Condividi:
051803510 1e0f5666 c69c 4f07 a816 19d31a8defc9 - Coronavirus nel mondo: gli Stati Uniti oltre le 375 mila vittime

Gli Stati Uniti, il paese più colpito dalla pandemia di coronavirus, hanno superato i 22,5 milioni di casi di covid-19 e i 375 mila morti, secondo il conteggio indipendente dell’Università. Johns Hopkins. Lo stato di New York rimane il più colpito nel paese dalla pandemia con quasi 40 mila morti, seguito da Texas (oltre 30 mila), California (oltre 30 mila), Florida (23 mila circa) e New Jersey (quasi 20 mila). Altri stati con un gran numero di morti sono Illinois (quasi 19 mila), Pennsylvania (quasi 18 mila), Michigan (più di 14 mila), Massachusetts (oltre 13 mila) e Georgia (più di 11 mila). Il bilancio provvisorio delle vittime supera di gran lunga il limite inferiore delle stime iniziali della Casa Bianca, che nel migliore dei casi prevedeva tra 100.000 e 240.000 morti a causa della pandemia. Il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha abbassato quelle stime ed era fiducioso che la cifra finale sarebbe stata compresa tra 50.000 e 60.000 morti, anche se in seguito ha previsto fino a 110.000 morti, un numero che è stato anche di gran lunga superato.

Usa, la California tocca quota 30 mila vittime

Il bilancio delle vittime del coronavirus in California ha raggiunto quota 30.000. Un altro record poiché lo stato più popoloso degli Usa sta sopportando la peggiore ondata della pandemia durata quasi un anno. Le infezioni recentemente confermate stanno aumentando a un ritmo vertiginoso di oltre 250mila a settimana e durante il fine settimana sono stati segnalati 1.163 morti. La contea di Los Angeles è uno degli epicentri e le autorità sanitarie hanno invitato i residenti a indossare la mascherina anche quando sono a casa, se escono regolarmente e vivono con qualcuno anziano o ad alto rischio. “L’impatto dannoso di questa ondata sulle nostre famiglie e sugli ospedali locali è il peggior disastro che la nostra contea abbia vissuto da decenni”, ha detto il direttore sanitario, Barbara Ferrer.

Portogallo, il presidente de Sousa positivo al coronavirus

 Il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa è risultato positivo al nuovo coronavirus e ha cancellato tutta la sua agenda degli impegni elettorali, due settimane prima delle elezioni presidenziali del 24 gennaio, per le quali è ampiamente favorito. Il presidente, 72 anni, è “asintomatico” e si è isolato nella parte residenziale del palazzo presidenziale di Lisbona. La campagna elettorale dei sette candidati in lizza, ufficialmente iniziata domenica, era già ridotta al minimo indispensabile. Con 122 morti in 24 ore e quasi 4.000 persone ricoverate, la pandemia di Covid-19 ha raggiunto lunedì nuovi record in Portogallo (per 10 milioni di abitanti). Il primo ministro Antonio Costa ha detto che il governo socialista si prepara ad annunciare mercoledì “qualcosa di molto simile al primo contenimento di marzo”. “Penso che non ci sia alternativa alla reclusione generale”, ha ammonito anche sabato il capo dello Stato, durante un dibattito elettorale. Tutti i sondaggi prevedono la rielezione del presidente conservatore dal primo turno di un ballottaggio segnato dall’assenza di un candidato ufficialmente sostenuto dai socialisti al potere. Mercoledì scorso, il capo dello stato aveva trascorso alcune ore in “isolamento amministrativo” quando ha appreso che un membro del suo entourage era risultato positivo, ma il presidente era poi risultato negativo e non era stato messo in quarantena, perchè il suo contatto con la persona interessata era stato considerato “a basso rischio”.

Regno Unito, Johnson nella bufera: “In bici nonostante il lockdown”

 Il premier britannico Boris Johnson è stato investito dalle critiche dopo essere stato colto in bici lontano dalla sua abitazione, in violazione ai suoi stessi consigli anti-Covid, ma è stato difeso dal ministro della Salute Matt Hancock. Secondo le indicazioni del governo, è ammesso fare moto all’aperto ma non si dovrebbe lasciare la propria zona. Il capo di Downing Street domenica è stato immortalato all’Olympic Park nella zona orientale di Londra, ben lontano da Westminster, ma secondo il suo portavoce ha seguito “le regole Covid e qualsiasi insinuazione del contrario è sbagliata”. Dura la reazione dei laburisti: “Una volta di più è ‘fate come dico, non come faccio io'”, ha commentato Andy Slaughter. Londra è nell’occhio della pandemia e il sindaco Sadiq Khan è stato costretto a decretare l’emergenza. Interpellato in proposito durante la conferenza stampa, Hancock ha sottolineato che “è ok andare a fare una passeggiata o una corsa in bici e finire a sette miglia da casa ma si dovrebbe restare nella propria zona”.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy