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030600789 37a084fc a215 4326 ac60 496be37318bf - Coronavirus nel mondo, il Brasile a quota 560 mila vittime. In Usa Amazon e altri big rinviano il ritorno in ufficio

Usa, Amazon rinvia a gennaio il rientro dei dipendenti in ufficio

A causa dell’aggravarsi dei contagi per la variante Delta del coronavirus, Amazon ha deciso di rivedere i propri piani negli Stati Uniti: contrariamente a quanto emerso negli ultimi giorni, il gruppo fondato da Jeff Bezos ha deciso di rinviare al 3 gennaio 2022 il ritorno in ufficio dei propri dipendenti. Inizialmente il rientro era previsto per il 7 settembre. Con l’aggravarsi della pandemia a causa della variante Delta, molti giganti high tech stanno riconsiderando il piano per il ritorno alla normalità nei loro uffici americani. Apple ha deciso di rinviare di almeno un mese il rientro in ufficio, spostando il termine da settembre a ottobre. Twitter ha chiuso gli uffici di San Francisco e New York due settimane dopo averli riaperti dopo il lungo lockdown. Google ha spostato al 18 ottobre la data della riapertura, prevista inizialmente per l’1 settembre.

Usa, Fauci: “Se casi salgono arriverà una variante peggiore della Delta”

Il virologo americano Anthony Fauci ha avvertito che se l’aumento dei casi di Covid-19 negli Usa continua senza sosta in autunno e in inverno, gli Usa dovranno fronteggiare una nuova variante del coronavirus che potrebbe essere peggiore della Delta e, per di più, resistente ai vaccini. In un’intervista a Mcclatchydc.com, il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha quindi ribadito l’importanza di fermare la corsa del virus attraverso la vaccinazione. Gli Usa potrebbero “trovarsi nei guai” se in autunno una vasta porzione degli americani non vaccinati non decide di farsi inoculare, ha avvertito lo scienziato e consulente della Casa Bianca sulla pandemia. L’aumento dei casi a cui stiamo assistendo, ha spiegato, “è causato dalla maggiore contagiosità” della Delta “e dal fatto che abbiamo circa 93 milioni di persone in questo Paese che potrebbero vaccinarsi e non lo fanno, un bacino significativo di persone di fatto vulnerabili”. “Potrebbe emergere una variante che mette da parte la Delta”, ha dichiarato Fauci, “se questa sarà sempre altamente trasmissibile ma anche più grave allora potremmo finire nei guai”. Il virologo ha poi avvertito che non è escluso che una nuova variante sia resistente ai vaccini oggi in uso e che molto probabilmente gli Usa si avviano ad avere “tra i 100 mila e 200 mila casi giornalieri”.

Usa, la Cnn licenzia tre dipendenti che non si sono vaccinati

L’emittente statunitense Cnn ha licenziato tre suoi dipendenti per essere andati al lavoro senza essere vaccinati. Lo riferisce il “New York Times” citando una comunicazione del presidente Jeff Zucker al personale. Nel documento, Zucker ricorda che il canale televisivo ha “una politica di tolleranza zero” in fatto di vaccinazioni contro il Covid-19 e sottolinea come i dipendenti che provano di essersi vaccinati possono presto tornare fisicamente al lavoro. “Dovete essere vaccinati per venire in ufficio. E dovete essere vaccinati per lavorare sul campo, con altri colleghi, che vi rechiate o meno in redazione”, ha sottolineato il presidente della Cnn. Lo scorso maggio il governo federale degli Stati Uniti ha stabilito che le aziende private possono legalmente chiedere ai propri dipendenti di vaccinarsi.

Usa, deputato no mask positivo al Covid

Il repubblicano Ralph Norman, uno dei più accesi oppositori all’uso della mascherina alla Camera, è risultato positivo al Covid. “Ho sintomi lievi – ha spiegato – per fortuna sono pienamente vaccinato”. Il rappresentante della Camera degli Usa starà in quarantena per dieci giorni e lavorerà in remoto. A maggio Norman era stato multato per essersi rifiutato di indossare la protezione anti-Covid. Quattro giorni fa era risultato positivo un altro esponente repubblicano: il senatore Lindsay Graham, anche lui vaccinato.

Il Brasile raggiunge i 560 mila morti. Ma la curva cala

Il Brasile, con 20 milioni di casi di covid-19, ha raggiunto 560 mila morti per la malattia questo giovedì, in un momento in cui la curva epidemiologica continua a rallentare a causa dell’avanzata della vaccinazione nel paese, uno dei più colpiti al mondo dalla pandemia. Secondo i segretari del Consiglio nazionale della sanità (Conass), il colosso latinoamericano, con 212 milioni di abitanti, ha registrato nelle ultime 24 ore 1.099 morti e 40.054 casi di coronavirus. Così, il numero totale dei decessi ha raggiunto 560.706, mentre quello dei contagi ha raggiunto 20.066.587. La media dei decessi nell’ultima settimana è scesa nuovamente questo giovedì a 887 al giorno, il livello più basso in quasi sette mesi e dopo aver raggiunto il picco il 12 aprile, quando si è registrata una media di oltre 3.000 decessi al giorno. Il numero medio di contagi nell’ultima settimana, intanto, è sceso a 32.460 al giorno, il livello più basso in otto mesi e lontano dal massimo raggiunto il 23 giugno (77.328). Il calo dei casi e dei decessi nelle ultime settimane coincide con l’accelerazione del processo di vaccinazione in Brasile, dove, dopo il ritardo iniziale, circa il 50% della popolazione è già stato vaccinato con almeno una dose dell’immunizzante. Tuttavia, solo il 21% dei brasiliani ha già ricevuto la doppia dose.

Messico, altro record di persone attualmente contagiate

Il Ministero della Salute del Messico ha segnalato 21.569 nuove infezioni confermate di covid-19, per un totale di 2.922.663 casi, oltre a 618 nuovi decessi, raggiungendo 243.165 decessi, nel mezzo della terza ondata di epidemia. Il numero di casi contati ha superato i 21.366 il 15 gennaio ed è stato il secondo numero più alto di contagi giornalieri durante la pandemia in Messico, che il 21 gennaio ha registrato il suo massimo con 22.339 casi. Inoltre, per il secondo giorno consecutivo, è stato raggiunto il record di casi attivi, con 138.096, cifra che ha superato i 130.534 segnalati il giorno precedente, il massimo nell’emergenza. Con questi record, il Messico è il quarto Paese al mondo con il maggior numero di morti per covid-19, dietro a Stati Uniti, Brasile e India, ed è tornato al quindicesimo per numero di contagi confermati, secondo il conteggio della Johns Hopkins University.  Per diverse settimane, il Messico è stato nel mezzo della terza ondata di covid-19, con diversi giorni che hanno registrato oltre 19.000 infezioni giornaliere, cifre che non si vedevano dal picco della seconda ondata, lo scorso gennaio. Inoltre, le autorità sanitarie ritengono che, in base ai certificati di morte, la pandemia abbia effettivamente lasciato più di 350mila morti nel Paese e stimano che il Paese accumuli effettivamente 3.123.084 casi di contagi.

Cile, via libera alla terza dose di AstraZeneca per gli over 55

Il governo del Cile ha annunciato che dal prossimo 11 agosto avvierà un programma di “dosi di richiamo” contro il covid-19 utilizzando il vaccino AstraZeneca per tutte le persone di età superiore ai 55 anni anni che hanno già completato la loro vaccinazione con Coronavac. “Considerando l’evoluzione nel tempo dell’efficacia dei vaccini e il rischio rappresentato dalla variante Delta e dopo aver consultato gli esperti abbiamo deciso di avviare un rafforzamento della vaccinazione”, ha detto alla stampa online il presidente cileno, Sebastiàn Pinera. L’annuncio arriva due giorni dopo che il Ministero della Salute (Minsal) ha pubblicato i risultati di uno studio che ha mostrato una diminuzione dell’efficacia per prevenire l’infezione sintomatica dei vaccini Pfizer e Coronavac, in particolare quest’ultimo, dal laboratorio cinese Sinovac, e che è il più utilizzato nel paese, motivo per cui la dose di richiamo inizierà con quelli inoculati con questa formula. Il governo spera di essere in grado di vaccinare circa 2 milioni di persone di età pari o superiore a 55 anni con dosi di richiamo durante le prime quattro settimane di questo piano.

Fonte: Repubblica

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