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170410028 921f45d5 22fe 4812 a435 b3f64ea97f12 - Dalla regina Elisabetta il discorso alla nazione dal castello di Windsor: "Che la speranza ci guidi nei tempi a venire"

LONDRA – È stato l’anno in cui molti hanno dovuto dipendere dalla “gentilezza degli sconosciuti”. Con la citazione di un’espressione diventata proverbiale in inglese, the kindness of strangers, coniata dallo scrittore americano Tennessee Williams per il suo famoso dramma teatrale “Un tram che si chiama desiderio”, da cui fu tratto un film ancora più celebre interpretato da Vivien Leigh e Marlon Brando, la regina Elisabetta ha rivolto stamane un discorso di Natale alla nazione centrato quasi esclusivamente sulla pandemia che ha sconvolto il Regno Unito e il pianeta intero. 

 
“In questi giorni abbiamo l’abitudine di accendere le luci, perché la luce porta speranza”, dice la sovrana nel messaggio televisivo sulla Bbc trasmesso alle tre di pomeriggio dal castello di Windsor. “Ma quest’anno genti di ogni fede non hanno potuto celebrare le proprie festività religiose nello stesso modo che in passato”. Ricordando che il 2020 è anche l’anno del bicentenario della nascita di Florence Nightingale, l’infermiera britannica considerata la fondatrice dell’assistenza ospedaliera, ribattezzata “la signora con la lanterna”, Elisabetta II sottolinea l’importanza del ruolo svolto dal personale sanitario nel combattere il Covid. “Ad essi dobbiamo gratitudine così come a tutti i buoni samaritani che con le proprie azioni hanno alzato una lanterna fra le tenebre di chi soffre”, prosegue Sua Maestà davanti a un abete natalizio illuminato, seduta a una scrivania su cui campeggia un’unica foto in cornice, quella del marito Filippo.

“Ebbene, anche oggi continuiamo a essere ispirati dalla gentilezza degli sconosciuti”, conclude il suo intervento, durato cinque minuti. “Tutto quello di cui abbiamo bisogno per Natale”, apparentemente anche questa una frase presa dal mondo dello spettacolo, citazione del titolo della canzone di Natale All I want for Christmas is you di Mariah Carey, “è una mano da poter stringere. La Bibbia dice che il 25 dicembre una stella nel cielo guidava i pastori da Gesù. Preghiamo che la luce ci guidi nei tempi che ci aspettano. In questo spirito, auguro a tutti buon Natale”. 

Prima del discorso una banda militare a cavallo ha suonato “Dio salvi la regina”, l’inno nazionale britannico, nel cortile del castello; alla fine un gruppo di medici e infermieri del Lewisham Hospital, ospedale di un quartiere di Londra, ha cantato un inno liturgico. Il discorso della regina è sempre atteso in Gran Bretagna come una tradizione natalizia, ma pure per la sua eccezionalità: l’unica occasione nel corso dell’anno in cui la sovrana rivolge un messaggio al Paese. Ma nel 2020, per l’eccezionalità del Covid, quello di Natale è stato il terzo discorso ai suoi compatrioti: aveva già parlato due volte pubblicamente per confortare la popolazione ed esortarla a resistere alla sfida del virus, facendo anche in una di tali occasioni una citazione presa dallo show-business, il titolo di una vecchia e famosa canzone inglese di Vera Lynn, We’ll meet again, “ci incontreremo ancora”, diventato il titolo di un film interpretato dalla medesima cantante e ora, dopo il discorso della regina, uno slogan di speranza ripetuto da molti sui social media.

È il primo Natale in quasi quarant’anni che la sovrana non trascorre nella sua residenza di Sandringham, nel Norfolk, dove solitamente si riunisce con tutti i membri della famiglia reale, figli, nipoti e pronipoti. Il timore del contagio, con lei 94enne e il marito 99enne nella categoria più a rischio per motivi d’età, l’ha costretta a isolarsi come molti, rimanendo chiusa nel castello di Windsor insieme soltanto a Filippo, qualche collaboratore e un numero ridotto di personale. Per la stessa ragione, Elisabetta non ha nemmeno partecipato, come di consueto, a una messa di Natale pubblica: i portavoce informano che, nel suo ruolo di leader della Chiesa anglicana oltre che capo di stato, ha pregato privatamente nella cappella del castello per evitare contatti.

Del resto, a causa della pandemia, la regina non ha preso parte a cerimonie ufficiali per sette mesi. Durante questo periodo suo figlio Carlo, l’erede al trono, ha contratto il Covid, pur senza avere bisogno di ricovero ospedaliero. Si è saputo in seguito che anche il principe William, figlio di Carlo e secondo in linea per il trono, sarebbe rimasto contagiato, secondo fonti di palazzo, ma la famiglia reale non ha rilasciato commenti al riguardo.

Nel discorso di stamane neanche una parola sull’accordo sulla Brexit raggiunto proprio alla vigilia di Natale: questione politica e divisiva da cui perciò la monarca, imparziale e apolitica per definizione, deve e vuole tenersi alla larga. Ci sono state invece polemiche per una “Fake Queen” su Channel Four, rete televisiva privata britannica, che ha creato al computer una “finta regina”, quasi indistinguibile da quella vera, e oggi le ha fatto pronunciare un messaggio alternativo alla nazione. Il network lo presenta come un modo per sottolineare i pericoli delle fake news, ma molti criticano l’iniziativa sostenendo che contribuisce proprio al fenomeno di non poter più distinguere tra notizie reali e fasulle. 

Fonte: Repubblica

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