Condividi:
175719223 84f08c6b a76c 495b 89d3 4a174fc2e650 - Così l’attuale leader dello Stato Islamico Al Qurashi tradì i suoi compagni per fare carriera

L’attuale leader supremo dello Stato Islamico, Amir Muhammad Sa’id Abdal-Rahman al-Mawla (alias Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi), ha fatto carriera nel gruppo tradendo i suoi compagni. Di fatto, sembra sia stata forse la peggiore talpa all’interno della formazione. Lo confermano gli interrogatori del “Califfo” quando era prigioniero dei militari statunitensi in Iraq all’inizio del 2008.

I documenti sono stati recentemente de-secretati e raccontano una storia fatta di rivelazioni volontarie per screditare competitor ingombranti per la corsa al vertice dell’Isis, cooperando scientemente con il “nemico”. Al-Mawla, infatti, non si è fatto scrupolo di rivelare informazioni decisive che portarono alla cattura e alla morte di numerosi suoi compagni o superiori e di svelare i nomi di infiltrati in organizzazioni come la mezzaluna Crescente. Il caso più eclatante furono gli “intel” da cui scaturì l’operazione in cui morì Abu Qaswarah, il numero due dello Stato Islamico in Iraq (Isi), il cui ruolo fu assunto proprio da Al-Mawla.

Ogni scheda, chiamata “Tactical Interrogation Report”, contiene ciò che il jihadista ha rivelato agli intervistatori in una data precisa tra il 3 gennaio e il 2 luglio 2008. In ognuna di esse ci sono dati sempre più accurati, utili all’identificazione di terroristi, come descrizioni fisiche, alias e legami. Non mancano nemmeno numerosi riconoscimenti fotografici che l’uomo ha effettuato in quel periodo.

Peraltro, dai commenti si evince che nel tempo c’è una sua volontà “sincera” di cooperare. Non a caso, traccia un quadro molto esaustivo su come funzionasse l’organizzazione terroristica, sul modus operandi e sui rispettivi ruoli al suo interno. In particolare in Iraq, nell’area di Mosul, in quanto vi operò come vice comandante del gruppo.

Inoltre, ha messo a nudo totalmente al-Furqan, il principale e più antico organo di propaganda dello Stato Islamico, rivelando non solo i nomi di tutti i suoi appartenenti; ma anche i loro movimenti, fornendo dettagli persino su quali veicoli usassero e quale fosse la loro copertura: un’azienda che si occupava di video di matrimoni. A proposito ha confermato che quando i suoi compagni attaccavano bersagli umanitari o comunque proibiti, interveniva immediatamente al-Furqan che si occupava di far ricadere la colpa su altri.

A gennaio del 2008 fa un’altra rivelazione sconcertante: l’ex Daesh a Mosul era a corto di armi e munizioni. I soldi non mancavano, ma non si riuscivano comunque a recuperare dal solito canale, che passava per l’area di Jazirah. Negli interrogatori emerge anche la sua forte ostilità verso i foreign fighters. Segno che l’allora Isi, ancora prima di trasformarsi in Isis/Isil ed emergere nel 2014 con la proclamazione del Califfato, era già spaccato.

Al suo interno c’erano diverse anime, in contrapposizione tra loro. Lo dimostra un altro interrogatorio, in cui Al-Mawla afferma di essere entrato nella formazione dopo che Abu Abdallah Al Shami lasciò Mosul. Lui allora riteneva che fosse morto, ma un uomo con lo stesso nome e con lo pseudonimo di Abdurraheem Atun ha poi ricoperto la carica di capo dei giudici religiosi di Hayat Tahrir al-Sham (Hts) gruppo molto vicino ad al Qaeda, che opera a Idlib in Siria e che oggi è il principale alleato della Turchia nel paese mediorientale.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy