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coronavirus studio oltre la meta degli abitanti degli slum di mumbai e stato contagiato - Coronavirus, studio: oltre la metà degli abitanti degli slum di Mumbai è stato contagiato

BANGKOK – Più della metà della popolazione che vive in slum e baraccopoli della capitale commerciale dell’India, Mumbai, ha mostrato i segni dell’infezione da coronavirus. È il risultato di uno studio condotto dall’azienda municipale Brihanmincoln Corporation (Bmc) su un campione di quasi 7mila residenti in aree ad alta densità abitativa (un milione e 800mila persone), dal quale risulterebbe una percentuale di contagi molto superiore a quella ufficiale. A rendere la ricerca particolarmente interessante è il fatto che nelle altre zone cittadine meno affollate e degradate le statistiche riportano un numero di casi notevolmente inferiore.

Un dato allarmante considerando che nei quartieri degradati vive più del 40 per cento degli oltre 20 milioni di abitanti censiti. È tra loro che il 57 per cento degli individui sottoposti al test ha mostrato di possedere gli anticorpi al virus, contro il 16% di quanti sono stati esaminati altrove nello stesso periodo tra il primo e il 15 luglio. L’esito delle stesse analisi dimostra anche una prevalenza di anticorpi superiore tra le donne rispetto agli uomini.

In un Paese oggi al terzo posto nel mondo per numero di contagi (circa un milione e mezzo con 33mila decessi), lo studio conferma i dubbi già espressi da molti scienziati sulla reale dimensione della pandemia nel continente e sull’incidenza delle infezioni asintomatiche.

Mumbai, e lo stato del Maharastra di cui è capitale, sono tra le aree più colpite, anche se è iniziata una fase di rallentamento dopo gli oltre 110mila casi registrati finora e i 6mila morti nella sola cintura metropolitana.

L’esito del campionamento effettuato soprattutto nei sobborghi a Est e Ovest di Dahisar, Chembur e Matung, è considerato un esperimento unico e significativo, anche per dimostrare la forte influenza dei fattori ambientali e igienici nella diffusione del contagio, visti gli spazi angusti, ristretti e insalubri dei sobborghi metropolitani dove vivono diverse famiglie che condividono una sola toilette.

A Mumbai, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha elogiato l’eccezione di Dharavi, il più grande slum dell’Asia abitato da quasi un milione di persone dove gli sforzi delle autorità per promuovere rigide misure sanitarie e distanziamento hanno contenuto le infezioni a un livello record, con appena 88 casi attivi. 

In generale, secondo i ricercatori del Dipartimento di scienze biologiche, questo sondaggio a campione realizzato a Mumbai è il primo a registrare una così alta prevalenza di anticorpi tra le aree urbane più affollate del mondo, e sarà utilizzato per studiare l’immunità comunitaria e i livelli di diffusione del virus.

Se da una parte smentisce le tesi del governo indiano secondo il quale non c’è stata trasmissione comunitaria, dall’altra confermerebbe che il tasso di mortalità ufficiale dell’India è rimasto inferiore rispetto a molti altri paesi come il Regno Unito, compresa Mumbai dove la pecentuale di vittime risulta statisticamente tra lo 0,05 e lo 0,1%.

Ma non tutti gli esperti concordano con l’ottimismo scaturito dai dati campione. “Il tasso di mortalità implicito dello studio – ha detto Shahid Jameel, virologo del Wellcome Trust Dbt India Alliance – va estrapolato da un numero enormemente più elevato di casi in tutto il paese”.

Tra i numerosi aspetti ancora da chiarire c’è quello della durata degli anticorpi e il periodo di immunità prima dell’eventuale ritorno dell’infezione.

Fonte: Repubblica

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