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Guida la sanità della Regione che in questo momento ha la campagna vaccinale più efficiente, in particolare per gli anziani e i fragili. Ora l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, fa un passo in avanti e apre alla somministrazione anche di notte, dalle 20 alle 24. La novità parte venerdì e, per adesso, sconta la consegna di dosi ancora a singhiozzo da parte dei produttori. “Intanto iniziamo, poi allargheremo la novità a tutti i grandi hub. Ci diano vaccini, siamo pronti a fare almeno 2 milioni di dosi al mese ai nostri cittadini”.

Siete pronti a partire con le somministrazioni notturne?

“Sì, da venerdì Fiumicino sarà aperto anche dalle 20 alle 24. Abbiamo una riduzione delle consegne da parte di AstraZeneca e, per questo, l’inizio del nuovo orario è solo in quell’hub. Però vogliamo dare un segnale, quando avremo più dosi avvieremo l’attività notturna in altri centri. A Fiumicino facciamo 2.500 somministrazioni al giorno in un ambiente super organizzato, comodo per il parcheggio e efficiente, ma possiamo raddoppiarle. Intanto le persone che durante il giorno hanno impegni o comunque non si possono spostare avranno a disposizione appuntamenti dopo cena”.

Molte Regioni parlano di una campagna ancora con il freno tirato. Quando si sbloccherà?

“La svolta non arriverà prima della fine di aprile. Stiamo assistendo a una decisa diminuzione di forniture da parte di AstraZeneca e a un incremento di Pfizer, mentre Moderna è stabile. Al momento non possiamo ancora raggiungere un livello soddisfacente di vaccinazioni”.

Quante ne fate oggi e quante potreste farne?

“Ora siamo sulle 23mila dosi somministrate al giorno, possiamo salire a 50mila senza colpo ferire. E coinvolgendo le farmacie arriveremmo a 60mila, quando avremo a disposizione Johnson&Johnson, salendo a 2 milioni al mese”.

State usando il personale assunto dalla struttura commissariale?

“Impieghiamo soprattutto il nostro personale, quello dei centri vaccinali. Quello preso dalla struttura commissariale rappresenterà il 5%. Per noi sono importanti tutti i lavoratori ma non si tratta di numeri che spostino tanto in questa campagna”.

Siete la Regione più avanti con la campagna, come avete ottenuto questo risultato?

“Abbiamo seguito soprattutto il criterio dell’età. E’ inutile perdersi dietro le categorie, i notai, gli avvocati, i magistrati o altri, con tutto il rispetto. Noi abbiamo vaccinato 306mila over 80, cioè l’88% hanno ricevuto la prima dose, e circa un terzo di loro hanno già avuto anche il richiamo. La strada anagrafica è la più veloce, seguita anche da Israele. Il codice fiscale ce l’hanno tutti del resto. Tra l’altro, in questo modo si consente ai cittadini di avere subito un’idea dei tempi di attesa. Noi abbiamo già prenotato più di 400mila over 70 e venerdì saremo la prima Regione italiana ad aprire a chi ha 68 e 69 anni. Siamo i primi, da lunedì scorso, ad avere messo a disposizione anche una app per prenotare”.

Come avete fatto a vaccinare tanti anziani se avete avuto, in rapporto alla popolazione, le stesse dosi degli altri?

“Pfizer e Moderna sono stati consegnati a tutte le Regioni in base al numero di cittadini anziani. Chi li ha destinati davvero a loro ce li ha, chi ne ha somministrati più del previsto ad altre categorie evidentemente ha problemi”.

Anche il personale sanitario, e non, delle Asl doveva ricevere Moderna e Pfizer.

“Certo, e noi comunque abbiamo coperto quasi tutti gli operatori. Da noi il personale sanitario ha aderito in modo notevole alla campagna, al 98%. Siamo già avanti anche con gli altamente vulnerabili, che vacciniamo nelle strutture dove fanno la terapia. Abbiamo già coperto tutti i nostri 7mila dializzati, i 5mila trapiantati, e siamo avanti per i pazienti oncologici in terapia attiva”.

Come si combatte il virus?

“Bisogna sempre anticipare i tempi, è fondamentale. Cerchiamo di correre più veloce della curva dei contagi. Se insegui il virus puoi avere molti problemi. Noi siamo stati i primi a fare i tamponi negli aeroporti, i primi a usare gli anticorpi monoclonali, i primi ad introdurre i tamponi rapidi. Non siamo più bravi, è che abbiamo capito, appunto, che bisogna anticipare. Stare settimane e settimane a discutere se fare AstraZeneca a chi ha meno di 55 anni, poi a 65 e poi a tutti, come ha fatto in Aifa, è il modo peggiore per affrontare l’epidemia”.

Lei ha chiesto di avere rapidamente il vaccino Sputnik.

“Le consegne di AstraZeneca sono altalenanti. Noi su Sputnik siamo molto pragmatici, abbiamo sempre valutato l’efficacia e l’efficienza. E’ stato il primo vaccino registrato al mondo, Lancet gli attribuisce un alto valore di efficacia, è in grado di dare una doppia copertura, lo fanno a San Marino e su 7mila somministrazioni non hanno osservato reazioni avverse. Ora firmeremo un accordo per studiare la capacità di copertura delle varianti brasiliana, sudafricana e inglese. Non ci interessa la geopolitica ma ci arrivano centinaia di mail di persone che lo vogliono fare”.

L’Europa ha fatto errori negli  accordi con l’industria?

“Non ha pensato a un approvvigionamento autoctono, a una produzione locale. Il secondo errore è nell’assenza di trasparenza. L’Europa nasce proprio sulla trasparenza non può non esserlo sui contratti. Ancora non conosciamo i contenuti degli accordi, le clausole che garantiscono gli Stati membri e le singole regioni, non sappiamo che succede quando le dosi non arrivano puntualmente. Finora le forniture non sono mai arrivate come dovevano. Ogni settimana è una sorpresa e non sappiamo cosa prevedono i contratti in questo caso. E’ un fatto grave”.

Fonte: Repubblica

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