori dell’ultradestra dell’Afd, spiega anche perché la cautela è d’obbligo, quando si ragiona di restrizioni.

Kretschmer, lei sostiene che “le dieci settimane più dure devono ancora venire”, per la Germania.
“Non è più estate. Il virus è molto virulento adesso e le infezioni continueranno ad accelerare – ce ne stiamo già accorgendo. Saranno le settimane più dure, quelle a venire. Dobbiamo essere disciplinati. Se non lo siamo, il lockdown è l’unica possibilità.” 

Due settimane fa voi governatori avete concordato con la cancelliera Merkel un lockdown più severo. Troppo tardi, visto l’aumento esponenziale del virus?
“In Sassonia lo abbiamo deciso già una settimana prima. Quando ancora mi sentivo dire che la situazione non era poi così grave. Le regole obbligatorie sono arrivate quando abbiamo capito che il nostro tentativo di sensibilizzare le persone non è riuscito. E noi dobbiamo proteggere tutta la popolazione”.

Ma Angela Merkel insisteva già da fine ottobre per misure più dure. Aveva ragione lei e voi torto?

“No. Viviamo in una democrazia e vanno sempre applicate le restrizioni più misurate. Perché altrimenti si fallisce anzitutto dinanzi ai tribunali. Che hanno annullato a ottobre il divieto di pernottamento negli alberghi. Inoltre bisogna sempre tentare di convincere i cittadini. Ci è riuscito di farlo con quasi tutti, ma non con tutti. E adesso la decisione di fermare la vita pubblica è diventata però inevitabile”.

Com’è stata la dialettica tra voi governatori e la cancelliera? Come giudica Merkel?
“La cancelliera è stata uno scoglio nella tempesta. E questo Paese può essere felice che ci sia lei. Ma il federalismo è importante perché la situazione è molto diversa, adesso o in primavera, e tra un land e l’altro. E’ sempre importante che le misure siano adeguate alla situazione vissuta”.

Com’è la situazione in Sassonia? I contagi sono altissimi, siete costretti a trasferire pazienti altrove – nella prima ondata ne avevate al contrario accolti anche dall’Italia. E si parla di casi di triage.

“Non ci sono stati casi di triage. Ma il sistema sanitario è estremamente sotto pressione. Però c’è solidarietà da parte di altri land e da Paesi vicini come la Polonia e la Repubblica Ceca. In primavera abbiamo accolto pazienti da Bergamo e dall’Italia del Sud, e adesso arriva aiuto dall’Europa. E dobbiamo uscire da questa crisi tutti insieme, come Europa. Ma in Sassonia abbiamo anche casi di ospedali arrivati ormai al limite e due strade più in là gente che minimizza. È uno dei problemi. La situazione è molto peggiore che in primavera, ma molti cittadini pensano che sia meno minacciosa”.

Perché?
“Perché c’è una certa stanchezza. Da dieci mesi raccontiamo che la situazione è grave. Durante l’estate è migliorata, ma adesso è peggiorata molto. E fino a Pasqua saranno mesi difficili”.

Nella sua regione l’Afd è votata da una persona su quattro e ci sono molti negazionisti. È più difficile per lei decidere restrizioni rispetto ai suoi colleghi? 
“È vero, ci sono molti negazionisti, ma la stragrande maggioranza delle persone ha una percezione realistica della situazione e segue le restrizioni. Ovviamente il successo della lotta al virus dipende molto dall’atteggiamento dei cittadini. E se sono convinti che il virus non esista e che le misure servano solo a soggiogare la popolazione – un settimo dei tedeschi la pensa così – è chiaro che ciò non aiuta. Perché non seguono le regole, compromettendone l’effetto”. 

Quanto la influenzano gli scettici, quando tratta con il governo?
“Io cerco sempre di confidare nel senso di responsabilità dei cittadini, di lasciarli liberi. Ma quando capisco che non funziona, che non riesco a proteggere la maggioranza dei cittadini, mi sento obbligato a far valere l’autorità dello Stato su tutti gli altri livelli”.

Quando cominciate a vaccinare i cittadini in Sassonia?
“Oggi, e cominciamo dalle case di riposo, perché è lì il bisogno e il pericolo maggiore”.

Fonte: Repubblica

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