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I casi globali di coronavirus sono oltre 44,2 milioni, le morti quasi 1,2 milioni. Gli Stati Uniti che si avviano ai nove milioni di contagi restano i più colpiti, dopo aver registrato oltre 75mile nuovi casi e mille vittime per Covid nelle ultime 24 ore. L’india registra otto milioni di casi: è il secondo Paese a superare questa soglia dopo gli Usa e supera il Brasile che si sta stabilizzando 5,4 milioni. Dopo la Russia (1,5 milioni di casi) è l’Europa a non frenare. Francia (1,2 milioni di casi) , Spagna (1,1 milioni), Regno Unito (906mila), Italia (590mila).


India, la crescita continua

L’India supera gli 8 milioni di casi di coronavirus con 8.040.203 di contagi (dati Johns Hopkins University) ma con un trend di crescita preoccupante e che avvicina agli Usa. A preoccupare è soprattutto l’arrivo della stagione dei festival indù e l’inverno. In aumento anche le vittime: secondo il ministero della Salute indiano nelle ultime 24 ore ci sono stati oltre 500 morti, dato che porta il bilancio delle vittime a quasi 121mila. La vita in India sta tornando ai livelli precedenti al virus con la riapertura di negozi, aziende, metropolitane e cinema e il terzo stato più grande del paese, il Bihar, con una popolazione di circa 122 milioni di persone chiamata al voto.

Francia, ministro: ‘Un milione i portatori del virus’

Si può stimare in “un milione” il numero dei francesi attualmente portatori del coronavirus: lo ha detto ai microfoni di France Info questa mattina il ministro della Salute, Olivier Véran. “Abbiamo tentato con ogni mezzo di evitare il lockdown – ha detto il ministro – e il coprifuoco ha permesso di frenare la diffusione del virus”. Però, ha aggiunto difendendo il lockdown annunciato ieri dal presidente Emmanuel Macron, “quella che si sta abbattendo è un’ondata europea. Lo Stato – ha detto – è garante della sicurezza sanitaria dei francesi e si assume le sue responsabilità”.

Germania, oltre 16mila nuovi contagi nelle 24 ore

La Germania supera per la prima volta i 16 mila nuovi contagi giornalieri da coronavirus, contro i 15mila di ieri. Lo afferma il Robert Koch Institut, il centro epidemiologico nazionale. Sono 89 le vittime in un giorno, con un numero complessivo che arriva a superare i 10mila. Iieri i decessi erano stati 27. Ieri il governo tedesco ha annunciato un semi-lockdown per tentare di fermare la diffusione del virus.

L’esempio di Taiwan: 200 giorni senza contagi locali

Taiwan non registra casi locali  da 200 giorni e da gennaio non ha visto più di  30 casi (importati) al giorno. Il bilancio è di 550 casi e 7 morti. Fin dal 31 dicembre, le autorità si sono mosse con decisione: quarantena per tutti i voli, 14 giorni di isolamento rigidamente controllato. Dopo l’epidemia di Sars che uccise 73 persone, tra cui molti operatori sanitari nel 2003, Taiwan ha rafforzato e centralizzato il suo quadro di controllo della malattia e i preparativi per la pandemia. L’ex vicepresidente di Taiwan, Chen Chien-jen, è anche un epidemiologo: “Abbiamo sacrificato 14 giorni di 340mila persone in cambio di vite normali per 23 milioni di persone”, scrive il Guardian. Inizialmente chiusa a tutti i non residenti, Taiwan ha iniziato lentamente a riaprire ad alcuni, compresi quelli con visto di lavoro e i viaggiatori d’affari. Ma tutti gli arrivi devono completare una quarantena in un hotel, in una struttura governativa o a casa, durante la quale vengono monitorati da vicino tramite applicazioni di tracciamento telefonico e personale della polizia e dei centri per il controllo delle malattie.

Pakistan, arresto per chi non ha mascherina

Le autorità pakistane hanno ordinato che tutte le attività commerciali, inclusi ristoranti, sale per matrimoni e mercati, chiudano alle 22 inoltre, le autorità della capitale Islamabad hanno chiesto alla polizia di arrestare chiunque violi le regole di allontanamento sociale non indossando mascherine nei luoghi pubblici. I numeri sono raddoppiati rispetto al mese scorso. In Pakistan ci sono stati quasi 7mila morti.

Trump: “Stiamo svoltando la curva”. Biden: “Sarà dura uscire dalla pandemia”

Gli Stati Uniti sono “a una svolta nella curva” della pandemia da coronavirus. Lo ha detto Donald Trump durante un comizio elettorale in Arizona. Secondo il presidente in carica la strada che indicato per la nazione avrebbe portato a “prosperità record, crescita epica del lavoro” e un “vaccino sicuro”  presto a disposizione.

Secondo i calcoli della Johns Hopkins University, il totale dei casi positivi si avvia verso i nove milioni. Lo stato di New York resta quello con più vittime: dall’inizio della pandemia sono morte oltre 33mila persone, 23mila solo a New York City. Joe Biden, al contratio del suo avversario politico, avverte che non esiste alcun “bottone” magico per risolvere il problema e “servirà un duro lavoro per porre fine a questa pandemia”. Biden, se eletto presidente, solleciterà i governatori a rendere obbligatoria la mascherina, introdurrà l’obbligo della mascherina negli edifici federali e sui mezzi di trasporto e promette di aumentare i test, facendo in un giorno quelli che si fanno ora in una settimana. “Abbiamo bisogno di una strategia nazionale”, ha sottolineato, prima di accusare Trump di non riuscire “a fermare il virus nemmeno alla Casa Bianca”.
  Fonte: Repubblica

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