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Basta una cena di classe e il coronavirus si ripresenta all’estrema periferia Est di Roma. L’ultimo focolaio capitolino è esploso il 26 giugno al Casilino, tra borgata Finocchio e l’area di Graniti, quando 30 ragazzi si sono ritrovati per una pizza nel ristorante del centro sportivo Club Le Palme.

L’appuntamento, organizzato dai genitori per far incontrare di nuovo i compagni di scuola dopo il lockdown e l’ultima campanella virtuale, è filato liscio tra tonde e fritti. Poi l’allarme: a una settimana dalla cena, una ragazzina di 14 anni che aveva partecipato alla serata e il fratellino di 5 anni si sono presentati al Bambino Gesù con tutti i sintomi dell’infezione da Covid-19.

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Febbre, spossatezza e tosse: sottoposti al tampone, sono risultati positivi. Rispediti a casa dai medici dell’ospedale pediatrico, ora sono in isolamento domestico. Verranno seguiti a distanza, proprio come il padre a sua volta contagiato, finché il virus non avrà esaurito la sua carica.

La notizia si è sparsa in fretta al Casilino, gettando nel terrore decine di famiglie. Gli altri partecipanti alla pizza di fine anno sono stati convocati a loro volta al Bambino Gesù e nelle prossime ore saranno testati. I controlli, considerato il tempo di incubazione del coronavirus, verranno poi ripetuti.

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Per sicurezza, l’assessorato alla Regione ha disposto la chiusura del ristorante. E pure quella della scuola di danza New Professional Dance, palestra che ospita il centro estivo frequentato dal bimbo di 5 anni.

Sui social, nei gruppi di quartiere, non si parla d’altro. Così il ristorante si è sentito in dovere di “tranquillizzare i clienti” con un post su Facebook: “È venuta da noi una persona affetta da Covid che ha partecipato a una cena all’aperto. Ora le autorità stanno facendo i controlli di rito soltanto sulle persone coinvolte e già avvisate.

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Dopo un’ulteriore sanificazione, sabato potremo tornare operativi. Abbiamo avuto sempre a cuore la salute dei nostri clienti e dei nostri dipendenti”.

La storia dei due ragazzi contagiati non è passata inosservata in Regione. Tanto che l’assessore alla Sanità della giunta Zingaretti, Alessio D’Amato, si è sentito in dovere di lanciare l’ennesimo appello ai romani: “Avverto un calo della tensione. Bisogna tenere sempre alta la guardia e rispettare le disposizioni sul distanziamento ed evitare le occasioni potenzialmente pericolose come feste o assembramenti.

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Nelle ultime settimane si sta abbassando notevolmente l’età di coloro che troviamo positivo, d’altra parte con la movida che ha ripreso a pieno regime le insidie aumentano. Il virus è ancora in circolazione, sia chiaro”. Un monito che cade nelle stesse ore in cui il Lazio ha riaperto a sport di contatto come il calcetto.
 Fonte: Repubblica

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