Condividi:
094320998 448c1895 8bc5 4eb1 84fa c086ebdd7673 - Coronavirus, nel Regno Unito avanza la nuova variante: "Più contagiosa ma meno sintomatica"

LONDRA. Nel Regno Unito avanza la nuova variante Delta. Tecnicamente si chiama “AY.4.2”, è stata rilevata per la prima volta oltremanica alcuni mesi fa e oramai rappresenta sempre più casi del Coronavirus. Oggi siamo all’11,8% del totale delle nuove infezioni (circa 40mila al giorno), con una crescita progressiva da settembre scorso del 2,8%, secondo il gruppo di ricerca “React-1” dell’Imperial College di Londra e l’azienda della sanità pubblica britannica Uk Health Security Agency. 

I crescenti numeri della nuova variante AY.4.2, evolutasi da quella originaria Delta, permettono però di analizzarla e conoscerla più a fondo, perché ci sono più dati a disposizione. A tal proposito, ci sono buone e cattive notizie.

La cattiva notizia è che la AY.4.2 sembra più contagiosa persino della Delta: il tasso di infezione in Inghilterra è salito infatti dall’1,57% all’1,72% nelle ultime settimane e altri studi avevano suggerito che la nuova variante fosse del 10-15% più transmissibile: “Non sappiamo ancora perché questo accada”, ha detto il professor Paul Elliott a capo di React-1. In ogni caso, ciò è un problema soprattutto per gli anziani e i più fragili, maggiormente esposti alle conseguenze del Covid, soprattutto in una stagione come l’inverno in cui, oltre a stare di più al chiuso, anche a causa di altri virus e raffreddamenti vari si tossisce molto di più.

Ma pare esserci anche una notizia relativamente confortante. Seppur più contagiosa, la variante AY.4.2 sembra meno sintomatica del ceppo Delta originario. Sulle 100mila persone prese in considerazione dallo studio, il 33% degli infetti da AY.4.2 ha sofferto dei classici sintomi da Covid o peggio è finito in ospedale, contro il 46% di quanto avviene con la variante Delta “classica”. Insomma, seppur più transmissibile, la AY.4.2 sembrerebbe (condizionale d’obbligo) leggermente più blanda del ceppo madre. 

Ovviamente, anche contro la AY.4.2 sono fondamentali i vaccini, che dai primi studi sembrano funzionare molto bene anche con quest’ultima variante che si sta espandendo in Inghilterra. Inoltre, secondo la ricerca di React, la terza dose ridurrebbe il rischio di infezione del 66% rispetto a coloro cui sono state sommistrate solo due dosi. 

Intanto, nonostante un piccolo e illusorio calo nelle due settimane scorse (dovuto principalmente alla chiusura “half-term” delle scuole), il Coronavirus è tornato a correre nel Regno Unito, dove dal 17 luglio praticamente non esiste più alcuna restrizione né obbligo di mascherine al chiuso. Ieri i casi sono saliti addirittura per il settimo giorno consecutivo, raggiungendo quota 38.263: in totale negli ultimi 7 giorni 272.862, ovvero +15,1% rispetto alla settimana precedente. Ieri sono stati registrati anche 201 morti e 778 ricoveri, in calo sul dato settimanale, ma, come visto in passato, il loro aumento è spesso ritardato rispetto a quello dei nuovi casi.

Per questo il governo Johnson sta spingendo al massimo per somministrare le terze dosi alla popolazione, ora aperte a tutti coloro con più di 40 anni: 13,5 milioni di residenti nel Regno Unito l’hanno già ricevuta, ossia il 23,5% della popolazione over 12 anni. Mentre l’80,1% di quest’ultima ha ricevuto due dosi e l’88,1% almeno una.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy