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ROMA – “Rendere il vaccino anti Covid obbligatorio solo oggi sortirebbe l’unico risultato di far tornare il Green Pass in alto mare. Il Green Pass rappresenta già un obbligo e la via giusta è renderlo più stringente, con un aut aut ai No Vax, o cambiano idea o subiranno alcune inevitabili limitazioni nella loro vita sociale”. È netta la posizione di Ugo De Siervo, ex presidente della Corte costituzionale, che ricorda le chiare parole della Carta sul diritto alla salute e anche “sull’equilibrio tra le opinioni personali e gli oggettivi pericoli che si possono produrre sulle altre persone”. Quanto ai No Vax “s’informino davvero e quindi cambino idea”. 

In Austria sarà obbligatorio vaccinarsi dal prossimo febbraio. Sarebbe possibile, ma soprattutto utile, una misura simile anche in Italia? 

“A mio parere, dal punto di vista giuridico, è certamente possibile. Ma mi sembrerebbe paradossale pensare a una soluzione del genere proprio ora quando abbiamo per fortuna ottenuto un’ampia maggioranza del Parlamento a favore dell’obbligo del Green Pass”. 

Quindi lei sarebbe contrario all’obbligo vaccinale?

“Di fatto il Green Pass equivale al vaccino obbligatorio, perché spinge i cittadini in modo efficace verso la vaccinazione. Non è certo un caso se il nostro Paese si distingue positivamente in Europa per il livello raggiunto dalle vaccinazioni”.  

Ma l’obbligo del vaccino è compatibile con la Costituzione?

“Certo che lo è, ma serve, come scrive la Carta all’articolo 32, ‘un atto con forza di legge’. Tant’è che il Parlamento ha già approvato il decreto legge sul Green Pass che tratta proprio questa materia”. 

Però ha visto che in Italia si sta muovendo il fronte dell’obbligatorietà del vaccino in coincidenza con i numeri sul Covid in ascesa? Lo chiedono il presidente di Confindustria Bonomi e il sottosegretario alla Salute Costa… 

“Capisco queste posizioni, ma mi sembrano un po’ astratte. Perché c’è solo il rischio di introdurre un elemento di confusione rispetto al tanto che si è riuscito a fare finora e che adesso va portato fino in fondo”. 

Sta pensando di rendere il Green Pass più stringente? 

“Penso che si debba convincere con i fatti i gruppi che finora si sono sottratti alla doverosa vaccinazione, mettendo in luce i danni che si possono produrre sui diretti interessati e sulla collettività”. 

Scusi ma che differenza passa tra il Green Pass obbligatorio e il vaccino altrettanto obbligatorio? 

“In primo luogo il rischio è che cominciando con la vaccinazione obbligatoria si allenti il Green Pass. Inoltre quale sarebbe la sanzione specifica per coloro che non vogliono adeguarsi all’obbligo vaccinale? Proprio quella che attualmente deriva dal mancato rispetto del Green Pass: il lavoro, l’accesso a servizi pubblici o privati. Se vogliamo essere sinceri fino in fondo l’obbligo vaccinale non aggiunge nulla di più a quanto è già contenuto nel decreto legge sul Green Pass”.

Mi dica la verità, lei teme che approvando solo oggi l’obbligo del vaccino si apra una nuova polemica che potrebbe dare forza ai No Vax e rallentare i vaccini?

“Certamente, vi sono concreti rischi di tornare in alto mare”.  

Ha già in mente come dovrebbe essere il Green Pass in grado di proteggere gli italiani dalla nuova ondata di Covid? 

“Sarebbe sufficiente che le norme in vigore fossero fatte rispettare sempre, senza lassismi né deroghe”. 

La Costituzione parla di ‘trattamento sanitario obbligatorio’ stabilito dalla legge e motivato dalla tutela della salute individuale e collettiva. Non ci troviamo proprio in questa situazione? 

“Non vi è dubbio che si applica l’articolo 32 della Costituzione che impone ‘la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’. Per di più vi è in materia un’abbondante giurisprudenza della Corte costituzionale che ribadisce il valore degli interventi sanitari mirati a tutelare anche l’interesse della popolazione”. 

Di fronte al suo Green Pass più stringente che succede al cittadino No Vax che continua nel suo rifiuto di vaccinarsi? 

“È auspicabile che s’informi davvero e quindi cambi idea. Altrimenti subirà alcune inevitabili limitazioni nella sua vita sociale. Del resto la Corte è stata molto decisa nell’esaminare razionalmente l’equilibrio tra le opinioni personali e gli oggettivi pericoli che si possono produrre sulle altre persone. Pericoli che, nel caso del Covid, sono drammaticamente evidenti”. 

Fonte: Repubblica

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