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L’ITALIA non è un Paese accogliente. In 18 anni ci sono stati 7.426 episodi di ordinario razzismo. E’ questo quanto emerge sul libro bianco dell’associazione Lunaria che raccoglie le segnalazioni dal 1° gennaio 2008 e il 31 marzo 2020. Si tratta di 5.340 casi di violenze verbali, 901 aggressioni fisiche contro la persona, 177 danneggiamenti alla proprietà, 1.008 casi di discriminazione.

Violenze verbali

Tra le violenze verbali prevalgono i 3.725 casi di propaganda discriminatori. Gli strumenti utilizzati sono diversi: dai canali della rete (siti, blog, social network) alle dichiarazioni verbali, dagli striscioni ai manifesti; sono documentati anche alcuni casi di informazione scorretta, violenta e esplicitamente discriminatoria. Il libro bianco, come spiegano gli autori, punta a raccontare l’intreccio “tra le parole cattive di chi conta, le rappresentazioni distorte di chi racconta, le offese violente di chi commenta online e le violenze razziste fisiche compiute individualmente, in gruppo o, magari, avvalendosi del potere che deriva da un incarico istituzionale”.

La rete contro l’odio on line

Fra i fenomeni anche la crescita dei fenomeni di odio on line. E con la pandemia da Covid l’odio si è riattivato ed è cresciuto. Per questo è nata la prima Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio. A battezzarla tre Ong che operano a livello internazionale (Action Aid Italia Onlus, Amnesty International Italia, Cospe Onlus); otto associazioni (Asgi- Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, ARCI, Associazione “Carta di Roma”, Giulia-  Giornaliste Unite Libere Autonome, Lunaria, Pangea Onlus, Vox Diritti, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI); un movimento transnazionale (No Hate Speech Movement Italia); otto università (Bicocca, Bologna, Firenze, Padova, Reading (UK), Statale Milano, Trento, Verona); due centri di ricerca (Cnr Palermo, Fondazione Bruno Kessler); due osservatori (Oscad- Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, Osservatorio di Pavia) e il Consiglio Nazionale Forense hanno dato vita alla prima Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio.

“I numeri evidenziano l’importanza e la forza del progetto, unico nel suo genere perché capace di riunire le più importanti realtà che da diverso tempo si occupano di mappare e combattere i discorsi e i fenomeni di odio: di particolare rilievo, l’approccio multidisciplinare che consente di coprire tutti i territori che è necessario presidiare per un’efficace azione, dalla ricerca alla proposta normativa, fino agli interventi nelle scuole per combattere bullismo, discriminazioni e intolleranze e per favorire la cultura dell’inclusione”, ha spiegato oggi in una conferenza stampa Federico Faloppa, ricercatore, che coordina i lavori della Rete.

“C’è un clima tossico – ha affermato Riccardo Noury portavoce di Amnesty International Italia – ed abbiamo una enorme preoccupazione. Si è detto che da questa esperienza devastante della pandemia usciremo migliori: io ci ho creduto per qualche settimana ma vedo purtroppo che c’è invece la tendenza ad essere peggiori, c’è la caccia al migrante untore: dobbiamo stare attenti a che non riprenda la caccia alle streghe”.

Le finalità della neonata Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio vanno infatti dalla promozione e il sostegno di azioni di advocacy e lobby, alla promozione e al sostegno della ricerca; dalla  condivisione di buone pratiche di contro-narrazione e narrazione alternativa, con la creazione di progetti ad hoc, alla promozione e la condivisione di percorsi educativi e formativi, allo scambio di buone pratiche e materiali educativi, alla sensibilizzazione e alla mobilitazione della società civile.

Fonte: Repubblica

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