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“Si assiste a un’accelerazione nell’evoluzione dell’epidemia, ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero dei casi” e con “evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso  di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”. Lo rileva il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss, secondo cui l’indice di contagio RT nazionale è ora a 1,17.

In 18 Regioni il valore dell’indice di trasmissibilità Rt è sopra l’1. Il valore più alto si registra in Valle d’Aosta (1.53), seguita da Piemonte (1.39) e Provincia autonoma di Bolzano (1.32). Tre le Regioni con Rt pari a 1 o sotto 1. Si tratta di Basilicata (1), Calabria (0.94), Molise (0.83). Una situazione così preoccupante da spingere a un’indicazione drastica: É “necessaria una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette”, un invito cioè alle regioni a utilizzare lo strumento previsto dall’ultimo dpcm che fissa il livello minimo di sicurezza e lascia ai governatori la responsabilità di stringere ulteriormente le maglie dove sia necessario.

In aumento i focolai attivi

“Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi, entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva. Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102 su 107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2% vs 4,1% la settimana precedente)”.

Aumentano i positivi che non sanno chi li ha contagiati

“Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Questa settimana – è scritto nel documento – le Regioni hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico (contro i 4.041 della settimana precedente), che comprende il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana”.

Rispettare distanziamento e igiene

Ma l’invito non è diretto solo alle istituzioni: “Si fa appello alla popolazione di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste”, si legge nel monitoraggio settimanale. Si raccomanda in particolare di rispettare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine e inoltre “di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse”.

Per la cabina di regia, che ha anticipato ad oggi il report che di solito diffonde al venerdì, ci sono “evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/Province autonome, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”. 

Focolai estesi soprattutto in ambito familiare

Nel dettaglio, ministero e Iss ribadiscono che la trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare e familiare. Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e piu’ rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione.

A scuola fondamentale rilevare la temperatura

Sono indicati in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Pertanto “rimane essenziale mantenere l’attenzione sulle misure già introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica come la rilevazione della temperatura giornaliera e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico”.

Il tracciamento resta essenziale

Viene poi sottolineato che il tracciamento dei casi e dei loro contatti e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento “restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione che devono essere assolutamente perseguiti”. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia la criticità nell’impegno dei servizi territoriali per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati. E’ ritenuto quindi “importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto e anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la App Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari”.

Proteggere le persone vulnerabili

Viene poi ribadita “l’importanza dell’uso appropriato degli strumenti diagnostici e di screening, nel contesto di una valutazione del rischio epidemiologico, e della corretta esecuzione delle procedure di isolamento e quarantena quando indicate”. E ovviamente “si ribadisce la necessita’ di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalle autorita’ sanitarie sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali e’ prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorita’ sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso”.

Gli “importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione” inducono il profilarsi di una nuova fase epidemiologica con “un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali”. Di qui il rinnovato appello alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contagio “in particolare nei confronti di fasce di popolazione piu’ vulnerabili”.

Fonte: Repubblica

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