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Calmasino di Bardolino (Verona) – Stavolta l’assassino è il vicino di casa. Ancora una donna uccisa, vittima di un uomo violento e predatore. Ancora un femminicidio. Il sangue imbratta il pavimento di un appartamento a Calmasino di Bardolino, sulla sponda veronese del lago di Garda. Chiara Ugolini, 27 anni, laureata in Scienze politiche, impegnata come commessa in un negozio del fidanzato, è stata uccisa dal dirimpettaio che l’ha vista camminare in casa in abbigliamento intimo e si è messo in testa di poterla avere.

Emanuele Impellizzeri, 38 anni, una sfilza di precedenti alle spalle per rapina e furto, uscito dal carcere il 28 giugno e in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, è entrato in casa di lei dal balcone, l’ha aggredita e poi uccisa. Poi è partito in sella alla sua moto verso il Sud Italia. È stato fermato lungo l’autostrada del Sole, vicino a Firenze. In faccia e sul collo aveva ancora i graffi, sui vestiti le macchie di sangue. Ha confessato dopo poco. “Ho avuto un impulso, non so cosa mi sia successo”. L’esatta dinamica dell’accaduto lo stanno ricostruendo i carabinieri del Nucleo investigativo di Verona.

Chiara Ugolini, originaria di Fumane, si era trasferita da circa un anno a Calmasino insieme al fidanzato Daniel Bongiovanni, che gestisce una catena di negozi di abbigliamento di proprietà del padre. Domenica, dopo aver lavorato tutta la mattina nella rivendita di Garda, era tornata a casa intorno alle 14 per riposarsi. Sarebbe dovuta tornare al lavoro nel tardo pomeriggio. Il suo corpo ormai senza vita è stato trovato verso le 19 dal fidanzato, corso a casa preoccupato per le chiamate senza risposta. Chiara giaceva in cucinino, in slip e reggiseno. Sotto la testa una grossa chiazza di sangue. I carabinieri conoscevano quella palazzina perché lì, ormai da sette anni, vive il carrozziere del paese, un uomo con un passato pieno di guai con la giustizia: rapine in banca, risse, resistenze a pubblico ufficiale. “Una testa calda, uno a cui fare attenzione”, confida un investigatore. Emanuele Impellizzeri, origini catanesi, che dal suo profilo Facebook inneggia al Duce e celebra il fisico scolpito con le foto di lui mezzo nudo, domenica pomeriggio si trovava nel cortiletto condominiale da solo, visto che la moglie e la figlia di sette anni erano fuori casa. Fumava una sigaretta. A un tratto si è accorto che sul terrazzino al secondo piano c’era Chiara, che camminava sovrappensiero dopo la doccia e prima di prepararsi per uscire nuovamente. Il carrozziere si è alzato deciso, ha inforcato la rampa delle scale e, giunto sul pianerottolo, è saltato sul balcone dell’appartamento in cui viveva Ugolini. Ciò che è successo dopo è ora oggetto del lavoro di periti e medici legali.

I carabinieri del tenente colonnello Stefano Mazzanti hanno abbozzato una prima dinamica, partendo dai punti fermi. Lui che si presenta in casa e cerca un approccio sessuale, lei che lo respinge. Ne nasce una colluttazione, nel corso della quale Chiara prova a difendersi graffiandolo in faccia, sul collo, sul petto. A questo punto lui fa valere la sua forza e la uccide, scaraventandola a terra con violenza o forse colpendola con un oggetto contundente. Una volta tramortita è uscito, ha preso la moto, ha prelevato 200 euro in un bancomat ad Affi (Verona) e poi si è messo a viaggiare in autostrada. I carabinieri, insospettiti per la sua assenza da casa, hanno diramato la ricerca della sua Yamaha R6 bianca. La moto è stata fermata in provincia di Firenze. Impellizzeri è crollato subito. “Lei mi ha graffiato e io ho preso paura. Sono scappato perché volevo sparire. Ho rovinato tutto, ho perso la mia famiglia”, ha detto in caserma, confessando l’aggressione. Ora è indagato per omicidio volontario aggravato.

Fonte: Repubblica

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