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ROMA – “Ci incrociavamo tutte le mattine amico mio, e mi chiedevi di Gragnano. Stamattina non ti ho visto e poi ho avuto la notizia. Ciao Giggi, sempre nei nostri cuori”. Attimi di vita ordinaria ai quali non abbiamo dato peso, sommersi nell’oblio del giorno dopo giorno. Poi, improvvisamente, spuntano fuori come un minuscolo tesoro che vorremmo sempre tenere con noi. Ma non si può più. I saluti sui social a Luigi Manfuso sono una profusione di ricordi di una persona perbene. Tre morti sul lavoro in un giorno. Come sempre numeri e indignazione. Ma poi il “crimine di pace” continuerà ininterrotto. Luigi, 59 anni, in realtà è morto martedì nel cantiere della metropolitana di Napoli, però la notizia l’hanno data ieri i sindacati. E ieri sono caduti sul lavoro Andrea Bascherini, 54 anni, schiacciato da due lastre di marmo nel piazzale della ‘2 P Trading srl’di Pietrasanta (Lucca), e Giuseppe Zizzo di 73 anni precipitato da un albero che stava potando in un’azienda agricola di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Tre morti in un giorno, in media perfetta con i primi sette mesi di quest’anno: 677 denunce di decesso arrivate all’Inail tra gennaio e luglio.

Dati e parole, come a voler misurare l’incommensurabile valore di ogni singola vita: le parole dei sindacati che pressano il governo e proclamano scioperi, quelle della politica che si indigna e volta pagina. La morte di Zizzo potrebbe anche essere l’esito di un malore, ma a mantenere il drammatico “ritmo” c’è comunque la fine di Juan Galao, il marinaio filippino colpito meno di 24 ore prima da un cavo durante le operazioni di disormeggio di una nave cisterna nel porto di Livorno. La fine a oltre diecimila chilometri da casa.  Sarà restituita domani alla famiglia la salma per decisione della pm Elisabetta Iannelli al termine degli accertamenti effettuati sul posto. Nelle indagini si fa strada, appunto, l’ipotesi di un malore. Cordoglio da parte del sindaco Mario Agnelli che sottolinea come “la famiglia Zizzo è stata anche da poco informata dalle autorità competenti che la salma sarà restituita domani stesso, a dimostrazione che le paventate ipotesi di incidente sul lavoro non si configurano con quanto è accaduto stamani. Cautela che ho subito avuto quando ho appreso la notizia”.

“Le parole non fanno prevenzione – dice Bruno Giordano che guida da qualche mese l’Ispettorato nazionale del lavoro -. Abbiamo incrementato controlli e tecniche mirate di attività ispettive, ma oltre l’80% delle imprese risultano irregolari, con lavoratori in nero e senza sicurezza. Inaccettabile sentir parlare nei convegni di culura della legalità – aggiunge Giordano – quando la regola è non essere in regola. Dare lavoro, costi quel che costi, è un fatto di coscienza prima ancora che di responsabilità penale”.

Intanto si continua a uscire di casa la mattina per andare al lavoro, senza fare ritorno. Andare al lavoro, non in guerra. Luigi Manfuso lo hanno trovato i colleghi nel fossato del cantiere della Stazione Tribunale della metropolitana di Napoli. Vani i tentativi di rianimarlo. Era di Gragnano, lascia la moglie Concetta, i figli Rossella e Francesco, i nipotini che monopolizzano le foto dei profili social familiari. La grande passione per la squadra di calcio di Gragnano, seguita anche in trasferta con l’immancabile sciarpa gialloblu: “Abitavamo nello stesso palazzo – scrive un altro Luigi sui social – che bella persona. Ti saluto come facevamo sempre a vicenda: ciao Gigiooo!”. La famiglia, le passioni di una vita spezzata. Come quella di Andrea Bascherini che era di Seravezza, in Versilia, pochi chilometri dalla ditta di Pietrasanta dove è morto. Non è tornato a casa dalla moglie e dalla figlia. Non potrà più dedicarsi al modellismo e al softair, il gioco di simulazione militare che praticava con gli amici di sempre.

Fonte: Repubblica

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